Le interviste di GenomART 2006

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29/gen/2006 15.14.58 GenomART Contatta l'autore

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Le interviste di GenomART 2006

 

Logu - DIGIARTE

Sesto Fiorentino, 29 gennaio 2006

 

"DIGIARTE un evento internazionale tutto italiano dedicato all’arte digitale"

 

Intervista con Lorenzo Guasti, in arte LoGu*

Direttore e ideatore di DIGIARTE**

 

L’arte digitale, espressione di riproducibilità, ha superato se stessa. E’ ormai proiettata verso la "smaterializzazione" delle opere che rappresenta nel linguaggio del "digitale" molto diffuse nella sconfinata rete telematica di Internet.
La Computer art esiste almeno dalla fine dei '60. Periodo in cui si fa strada un’altra forma artistica tecnologica: la video art. La Web art, detta anche Net art o arte digitale, nasce invece di recente e si distingue dalle altre correnti artistiche che usano il mouse invece che il pennello per alcune particolarità. Innanzi tutto per arrivare là dove le altre forme d'arte non avevano osato: all'interazione fra opera e spettatore. Non si tratta di opere messe in Rete, ma di vere installazioni "per e sul Web". L’ideazioni di Festival, Premi, Concorsi volti ad esaltare tali nuove performance artistiche costituiscono, seppure non definibili come novità nel panorama europeo, situazioni non ancora completamente “istituzionalizzate” in Italia. Vale quindi la pena capirne di più. Soprattutto nella relazione tra macchina e uomo, tra linguaggio elettronico e linguaggio artistico.

 

Ne discutiamo con LoGu, dal 2003 direttore di DIGIARTE, mostra internazionale di arte orientata alla promozione delle nuove tendenze che comprendono strumenti digitali.
Ai testi di questa intervista ha partecipato Silvia Cortigiani, collaboratrice di Lorenzo Guasti, in arte LoGu.

 

DIGIARTE Gallery

GenomART - Cosa è DIGIARTE?
 

LOrenzo GUasti (LoGu) - Digiarte è una manifestazione culturale internazionale avente il fine di diffondere la conoscenza dell’arte digitale. La manifestazione si articola in una mostra (collettiva), alcuni convegni e un concorso fotografico per apparecchi digitali. Si svolge a Maggio a Sesto Fiorentino e Firenze, in più di una sede (Università, spazi pubblici e gallerie private), per diffondere su un territorio più ampio possibile.
 
G -
"Usare" la tecnologia per produrre arte, significa...
 

L - ....significa voler affermare di essere inseriti in un contesto socio-culturale nel quale la tecnologia è parte integrante. Servirsi della tecnologia è semplicemente saper integrare il gesto creativo con strumenti che ad oggi sono quotidiani. L’arte è rivoluzionaria e dunque ha il compito di “sperimentare” il mondo circostante che evolve. La creatività è libera quando c’è padronanza della tecnica (qualsiasi essa sia), ossia riuscire ad esprimere il lato creativo, artistico, estetico con la consapevolezza che ciò accade quando l’uomo è padrone e gestore della macchina.
 
G -
"Usare" la tecnologia per divulgare l'arte invece?
 

L - Nella divulgazione dell’arte, la tecnologia ha senza dubbio un influsso positivo dal momento che concorre ad aumentare la visibilità del lavoro eseguito. Digiarte, per esempio, è un progetto che con risorse relativamente limitate è riuscito a stampare in proprio le opere degli artisti esposti, produrre un catalogo di qualità, raggiungere tutto il mondo con il sito web: senza la diffusione capillare della tecnologia, intesa come progresso tecnologico, ciò non sarebbe stato possibile. (È altresì vero che la diffusione dell’opera artistica digitale pone il nuovo problema della riproducibilità dell’opera, mettendo in crisi il concetto tradizionale di pezzo unico e originale, ma aprendo altresì nuove prospettive di diffusione e fruibilità dell’opera stessa)

  
Logu a DIGIARTE GalleryG - Nel binomio arte-tecnologia quanto conta la tecnologia, quanto la capacità artistica (l'uomo)?
 

