Francesco Balsamo. La superficie del foglio sembra liscia come sempre

La superficie del foglio sembra liscia come sempre.

Persone Stefano Taddei, Francesca Baboni, Francesco Balsamo
Luoghi Roma, Milano, Catania
Argomenti arte, letteratura, gallerie, disegno

12/mag/2012 08.19.49 Galleria 900MILANO Contatta l'autore

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Francesco Balsamo

 

La superficie del foglio sembra liscia come sempre 

a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei 

 

17 Maggio | 17 Giugno 2012

opening 17 Maggio h 18.00

Galleria 900 Milano 

Via Santa Marta, 8

tel. 02 87067645 | galleria900milano@gmail.com | www.900milano.com

 

La Galleria 900MILANO inaugura giovedì 17 maggio una personale di Francesco Balsamo (Catania, 1969) dal titolo la superficie del foglio sembra liscia come sempre a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.

Lo spazio espositivo, sede milanese della Galleria ScuolaRomana di via del Babuino a Roma, ospita un autore raffinato che si racconta attraverso frammenti di disegni, assemblati in curiosi innesti e ambigue mescolanze dall’effetto straniante, catalogati come in un ipotetico museo archeologico, visibili soltanto dietro a un vetro e appoggiati su tavoli illuminati dalla fioca luce di lampade. Accanto ad essi, appese al muro, opere a matita e tempera, scene enigmatiche di difficile interpretazione, arricchite dalla presenza di spessori neri polisemici che appaiono come fessure, censure, soglie buie da investigare.

Francesco Balsamo imbastisce un discorso estetico che scava nel profondo della rappresentazione, mediante un’accuratissima esposizione pensata appositamente per lo spazio della Galleria e favorita dalla semioscurità degli ambienti. La diversificazione delle referenze permette all’autore di muoversi  nel luogo dell’ambiguità  semantica,  senza per  questo promuovere  un discorso meramente confusionario. Il suo operare presuppone una fruizione particolarmente intima, dove nella profondità dell’immagine pare stagliarsi un solco che permette ad ogni spettatore di trovare un percorso d’integrazione e confronto con le differenti elaborazioni. Piccoli rebus, immagini cifrate e interrogativi indecifrabili accompagnano lo sguardo attraverso tutti i passaggi del disegno, dall’abbozzo all’ opera finita, in una disposizione apparentemente casuale, in una logica non razionale, ma poeticamente plausibile che diventa il fil rouge dell’intera mostra.

 


 

 

                                                                                                              (Francesca Baboni, Stefano Taddei)

 

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