FIGURAZIONE ITALIANA presso PIZIARTE

29/mar/2006 07.52.41 PiziArte Contatta l'autore

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Manuela e Patrizia Cucinella della Galleria Piziarte   www.piziarte.net

presentano ANTONIO DE CHIARA , giovane esponente della nuova figurazione italiana.


ANTONIO DE CHIARA nel testo che accompagna la mostra dal titolo "VECCHIA
FIGURAZIONE" scrive:

Mi sono avvicinato tardi alla pittura, il quotidiano spesso fa dimenticare
te stesso.
La pittura è entrata nella mia vita in modo lento, inesorabile, diventando
poi un'esigenza.
Gradatamente sono riaffiorati i miei amori e le mie ossessioni
adolescenziali: il naturalismo seicentesco, la scuola di Utrecht, il
decadentismo ottocentesco.
In questo universo di materia cromatica, di luce, di ombra e soprattutto
penombra, mi sono inoltrato considerando il dipingere un'attività mentale,
di continua e costante ricerca.
Contemporaneamente ho cercato di comprendere le ragioni per cui essa era
entrata in maniera così radicale nella mia esistenza.
Non l'ho ancora compreso!
Nelle mie tele cerco di rappresentare il dato reale, no, volevo dire la
magia del reale. Frammenti di quotidiano in cui la figura umana si estranea
completamente per un attimo, per un solo attimo dal reale, ritrovando se
stessa. Pause, sospensioni, attese: la magia del reale.

Tutta la mia pittura è densa di erotismo.
La pittura è essenzialmente erotismo.
La materia cromatica è erotismo.

Nelle figure femminili cerco di far trasparire una sensualità non scontata.
La donna che rappresento è lontana dagli stereotipi femminili della
comunicazione televisiva e pubblicitaria, è un luogo di storia e memoria
recuperata.

Mi interessa una pittura radicata nel contemporaneo.
Ma quali sono i segni che costituiscono il linguaggio che oggi può meglio
rappresentare la contemporaneità in arte?
Se per contemporaneità si intende la distruzione
della COMPOSIZIONE, STRUTTURA, FORMA e l'annullamento dei segni che
costituiscono memoria, allora la mia pittura non è contemporanea.

La mia è una contemporaneità che cerca di recuperare una tettonica di segni
appartenenti ad un linguaggio "classico" e per questo atemporale, con un
tentativo di costruzione compositiva della forma che deve permettere di
evocare ad altro, superando la mera oggettività.
Solo in questo modo il mio figurativo trova compimento e giustificazione.


Galleria Piziarte
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