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Le interviste di GenomART 2006 | |
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Sesto Fiorentino, 29 gennaio 2006 | |
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"DIGIARTE un evento internazionale tutto italiano dedicato all’arte digitale"
Intervista con Lorenzo Guasti, in arte LoGu* Direttore e ideatore di DIGIARTE**
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L’arte digitale, espressione
di riproducibilità, ha superato se stessa. E’ ormai proiettata verso la
"smaterializzazione" delle opere che rappresenta nel linguaggio del
"digitale" molto diffuse nella sconfinata rete telematica di
Internet.
Ne discutiamo con LoGu, dal
2003 direttore di DIGIARTE, mostra internazionale di arte orientata alla
promozione delle nuove tendenze che comprendono strumenti digitali. GenomART -
Cosa è DIGIARTE? LOrenzo GUasti (LoGu) - Digiarte è una
manifestazione culturale internazionale avente il fine di diffondere la
conoscenza dell’arte digitale. La manifestazione si articola in una mostra
(collettiva), alcuni convegni e un concorso fotografico per apparecchi
digitali. Si svolge a Maggio a Sesto Fiorentino e Firenze, in più di una
sede (Università, spazi pubblici e gallerie private), per diffondere su un
territorio più ampio possibile. L - ....significa
voler affermare di essere inseriti in un contesto socio-culturale nel
quale la tecnologia è parte integrante. Servirsi della tecnologia è
semplicemente saper integrare il gesto creativo con strumenti che ad oggi
sono quotidiani. L’arte è rivoluzionaria e dunque ha il compito di
“sperimentare” il mondo circostante che evolve. La creatività è libera
quando c’è padronanza della tecnica (qualsiasi essa sia), ossia riuscire
ad esprimere il lato creativo, artistico, estetico con la consapevolezza
che ciò accade quando l’uomo è padrone e gestore della
macchina. L – Nella divulgazione dell’arte, la tecnologia ha senza dubbio un influsso positivo dal momento che concorre ad aumentare la visibilità del lavoro eseguito. Digiarte, per esempio, è un progetto che con risorse relativamente limitate è riuscito a stampare in proprio le opere degli artisti esposti, produrre un catalogo di qualità, raggiungere tutto il mondo con il sito web: senza la diffusione capillare della tecnologia, intesa come progresso tecnologico, ciò non sarebbe stato possibile. (È altresì vero che la diffusione dell’opera artistica digitale pone il nuovo problema della riproducibilità dell’opera, mettendo in crisi il concetto tradizionale di pezzo unico e originale, ma aprendo altresì nuove prospettive di diffusione e fruibilità dell’opera stessa) L - Ho sempre
ritenuto che l’artista debba avere padronanza dei mezzi che sceglie di
usare per esprimersi affinché la tecnologia sia al servizio della
creatività. Dunque sia il pittore che il video-maker si trovano davanti
alla stessa necessità: saper usare gli”attrezzi” di cui hanno bisogno per
creare opere d’arte. Cambiano le esigenze e i “modi” di fare arte: un
fotografo che usa macchine digitali si abituerà alla possibilità di fare
infiniti scatti su un soggetto e a poter verificare in tempo reale il
risultato, mutando nei gusti “durante” la seduta fotografica e inseguendo
un risultato che alla fine è anche molto diverso dal progetto di partenza.
Questa abitudine attuerà un cambiamento profondo di concepire la
produzione fotografica, rispetto a un fotografo che, con il banco ottico,
esegue”solo” cinque scatti per ogni soggetto. L – Ritorno su un
concetto chiave: l’aspetto della riproducibilità delle opere, l’assenza
del pezzo unico e la possibilità di avere una diversa fruizione della
stessa opera d’arte: diventa dunque caratterizzante di un’opera il
processo di realizzazione e il modo di esposizione: un’opera di net-art
che risiede su un server è definitivamente conclusa? E quando cambia il
server, non cambia forse l’unico oggetto fisico che conteneva l’opera?
L’opera è la copia che è sul server o quella che tengo sul CD in studio?
Dunque non esiste più l’opera unica e “perfetta”, ossia conclusa e
“statica”, ma piuttosto qualcosa in evoluzione, in fieri, in continuo
aggiornamento nel linguaggio d’espressione poiché il suo linguaggio è la
tecnologia che per definizione è in continua evoluzione. G –
Per lei
l'artista digitale ... L - L’artista digitale prima di tutto è un artista. Qualsiasi aggettivo accanto alla parola “artista” non suona bene. L’artista si esprime usando dei mezzi, alcuni usano strumenti digitali, spesso insieme ad apparati analogici: il fotografo spesso stampa su carta piuttosto che esporre direttamente un monitor. Dunque opterei per non usare il termine “artista digitale” ma “opera d’arte digitale” ovvero porre l’attenzione sull’opera e sul supporto con il quale è stata realizzata e/o esposta.