L - Ho sempre ritenuto che l’artista debba avere padronanza dei mezzi che sceglie di usare per esprimersi affinché la tecnologia sia al servizio della creatività. Dunque sia il pittore che il video-maker si trovano davanti alla stessa necessità: saper usare gli”attrezzi” di cui hanno bisogno per creare opere d’arte. Cambiano le esigenze e i “modi” di fare arte: un fotografo che usa macchine digitali si abituerà alla possibilità di fare infiniti scatti su un soggetto e a poter verificare in tempo reale il risultato, mutando nei gusti “durante” la seduta fotografica e inseguendo un risultato che alla fine è anche molto diverso dal progetto di partenza. Questa abitudine attuerà un cambiamento profondo di concepire la produzione fotografica, rispetto a un fotografo che, con il banco ottico, esegue”solo” cinque scatti per ogni soggetto.
 
G -
Come cambia il linguaggio dell'arte?
 

L - Ritorno su un concetto chiave: l’aspetto della riproducibilità delle opere, l’assenza del pezzo unico e la possibilità di avere una diversa fruizione della stessa opera d’arte: diventa dunque caratterizzante di un’opera il processo di realizzazione e il modo di esposizione: un’opera di net-art che risiede su un server è definitivamente conclusa? E quando cambia il server, non cambia forse l’unico oggetto fisico che conteneva l’opera? L’opera è la copia che è sul server o quella che tengo sul CD in studio? Dunque non esiste più l’opera unica e “perfetta”, ossia conclusa e “statica”, ma piuttosto qualcosa in evoluzione, in fieri, in continuo aggiornamento nel linguaggio d’espressione poiché il suo linguaggio è la tecnologia che per definizione è in continua evoluzione.
 

G - Per lei l'artista digitale ...
 

L - L’artista digitale prima di tutto è un artista. Qualsiasi aggettivo accanto alla parola “artista” non suona bene. L’artista si esprime usando dei mezzi, alcuni usano strumenti digitali, spesso insieme ad apparati analogici: il fotografo spesso stampa su carta piuttosto che esporre direttamente un monitor. Dunque opterei per non usare il termine “artista digitale” ma “opera d’arte digitale” ovvero porre l’attenzione sull’opera e sul supporto con il quale è stata realizzata e/o esposta.


DIGIARTEG - Un valore aggiunto dell'arte digitale nella realizzazione di un'opera d'arte.
 

L - Come già accennato, la mia opinione è che l’uso dei mezzi informatici e digitali non è né definitivo né assoluto: in questo contesto storico tutti siamo circondati da dispositivi elettronici e una percentuale di artisti ne è attratta in modo creativo. Il valore aggiunto fornito dalla tecnologia digitale, molto semplicemente, riguarda l’immediatezza dei mezzi che si hanno a disposizione (penso alle macchine fotografiche digitali) e alle grandi possibilità di elaborazione di un opera tramite strumenti che hanno costi oggettivamente sostenibili. Se vogliamo essere realistici bisogna però considerare che sebbene la conoscenza dell’uso del computer nei bisogni quotidiani e comuni sia più semplice di quanto solitamente si creda, è d’altronde vero che è poi ben più difficile saper usare lo stesso linguaggio (quello digitale appunto) per un fine creativo: dunque quando si riesce in ciò, il valore aggiunto dell’opera d’arte è davvero notevole.
 
G -
Dal suo Osservatorio privilegiato può tracciare un quadro del panorama italiano? L'arte digitale ancora una forma di espressione "eccezionale" di arte o ha raggiunto una condizione di riconoscimento istituzionalmente? Problemi e prospettive.
 

L - Ho creato DIGIARTE proprio per entrare direttamente in contatto con gli artisti che orbitano intorno al mondo dell’arte digitale. Ho sentito la necessità di creare un mio spazio dove interloquire con coloro che operano in prima persona. La situazione in Italia è eterogenea. Si hanno realtà (iniziative con lo stesso spirito di DIGIARTE) che vanno concretizzandosi lentamente per i motivi che da sempre affliggono questo settore: il budget a disposizione è spesso basso e incerto di anno in anno e questo comporta l’impossibilità di una programmazione a medio/lungo termine. Quindi la maggior parte degli operatori lavorano con programmi annuali, cercando di anno in anno una conferma per la prosecuzione del progetto. E’ più fiorente l’attività “on-line” perché richiede minori impegni finanziari:in questo ambito esistono diverse realtà che operano da tempo con continuità e serietà e che sono il punto di incrocio di artisti, operatori del settore e appassionati. Cito due siti di esempio che frequento assiduamente: braintwisting.com e art-dust.net. Concludo augurandomi che gli Enti Pubblici, le Fondazioni e le grandi aziende abbiano la possibilità e l’entusiasmo per sostenere con continuità progetti seri, tra quali spero ci sia anche il mio.
 
