Nuova luce su Leon Battista Alberti.

07/feb/2006 08.17.22 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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La Banca Cr Firenze dedica a Leon Battista Alberti il suo ultimo volume, nel sesto centenario della nascita dell'insigne architetto. Albert, nato a Genova nel 1404, appartiene, come Leonardo da Vinci o Pico della Mirandola, a quella cerchia di spiriti eccellenti del Rinascimento, definiti "uomini universali" da Burckhardt: il titolo di architetto può sembrare riduttivo per un uomo rinascimentale quale l'Alberti: l'architettura dell'epoca era la "summa" di arte, scienza, tecnica e sociologia, non era semplice "res aedificatoria" (dal titolo di un celebre trattato albertiano) e l'Alberti l'ha ampiamente dimostrato con le sue opere realizzate a Roma, Ferrara, Rimini, Firenze, Mantova. La sua influenza si nota in altre opere come la facciata di Palazzo Medici Riccardi.
Il volume si apre con un saggio dell'architetto Giorgio Grassi, autore, tra l'altro, del progetto dei nuovi uffici direzionali della Banca Cr Firenze a Novoli. Tema del suo saggio è l'architettura! romana perché è a Roma, appunto, che Alberti, pur non costruendo niente, ha segnato un periodo con la sua presenza: egli ha scoperto là l'architetura antica, quella romana, la materializzazione di ciò che aveva in teoria desiderato conoscere e che meglio rispondeva alle sue inclinazioni. Alberti è giunto all'architettura relativamente tardi, dopo aver messo a confronto le sue ambizioni di artista e di intellettuale dai molteplici interessi. Il secondo saggio, firmato da Luciano Patetta, docente al Politecnico di Milano, tratta di "Teoria e pratica. Appunti sul pensiero e sulle opere di L. B.Alberti", ribadendo l'interesse del genio per l'antico rispetto all'attualità. Alberto Giorgio Cassani ha scritto su "Alberti a Rimini. Il tempio della buona e della cattiva fortuna", parlando del Tempio Malatestiano, icona del primo Rinascimento, su cui è fiorita una copiosa letteratura critica, che ha cercato di dissipare i tanti misteri che circondano ancora l'opera. Riccardo Pacciani s! i è occupato di "Alberti a Firenze. Una presenza difficile", riguardo al periodo di residenza a Firenze al seguito della Curia papale (1434-36 e 1439-43) ed alle opere realizzate, come Palazzo Rucellai, la facciata di Santa Maria Novella, la cappella di Giovanni Rucellai a S.Pancrazio, la rotonda della SS.Annunziata. L'ultimo saggio del volume, firmato da Paolo Carpeggiani, tratta delle opere commissionate a Mantova da Ludovico Gonzaga: le chiese di S.Andrea e S.Sebastiano.
Dall'11 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze Leon Battista Alberti tornerà a far parlare di sé in un grande evento espositivo che consentirà di guardare con occhio nuovo una Firenze quasi sconosciuta al grande pubblico.
 
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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