24 marzo - 24 aprile: Antonella Zazzera, "Segnoluce", testo di presentazione Lara Conte

24 marzo - 24 aprile: Antonella Zazzera, "Segnoluce", testo di presentazione Lara Conte.

Persone Mario Merz, Lara Conte, Antonella Zazzera SEGNOLUCE
Luoghi Bologna
Argomenti arte, pittura, letteratura, retorica, disegno

06/mar/2012 16.41.23 Galleria Studio G7 Contatta l'autore

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Galleria Studio G7

 

Antonella Zazzera

SEGNOLUCE

 

 

24 marzo - 24 aprile 2012

inaugurazione sabato 24 marzo ore 18

 

 

 

È come se non ci fosse un prima e un dopo, un inizio e una fine nel lavoro di Antonella Zazzera. Il suo fare si situa in una dimensione fluida, dove i confini sono evanescenti, incerti: non necessari. Così il segno – quel segno che lei stessa definisce “segnotraccia” – incontra il rame nella sua stessa propensione, naturale e necessaria, a farsi esperienza scultorea. “Il rame ripercorre le scoperte dell’uomo. Ripropone intera e breve la vita che esso ha nello spazio e nel complesso della realtà. La brevità e l’intensità del rame ritrovato nel tempo storico attraverso il filo è conversione, e conversione in questo caso è arte”, scrive in una pagina memorabile Mario Merz. Allo stesso modo Antonella, attraverso il rame, esplora il divenire, ripartendo dal grado zero, da quel gesto archetipico e ancestrale di intrecciare pazientemente il filo di diverso spessore e gradazione cromatica mediante un processo lento di sovrapposizione e sedimentazione che riporta la materia al tempo. Il tempo dell’esperienza e della memoria.

Nel paradosso magico della creazione l’opera si rivela al suo autore nel fare, così che la vocazione alla forma è solo apparente e fuorviante: ancora una volta non necessaria. Perché è nel più accidentale incontro della forma con la luce che l’opera svela la sua vera essenza. Si situa qui e ora nello spazio, lo contamina in modo totale, e al contempo fa vibrare antiche armonie della memoria.

In questo percorso il segno si fa traccia alla ricerca della scultura custodendo in sé memoria profonda di esperienze diverse dell’arte del passato: “Quando lavoro ho in mente la pittura divisionista, le grandi tele di Segantini e di Previati, la pittura futurista, gli studi sulla luce di Balla e quelli di Dorazio” racconta Antonella. E altre radici ancora si individuano a nutrire il suo “segnotraccia”: il neon di Fontana che si libra nell’aria e si fa spazio di scultura, il segno-scrittura che traghetta l’informel oltre l’informale, a rimettere in discussione i confini fra i linguaggi, gli orizzonti geografici. Come avviene nelle sculture e nelle carte di Antonella che vivono nel bilico, o meglio nella continuità – di pieno e di vuoto, di ombra e di luce –, in quella “curva” che lei stessa definisce fondativa del suo fare. A unire terra e cielo, sé e mondo.

Lara Conte

 

La mostra resterà aperta nei giorni seguenti ai seguenti orari:

dal martedì al sabato 15.30 - 19.30, mattina, lunedì e festivi per appuntamento.

 

 

 

Galleria Studio G7

via Val D'Aposa 4A, Bologna.

Tel/Fax: 051 2960371

e-mail: info@galleriastudiog7.it

web: www.galleriastudiog7.it


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