L’Artista Marco Abbamondi firma la comunicazione per “Londra Parallax Art Fair 2012 “

L'Artista Marco Abbamondi firma la comunicazione per "Londra Parallax Art Fair 2012 ".

Persone Chris Barlow, Marco Abbamondi
Luoghi Italia, Napoli, Londra
Argomenti arte, storia, spettacolo, telecomunicazioni

20/apr/2012 17.53.52 Marco Abbamondi Contatta l'autore

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L’Artista Marco Abbamondi firma la comunicazione per “Londra Parallax Art Fair 2012 “
 
In occasione dell’evento internazionale di arte contemporanea “Parallax AF 2012” che si terrà nel mese di maggio presso il Chelsea Town Hall, King’s Road di Londra, lo storico dell'arte Chris Barlow, insieme al suo staff artistico e agli organizzatori della Mostra hanno scelto un artista italiano, Marco Abbamondi, di Napoli, come portavoce della comunicazione per l’intero evento. Per inviti, locandine, banner di oltre tre metri appesi in giro per  Londra e’ stata utilizzata una sua opera, Lands07 Klein. L’evento vede la partecipazione di circa 200 artisti internazionali provenienti da 31 paesi. L’artista partenopeo, classe 74, rappresenterà l’Italia (con altri suoi colleghi) presentando al pubblico inglese la sua nuova serie “Lands”.
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I lavori della serie “Lands”  giungono  - come in un viaggio a ritroso nel tempo - alla  materia nel suo stato pi’ stato naturale, grezzo.  Materia che sembra contorcersi prima di esplodere dal muro verso l’interno della sala: un movimento sussultorio della crosta terrestre prima della nascita di una nuova realtà. Una sorta di onda sismica ispirata dalla stessa terra di origine: una terra che è sempre in bilico tra stabilità e instabilità, in cui non vi sono certezze , né fissità, ma un continuo evolversi tra alti e bassi che caratterizzano la sua stessa storia con un movimento ondulatorio.
Le opere appaiono come microcosmi in miniatura o pezzi ingigantiti di “natura” o, meglio, di terra arata.
L’estroflessione è resa con la vera e propria “costruzione” di un territorio scultoreo fatto di materia manipolata e forgiata e applicata sul supporto. Le opere diventano ora una fusione di scultura e pittura dove nessuna determina o assoggetta l’altra.
 
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