Roby Guerra intervista il maestro Soncin

Roby Guerra intervista il maestro Soncin. INTERVISTA AL MAESTRO FRANCO SONCIN- art director dell'omonima casa d'arte (Emilia-Romagna/Italy) http://pittoricontemporanei.it/ D- Come "mecenate" quali autori in particolare promuovi R - Ricordo sin da giovanissima età che avevo il piacere a differenza di tanti altri di apprezzare i quadri di Antonio Ligabue, considerato allora un personaggio alquanto strano e da tutti evitato.

Persone Andrea Bonora, Romani Gualtieri, Lorenzo Di Cristina, Nicola Manfredi, Nicola Caruso, Cesare Contini, Bruno Rovesti, Andrea Mozzali, Pietro Ghizzardi, Antonio Ligabue, Soncin R, Roby Guerra, Francisco Franco, Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Gala
Luoghi Italia, Europa, Giappone, Milano, Reggio Emilia, Emilia Romagna, Benevento, Po, Stati Uniti d'America, Poviglio
Argomenti arte, pittura, teatro

22/apr/2012 23.55.01 Maurizio Ganzaroli Contatta l'autore

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INTERVISTA AL MAESTRO FRANCO SONCIN- art director dell'omonima casa d'arte
(Emilia-Romagna/Italy)

http://pittoricontemporanei.it/



D- Come "mecenate" quali autori in particolare promuovi

R - Ricordo sin da giovanissima età che avevo il piacere a differenza di tanti
altri di apprezzare i quadri di Antonio Ligabue, considerato allora un
personaggio alquanto strano e da tutti evitato. Veniva spesso nella
fiaschetteria gestita dai miei genitori e gli facevo omaggio di un fiasco di
vino o di un panino perchè potesse soddisfare le sue esigenze primarie. Mi
offrì delle sue opere, ma purtroppo non ho mai avuto il consenso dai miei
genitori di accettarle.


Altrettanto ho avuto il piacere di conoscere personalmente Pietro Ghizzardi
che abitava a qualche centinaio di metri da casa mia, pertanto spesso ci
vedevamo ed ammiravo il suo stile di pittura a quei tempi alquanto inusuale, ma
per me era un artista con la necessità di avere un supporto promozionale che
potesse metterlo alla ribalta dei maestri d'arte.


Come sopra detto, si tratta di periodi della mia giovane età e più
precisamente dagli 8 ai 12 anni. Ho avuto occasioni di acquistare quadri o
sculture del maestro Andrea Mozzali che ai tempi è stato il vero Maestro di
Antonio Ligabue, di Bruno Rovesti e di Contini Cesare, di cui possiedo qualche
opera.


Ho altrettanto apprezzato il Maestro Nicola Caruso, nato a Nicola Manfredi
(Benevento) nel 1923 e morto a Reggio Emilia nel 1993, pittore molto attivo in
quarant'anni di mestiere, soprattutto all'estero ed è questo il motivo per cui
ora il suo nome non circola tra gli addetti ai lavori. La sua attività
culturale e professionale la giudico meritevole di attenzioni a livello
internazionale come anche dalle critiche di esperti periti, sia italiani che
stranieri.


Certamente non tralascio il Maestro Lorenzo Di Cristina, grande artista nel
vero senso della parola, al quale ho dedicato buona parte del mio impegno per
incentivarlo al proseguo della sua principale attività artistica. Personaggio
che ha ricevuto consensi e premi in varie parti del mondo, dagli Stati Uniti al
Giappone e logicamente in Europa, dove ha tenuto mostre personali o collettive.
Mass media e televisioni dagli anni '60 in poi hanno parlato benevolmente della
sua pittura che è ispirata alla quiete che la natura infonde nell'uomo.
Purtroppo morto a giovane età non ha potuto proseguire nella creazione di altre
importanti opere.
L'arte per il Maestro Di Cristina era l'unico scopo della sua vita, ha
frequentato il Breda di Milano con ottimi risultati; restauratore di grandi
opere rinascimentali, esposte in particolare in luoghi sacri.


