personale pittorica di Parmarè

17/nov/2011 19.55.02 Maurizio Ganzaroli Contatta l'autore

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PARMARÈ
"LIBERE INTERPRETAZIONI DELL’ESSERE"
Intreccio, 2011, olio su plastica termoindurente, cm 100x200
SEDE ESPOSITIVA: Galleria Domus Turca
INDIRIZZO: Via del Turco, 37/a - Ferrara
INAUGURAZIONE: sabato 19 novembre - ore 18.30
DURATA MOSTRA: 19 novembre > 6 dicembre 2011 | 9.00 - 13.00 + 16.30 - 19.30
A CURA DI: Vincenzo Cignarale
INGRESSO: gratuito

INFO: proart@ferraraproart.com - tel. 0532 242875
Inaugura sabato 19 novembre alle ore 18.30 presso gli spazi della galleria
Domus Turca, Il
neoplasticismo e la forma dell’assoluto esistenziale, la personale pittorica
di Parmarè. La mostra
e organizzata dall'Associazione Culturale Ferrara Pro Art e curata da Vincenzo
Cignarale. In galleria
sara presentato il nuovo catalogo dell’artista, distribuito su territorio
nazionale ed edito da Carta Bianca
Editore con testi critici di William Tode, Lorenzo Gigante e Sara Polidori.
Parmare reduce dalla Fiera di Padova e da numerosi successi internazionali
approda a Ferrara con una
mostra delle sue opere piu recenti. Un linguaggio scoppiettante, sanguigno,
caratterizzato da tocchi
brevi, rapide fiorettate e guizzi di colore. L’artista interpreta a suo modo
la filosofia orientale Zen: il
momento della riflessione e della concentrazione poi l'azione rigorosa e
sintetica, le sue sono rapidissime
azioni pittoriche senza indugi o tentennamenti. Su robuste tavole materiche e
trasferita la sua estrema
sintesi cromatica che evoca liberta, natura e gioia di vivere.
“La sua pittura scaturisce e germina da immagini fenomeniche in cui non vi e
piu alcun rapporto
conoscitivo con la realta circostante, decantata, depurata di ogni parvenza di
naturalismo ed
oggettivismo esteriore. (…) Il suo astrattismo "costruttivista" si basa su una
concezione dell'immaginario
del tutto indipendente dalla natura, obbediente solo a leggi d'attrazione e
simbiosi delle materie
coloristiche e di equilibrio delle forme e dei colori. (…) Il suo lavoro e
pensiero sul mondo, e il suo dire
qualcosa del mondo, qualcosa di necessario, senza enfasi. (…) La sua
astrazione nasce da una
progettualita in cui l'immagine scaturisce da una dimensione onirica, ben
lungi da echi naturalistici e
assume valori, archetipi di spazialita, di misteriosita compositiva, di
fantastica costruzione del colore nel
suo dinamico disporsi nei tonalismi, nelle armonie cromatiche che prediligono
il senso delle dissolvenze,
della sospensione, dell'indefinibile ed emozionante avventura nella leggerezza
della luce.” William Tode
“E cosa strana, l’opera d’arte, la vera opera d’arte. La si potrebbe
immaginare come uno specchio, ma
uno specchio magico, fatato. Come un qualsiasi specchio ha la capacita di
raccogliere l’immagine che ha
davanti, come un qualsiasi specchio ha la capacita di restituirla all’
osservatore. Non raccoglie
un’immagine qualunque, tuttavia, ma la prima immagine che gli si riflette
dentro: l’immagine del suo
creatore, l’immagine dell’artista. Raccoglie questa immagine dentro di se, la
custodisce, per poi
restituirla, fedele eppure nuova, a chi vi si trovi davanti. Fedele nell’
essere l’opera immagine stessa del
suo creatore, diversa perche questa immagine passa attraverso il filtro di chi
ne fruisce, sia esso lettore,
ascoltatore, spettatore, osservatore. Il pensiero, l’idea, lo stato d’animo di
chi l’ha creata si contamina
cosi con il sentimento di chi l’affronta, e in questo riceve nuova forza,
nuova energia, che fa nascere
pensieri, stati d’animo, emozioni nuove: questo incontro, questa capacita di
“muovere gli affetti” e
caratteristica dell’opera d’arte. Non per forza il riflesso che giungera a
destinazione dovra coincidere con
l’immagine di partenza: se comunque generera riflessi, essa avra assolto il
