Comunicato stampa del 20/03/2006

Comunicato stampa del 20/03/2006Galleria "Il Gabbiano" - Arte Contemporanea - La Spezia

20/mar/2006 10.57.45 Mario Commone Contatta l'autore

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Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea - La Spezia
COMUNICATO STAMPA mostra

Fernando Andolcetti
tuttilibri

periodo
25 marzo - 20 aprile 2006

artista
Fernando Andolcetti

titolo
tuttilibri

sede espositiva
La Spezia
Circolo Culturale/Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea
via don Minzoni 53 (19124) (SP) - Italia - C.P. 181
T 0187 733000 - M 333 8299027 - E marioacom@libero.it

orario
martedì - sabato 17.00 - 20.00 / domenica e lunedì chiuso

inaugurazione
sabato 25 marzo 2006, ore 18.00

genere
personale, arte contemporanea

testo e notizie
“L’informazione più stimolante è quella inventata”
Fausto Melotti, Linee

Il Modus Operandi artistico di Fernando Andolcetti (Lucca 1930) è indistinguibile dalla musica. La Musica intesa in tutte le sue accezioni sonoro-visive - essendo egli anche musicista concertista - in particolar modo segniche e linguistiche. Egli, difatti, usa per le sue composizioni visive, tutti i “materiali della musica” a disposizione. Quelli prettamente della “notazione musicale” - ossia della scrittura vera e propria: porzioni di partiture estrapolate senza un particolare criterio musicologico, ma essenzialmente e puramente estetico di accostamenti calibrati delle immagini ricavate (in mostra due Libri: uno, secondo le diverse “indicazioni di intensità di suono, tutto sul “forte/fortissimi”, l’altro interamente dedicato al “piano/pianissimi”, entrambi caratterizzati, oltre che dai segni specifici delle note, delle chiavi, dei righi musicali, dalle varie “notazioni”: tremolo a due mani, quasi, battuta col palmo, o dai caratteristici “simboli abbreviati”: DI-NAN, RO, DANS, quasi fosse una poesia futurista declamata) - quelli più dovuti agli stessi strumenti musicali, in particolar modo i violini, la viola, dei quali utilizza variamente la forma caratteristica, ma anche, quelli che estrapola, secondo una personalissima maniera di estrapolazione o accostamento di significati, direttamente dai titoli e dalle partiture dei colleghi musicisti: le farfalle / papillons (Schumann), le libellule / nocturne (Debussy) le pere (Satie), le foglie (Scelsi), i fiori (Mozart), ecc.
In un’epoca in cui l’arte, per sua stessa ammissione, declamazione e tautologica dichiarazione, è un fattore “quasi” esclusivamente linguistico, ben si colloca il lavoro di Andolcetti: l’idea portante la mostra, che rafforza questa interpretazione “concettuale”, vede deflagrare i due libri principali in un elegantissimo e rigoroso ordinamento a parete dei singoli fogli che li compongono, che ne dilata, sempre all’insegna della plurisensorialità, la visione, quindi il significato e la comprensione.
L’arte di Andolcetti è qualcosa che accade e che esiste già da qualche parte, che si tramuta in qualcosa che è ora ed è visibile, per una magia che a noi non è dato sapere, ma che è di una semplicità disarmante; prima non c’è, un’istante dopo è qui ed ora.
L’arte di Andolcetti possiede una qualità particolare, direi una “grazia”, che nella sua complessità, ma semplicità unica, appare limpida e rasserenante. Non c’è attesa, non c’è ignoto, tutto appare alla luce del nostro udito e della nostra vista, non causa deroghe, appartiene al presente di un inconscio manifesto.

Mario Commone


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