Mi sono altrettanto interessato dell'artista Romani Gualtieri che con i suoi
quadri ha messo su tela il paesaggio della bassa reggiana e in particolare del
Po con barche, ma anche nature morte e volti catturanti l'espressioni di
personaggi viventi. Artista che è stato più volte invitato alla Biennale di
Venezia, ma per cause a me ignote, non ha mai voluto partecipare a questi così
importanti eventi. Personaggio molto schivo e non in cerca di gloria, ma
solamente voleva esprimere i suoi stati d'animo con la pittura, purtroppo morto
anch'egli precocemente per malattia.


Per ultimo, ma non meno importante, sono molto affascinato dal Maestro Andrea
Bonora, ferrarese, che mi ha fatto volare con le sue variazioni e accostamenti
cromatici. La sua pittura segna, incatena e aggredisce. Nelle sue opere
coesistono olio, materiali sintetici e cera.


D- Arte contemporanea oggi: marketing o rinascimento elettronico
R -La mia cultura è di tipo tayloristico, ragion per cui, per me, il
raggiungimento dell'obiettivo è qualcosa di necessario.; è utile, per questo,
mettere in atto tutte le strategie, dalla mediazione, anche culturale, al
dialogo e, perchè no, all'uso della rete. L'importante, poi, è che la materia
artistica abbia nell'uomo il suo humus; d'altronde le due parole hanno la
stessa etimologia: è l'uomo il terreno fertile da cui nascono i frutti più
dolci.


D- I geni dell'arte di ogni contemporaneo.. secondo Soncin

R- A me piace scoprire geni; vorrei dare a coloro in cui credo una possibilità
di riscatto. Vedi, a mio avviso, un'artista ha bisogno di essere capito anche
se non lo ammetterà mai. Quando le anime sono in sintonia allora sì che si può
respirare seguendo il ritmo dei nostri cuori!

Van Gogh è stato indubbiamente un genio dell'arte, ma fino a quando non è
stato rivalutato, dopo la sua morte, la sua vita non ha avuto senso, il suo
essere non aveva uno scopo, come un iris bianco; altri hanno avuto la fortuna
di essere capiti subito, come Picasso o Pollock; altri ancora, come Dalì, hanno
dovuto aspettare la loro Gala per raggiungere la pienezza comunicativa.
Gli artisti,solitamente, hanno una maggior capacità interpretativa, non sono
gelosi l'uno dell'altro, semmai ne accolgono gli spunti di proprio gusto.
Io considero i geni dell'arte tutti coloro che hanno trovato la strada per
comunicare qualcosa a qualcuno...anche se può sembrare un paradosso, è
veramente così difficile, oggi, comunicare veramente..

D- L'arte contemporanea: gli artisti doc e i critici e le riviste doc secondo
Soncin

R -Secondo me, è un pò assurdo parlare di artisti doc. Esistono prodotti
agricoli che godono del marchio di qualità e che poi scopri che sono prodotti
con metodi nocivi per la salute, o con pratiche inumane come la schiavitù o il
lavoro minorale. Cosa intendiamo per doc? Potrei dire che gli artisti che
sostengo sono doc, ma io, in realtà, non li controllo (doc) proprio per
niente...io li lascio essere come sono..mi sembra che le etichette non vadano
bene...non sono mica animali in gabbia...semmai selvatici.


D- L'arte postcontemporanea: i talenti nuovissimi secondo Soncin

R- I talenti nuovissimi sono già diventati vecchi...anzi, è proprio nella loro
caratteristica di essere fuori dal tempo che risiede il loro stato di artisti;
è solo interpretando il tempo da un punto fuori dal tempo che se ne può
concepire il divenire; è per questo, secondo me, che i quadri devono avere la
capacità di cambiare e che gli artisti, in quanto strumenti, non hanno età, per
dare un senso, prima di tutto, all'osservatore, che diventa interprete in un
momento particolare del suo essere nel mondo.


D- La Galleria mobile futura..: anticipazioni?

R - la sede è Poviglio nel reggiano. La scenografia sono i nudi 300 quadri. Al
centro dell'attenzione ci sono loro, per il resto lasciamo che ci sia un po' di
mistero. Ma tale locazione è una Casa d'Arte come vetrina e consolle, torre di
controllo. La Gallery è appunto mobile, dinamica, destinata- come ho sempre
fatto in questi anni- a spiccare il volo in tutta Italia, atterrare di volta in
volta in Gallerie ad hoc esterne - sinergiche con la nostra Casa d'Arte...





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