suo compito. Si sara allora
compiuta questa strana magia dell’arte, la magia di questo strano specchio.
E una magia, un’alchimia, generata dagli elementi piu semplici che si possano
immaginare. Da una
manciata di simboli, dalla loro semplicita elementare, puo nascere la totalita
dell’arte, fino al capolavoro
piu complesso. Bastano poco piu di una ventina di lettere per creare l’
alfabeto che, combinato in ogni
sua variante possibile, puo generare ogni capolavoro della letteratura
mondiale. Bastano sette note,
unite in un limitato numero di intervalli, per comporre tutta la musica mai
scritta. Bastano pochi colori
accostati e mescolati fra loro, forme semplici, frammenti di linee rette e
curve, per creare l’universo
astratto di Parmare. Elementi puri, di una semplicita quasi disarmante, che
nelle mani del vero artista,
dell’alchimista, si innalzano a divenire un viatico per l’assoluto. Tensioni
di linee, equilibri sottili di forme,
contrasti forti eppur delicati: un mondo astratto, fatto di emozioni pure, che
nella vibrazione del segno e
della pittura si fa vivo, autentico. L’emozione e lo stato d’animo dell’
artista sono qui, davanti a noi,
tradotti in immagini visive: l’immagine raccolta dallo specchio magico, pronta
a generare nuove emozioni
in noi che l’osserviamo.
Quante parole si potrebbero spendere nel descrivere questi dipinti, quante
pagine per raccontare le
sensazioni che esse generano, quanto per leggere, per parlare dei quadri di
Parmare. Ma forse, il modo
piu bello, il modo migliore per avvicinarsi ad essi e proprio nelle opere
stesse, nel lasciarle parlare, nel
fermarsi, in silenzio, davanti a loro, per lasciare che siano loro stesse a
toccare, a esaltare il nostro
spirito. Esiste, in musica, un fenomeno fisico chiamato “risonanza”. Si tratta
della capacita di una corda
di vibrare spontaneamente, sollecitata soltanto da un’altra vibrazione, della
medesima frequenza di
quest’ultima: da un suono nasce un nuovo suono. Non accade soltanto in musica.
Davanti alle opere di
Parmare e come se il nostro intimo fosse sollecitato a “vibrare” di pari
intensita con esse, per generare
da emozione emozioni, da sentimento sentimenti, da poesia nuova poesia.”
Lorenzo Gigante
“In Parmare i tocchi pittorici si danno da se le proprie leggi, tenuti solo a
rispettare vincoli contestuali
con gli altri tocchi che si propagano in piani superiori, inferiori o
contigui; un esercito di tessere e scaglie,
snodabili, svincolate, pronte a riprendere ciascuna la propria posizione
contigua imprimendo alcuni scarti
direzionali e servendosi spesso della linea spezzata. Quanto al colore, esso
non e puro pingmento, ma al
contrario rivelazione dell'anima, cioe fenomeno che appare in superficie dal
sottostante noumeno che ne
dichiara l'intima e sensibile essenza dell'artista.” Sara Polidori
Maria Regia Permiani in arte Parmarè nasce a Comacchio (FE) ma si trasferisce
definitivamente a Ravenna nel 1977. Frequenta
i corsi di mosaico, pittura, incisione e decorazione all’Accademia di Belle
Arti di Ravenna e gli atelier di importanti maestri
dell'arte contemporanea italiana quali Brindisi, Maccari e Treccani.
Verso il 2008 avviene un sostanziale cambiamento, da una pittura figurativa,
leggermente chiarista che parla un linguaggio
umano e naturale, verso l’astrattismo costruttivista che realizza utilizzando
la tecnica dello sprinkling brush.
Partecipa alle fiere d’arte di Reggio Emilia, Parma, Forli, Longarone, Padova
e ad un tour espositivo di due anni in Cina. Tra le
mostre piu recenti si accenna nel 2010 alla personale presso la Gallery
Konster di G�‘teborg in Svezia e all’esposizione presso lo
Xihu District Zhuangtan di Hangzhou in Cina. Collabora attivamente col centro
antiviolenza Linea Rosa.

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