IL VICOLO: ANTONIN ARTAUD tra Impouvoir e Maladresse - 6 dicembre ore 18.30 presso Oratorio di San Sebastiano a Forlì

IL VICOLO: ANTONIN ARTAUD tra Impouvoir e Maladresse - 6 dicembre ore 18.30 presso Oratorio di San Sebastiano a Forlì.

Persone Jacques Rivière, Marisa Zattini, Romeo Casalini, Gianfranco Lauretano Brani
Luoghi Forlì, Cesena, provincia di Forlì
Argomenti linguistica, letteratura, arte, poesia

01/dic/2011 09.30.40 IL VICOLO Contatta l'autore

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sezione arte

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MARTEDì 6 DICEMBRE 2011 ore 18.30
   FORLì– Oratorio di San Sebastiano
serata dedicata al grande Antonin Artaud


Per farla finita con il giudizio di [...]
ANTONIN ARTAUD tra IMPOUVOIR e MALADRESSE


Introduce Gianfranco Lauretano

Brani e silenzi sparsi e da spargere a cura di Romeo Casalini
e di quanti saranno o non saranno presenti al - chiamiamolo – EVENTO

nell’ambito della rassegna

“Doppio Panico!” Metamorphosi
“Dissimilazioni di Artisti per una consegna al Tempo”



Gentilissimi,
con questa mia sono ad invitarvi martedì 6 dicembre 2011 alle ore 18.30, presso l’Oratorio di San Sebastiano, a Forlì, dove si terrà una serata dedicata al grande ANTONIN ARTAUD, scrittore, commediografo, attore e regista teatrale francese, curata da Romeo Casalini. Ad introdurci nell’intrigante mondo di questo “tormentato” e geniale Artista sarà il poeta e scrittore Gianfranco Lauretano.
Saranno alcuni stralci, brani e “brandelli” - tratti dalle opere di Antonin Artaud - ad essere «letti, solo letti, letti e basta o meglio detti, detti, ridetti, più che altro balbettati, anzi, o meglio, SUSSURLATI, tra IMPOUVOIR e MALADRESSE» dal poeta Romeo Casalini nel suggestivo Oratorio di San Sebastiano. L’atmosfera, intrisa delle parole di Artaud, sarà resa ancor più intensa dall’opera “site-specific” di Marisa Zattini e dai contributi dei 30 artisti invitati a collaborare alla rassegna “DOPPIO PANICO!” Metamorphosi.

Il poeta gambettolese cercherà di dare corpo alla poetica dello scrittore che lavorava, già ventenne, ad una sorta di distruzione del linguaggio, cercando di destrutturarlo, con lo scopo di rendere concreto ed evidente lo scontro che in quegli anni si stava verificando tra la parola e la realtà. Per farci meglio comprendere l’intricato mondo di Artaud, leggerà alcune delle lettere intercorse tra l’editore di una rivista francese, Jacques Rivière, e lo scrittore stesso, che gli aveva inviato alcune delle sue poesie perchè fossero pubblicate. Fra i due iniziò una corrispondenza, nella quale Artaud spiegava come la scrittura fosse per lui una lotta contro il pensiero che lo abbandonava, contro il nulla che lo invadeva: «Il pensiero mi abbandona a tutti i livelli. Dalla pura essenza del pensiero fino al fatto esteriore della sua materializzazione attraverso le parole. Parole, forme di frasi, direzioni interiori del pensiero, reazioni semplici dello spirito, sono alla costante ricerca del mio essere intellettuale» (A. Artaud).

Informazioni più dettagliate sono contenute nel comunicato stampa allegato.

Ringraziandovi sin da ora per l’attenzione accordatami e auspicando nella vostra partecipazione, l’occasione mi è gradita per porgervi i miei più cordiali saluti.


Per IL VICOLO
Elisabetta


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