G -
...e in Europa?
 

L - In Europa, cito soltanto (ed è sufficiente) il caso di ARS ELECTRONICA di Linz, esempio illuminante e modello di un modo diverso di operare: continuità negli anni affinché il progetto si consolidi e, facendo massa critica, diventi “di riferimento” per gli artisti.
 
Logu a DIGIARTE GalleryG - Esiste uno stile italiano nell'arte digitale?
 

L - Fortunatamente direi che “mediamente” non esiste uno stile italiano, per come vedo le cose io. L’arte digitale è sorella gemella di Internet e in quanto tale si manifesta a livello mondiale subendo influenze continue. E’ uno dei benefici della globalizzazione (insieme a tutti i problemi relativi..).
Per riflettere maggiormente sugli aspetti che potrebbero caratterizzare gli artisti italiani, faccio alcune considerazioni: prima di tutto si potrebbe supporre che gli artisti italiani siano condizionati più o meno consciamente dall’arte “classica” che li circonda e quindi- ad una analisi approfondita- nelle loro produzioni artistiche si ritroveranno tratti di espressione che riconducono alla nostra storia artistica. Altro punto di riflessione ( e forse in parte conseguenza di quanto finora detto): mi sembra che gli artisti italiani “osino” poco.. siano cioè un po’ conformisti nell’esprimersi. Artisti come Giacomo Verde (che stimo tantissimo) sono casi rari dal punto di vista della capacità di sperimentare, osare, percorrere i limiti. Terza ed ultima considerazione: gli italiani viaggiano poco (compreso me) e dunque non hanno quella “cultura a mosaico” tipica di coloro che hanno studiato un anno in Italia, uno in Inghilterra, uno in Giappone...etc.
 

G - Il futuro di DIGIARTE...
 

L - DIGIARTE è adesso (Gennaio 2006) in una fase cruciale. Personalmente sto lavorando su due fronti, il primo dei quali è l’organizzazione del partenariato (Enti Pubblici e Privati) per avere il budget necessario a realizzare l’edizione 2006. Si prevede che partecipino i partner degli anni precedenti (Comune di Sesto Fiorentino, Provincia di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Ipercoop) e stiamo stringendo rapporti con Canon Italia.
Il secondo fronte di attività riguarda la costituzione, nell’area fiorentina di un Cantiere/Osservatorio Permanente dell’Arte Digitale che consenta agli artisti affermati di operare insieme a studenti e giovani in un programma di workshop, convegni, corsi, mostre collettive e sperimentazioni.

 

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Presentazione di DIGIARTE**

LoGu cura i rapporti con gli artisti e gli enti e l'organizzazione degli eventi. Gli allestimenti vengono creati insieme a Iacopo Castellani dell'Officina della Bizzarria. Dal 2004 l'evento è stato inserito tra i progetti di interesse mondiale da parte dell'UNESCO. In questo momento sta lavorando all'edizione 2006 che sarà preceduta da due incontri invernali curati in collaborazione con Fabrizio Pecori, capo redattore della rivista My Media.
 

Chi è LoGu*

Lorenzo Guasti, LoGu appunto, dal 2000 ha intrapreso un percorso artistico con lo pseudonimo "LoGu" i cui lavori sono in parte esposti su www.logu.it, uno dei più longevi photoblog italiani. LoGu, eclettico e sperimentatore, ottimizza la potenzialità della fotografia digitale per cogliere attimi in movimento, microscopici antri della mente, intimità nascoste, emozionanti scorci di realtà metropolitana o naturale. Dall’occasione estetica di partenza, elabora il dato fotografico con limitati interventi grafici che ri-velano il volto inedito e metaforico di cose, persone, eventi. Il colore e le forme generano i contenuti, l'emozione nasce dall'immersione dell'occhio nell’immagine.

 

Info

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Digiarte è stata inserita nel “Digi-Arts UNESCO Knowledge Portal”, portale che raccoglie per conto dell'UNESCO, documentazione dei progetti di maggior interesse a livello mondiale nell'ambito delle arti digitali.
www.digiarte.info

 

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