L – Come già
accennato, la mia opinione è che l’uso dei mezzi informatici e digitali
non è né definitivo né assoluto: in questo contesto storico tutti siamo
circondati da dispositivi elettronici e una percentuale di artisti ne è
attratta in modo creativo. Il valore aggiunto fornito dalla tecnologia
digitale, molto semplicemente, riguarda l’immediatezza dei mezzi che si
hanno a disposizione (penso alle macchine fotografiche digitali) e alle
grandi possibilità di elaborazione di un opera tramite strumenti che hanno
costi oggettivamente sostenibili. Se vogliamo essere realistici bisogna
però considerare che sebbene la conoscenza dell’uso del computer nei
bisogni quotidiani e comuni sia più semplice di quanto solitamente si
creda, è d’altronde vero che è poi ben più difficile saper usare lo stesso
linguaggio (quello digitale appunto) per un fine creativo: dunque quando
si riesce in ciò, il valore aggiunto dell’opera d’arte è davvero
notevole. L - Ho creato
DIGIARTE proprio per entrare direttamente in contatto con gli artisti che
orbitano intorno al mondo dell’arte digitale. Ho sentito la necessità di
creare un mio spazio dove interloquire con coloro che operano in prima
persona. La situazione in Italia è eterogenea. Si hanno realtà (iniziative
con lo stesso spirito di DIGIARTE) che vanno concretizzandosi lentamente
per i motivi che da sempre affliggono questo settore: il budget a
disposizione è spesso basso e incerto di anno in anno e questo comporta
l’impossibilità di una programmazione a medio/lungo termine. Quindi la
maggior parte degli operatori lavorano con programmi annuali, cercando di
anno in anno una conferma per la prosecuzione del progetto. E’ più
fiorente l’attività “on-line” perché richiede minori impegni finanziari:in
questo ambito esistono diverse realtà che operano da tempo con continuità
e serietà e che sono il punto di incrocio di artisti, operatori del
settore e appassionati. Cito due siti di esempio che frequento
assiduamente: braintwisting.com e art-dust.net. Concludo augurandomi che
gli Enti Pubblici, le Fondazioni e le grandi aziende abbiano la
possibilità e l’entusiasmo per sostenere con continuità progetti seri, tra
quali spero ci sia anche il mio. L - In Europa,
cito soltanto (ed è sufficiente) il caso di ARS ELECTRONICA di Linz,
esempio illuminante e modello di un modo diverso di operare: continuità
negli anni affinché il progetto si consolidi e, facendo massa critica,
diventi “di riferimento” per gli
artisti. L – Fortunatamente
direi che “mediamente” non esiste uno stile italiano, per come vedo le
cose io. L’arte digitale è sorella gemella di Internet e in quanto tale si
manifesta a livello mondiale subendo influenze continue. E’ uno dei
benefici della globalizzazione (insieme a tutti i problemi
relativi..). G – Il
futuro di DIGIARTE... L - DIGIARTE è
adesso (Gennaio 2006) in una fase cruciale. Personalmente sto lavorando su
due fronti, il primo dei quali è l’organizzazione del partenariato (Enti
Pubblici e Privati) per avere il budget necessario a realizzare l’edizione
2006. Si prevede che partecipino i partner degli anni precedenti (Comune
di Sesto Fiorentino, Provincia di Firenze, Università degli Studi di
Firenze, Ipercoop) e stiamo stringendo rapporti con Canon Italia. ----- Presentazione di DIGIARTE** LoGu cura i
rapporti con gli artisti e gli enti e l'organizzazione degli eventi. Gli
allestimenti vengono creati insieme a Iacopo Castellani dell'Officina
della Bizzarria. Dal 2004 l'evento è stato inserito tra i progetti di
interesse mondiale da parte dell'UNESCO. In questo momento sta lavorando
all'edizione 2006 che sarà preceduta da due incontri invernali curati in
collaborazione con Fabrizio Pecori, capo redattore della rivista My
Media. Chi è LoGu* Lorenzo Guasti, LoGu appunto, dal 2000 ha intrapreso un percorso artistico con lo pseudonimo "LoGu" i cui lavori sono in parte esposti su www.logu.it, uno dei più longevi photoblog italiani. LoGu, eclettico e sperimentatore, ottimizza la potenzialità della fotografia digitale per cogliere attimi in movimento, microscopici antri della mente, intimità nascoste, emozionanti scorci di realtà metropolitana o naturale. Dall’occasione estetica di partenza, elabora il dato fotografico con limitati interventi grafici che ri-velano il volto inedito e metaforico di cose, persone, eventi. Il colore e le forme generano i contenuti, l'emozione nasce dall'immersione dell'occhio nell’immagine.
Info ----- Digiarte è stata inserita nel “Digi-Arts UNESCO
Knowledge Portal”, portale che raccoglie per conto dell'UNESCO,
documentazione dei progetti di maggior interesse a livello mondiale
nell'ambito delle arti digitali.
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