Il Mese degli Spaventapasseri a Fabriano

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19/giu/2012 11.35.16 The Best in Art Contatta l'autore

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Comunicato Stampa

con preghiera di pubblicazione

 

 

IL MESE DEGLI SPAVENTAPASSERI

A FABRIANO

 

 

 

 

 

Località:                Fabriano

Spazio espositivo: Giardini del Poio

Indirizzo:              complesso del Buon Gesù

Periodo:                29 giugno - 29 luglio

Orario:                  10.00/13.00 - 16.00/19.00

Titolo:                  Il Mese degli Spaventapasseri a Fabriano

Artisti:                   oltre 100

Organizzazione:     InArte

Curatori:               Anna Massinissa, Giuseppe Salerno

Patrocini:              Regione Marche, Provincia di Ancona, Città di Fabriano - Ass. alla Cultura e Ass. al turismo

Inaugurazione:       venerdì 29 giugno ore 18.00

 

 

 

Fino al 22 luglio Fabriano ospiterà nei giardini del Poio, quale evento conclusivo, i tantissimi spaventapasseri realizzati nelle quattordici località d’Italia aderenti a “Il Mese degli Spaventapasseri”, iniziativa a cura di Giuseppe Salerno lanciata dall’associazione InArte.

 

Una esposizione con cinquanta opere si svolse lo scorso anno a Fabriano prima di scendere a Roma, in Trastevere. Dal successo di questa iniziativa nasce “Il Mese degli Spaventapasseri”, festa celebrata quest’anno in giugno in numerose località italiane che, intorno ad un simbolo rivisitato da tanti artisti, hanno voluto condividere un diffuso sentire in difesa del territorio e in favore di un più equilibrato rapporto tra ambiente naturale ed ambiente urbano.

 

A Fabriano saranno esposte, insieme alle opere degli artisti di InArte, gli spaventapasseri realizzati dal Gruppo Scout Fabriano2, dagli studenti del Liceo Artistico “Mannucci” e dai bambini della scuola dell’infanzia “Malfaiera”

 

 

“Quando l’uomo mai distoglieva i piedi da terra e gli occhi dal cielo, quando lo sguardo andava oltre l’orizzonte dove tutto si ricongiunge, quando lo scorrere lento delle ore, dei giorni, delle stagioni segnava il tempo, quando i mondi dell’anima erano in sintonia con i ritmi dell’universo, quando la coscienza dell’appartenenza e della dipendenza governava il quotidiano, loro erano lì, piccola cosa, a difendere il lavoro d’ogni giorno per la sopravvivenza.

Non certo per scongiurare i nubifragi, i terremoti e le catastrofi, ma per tenere lontani gli uccelli.

Quegli stessi uccelli che nell’ambiente naturale, non condizionato dalla presenza umana, propagano il seme dando vita a vegetazioni “spontanee” i cui frutti, a disposizione di tutti, sono la ricchezza della terra.

Ma l’uomo poi, sempre più chino a curare il “proprio” orticello, ha smesso, scacciati gli uccelli, di osservare le stelle, ha innalzato steccati ed ha preso, dimentico dall’antica coscienza e carico della presunzione di chi vuol sentirsi vicino al creatore, a edificare il suo mondo artificiale.

I crocevia dello scambio e dell’incontro sono divenuti rapidamente, nei secoli,  tessuti urbani, megalopoli che, sottraendo la terra ai nostri piedi hanno lasciato che gli orizzonti scomparissero dietro le costruzioni.

Lontane dagli ambienti naturali, le città hanno generato luoghi asettici e scandito ritmi incalzanti che, ignorando l’alternarsi del giorno e della notte, del caldo e del freddo, hanno compromesso il rapporto indissolubile tra l’uomo e il suo habitat determinando nel profondo di ogni anima un malessere esistenziale.

La cultura fondata sulla massima specializzazione, insieme alla tendenza esasperata a  frammentare, costringono  tutto in recinti sempre più piccoli e tra loro privi di comunicazione.

La città e la campagna, l’asfalto e la terra.

Da tempo gli uomini, prigionieri delle proprie case, non coltivano più la terra mentre l’industria, delegata dalla collettività a governare le grandi serre, non si preoccupa più degli  uccelli che, non più intimoriti dagli spaventapasseri, sono braccati  dai cacciatori.

E gli uccelli con i loro semi si inurbano.

E mentre tra l’asfalto nascono ciuffi verdi di speranza, gli spaventapasseri tornano a reclamare la propria terra.”

                                                                                                               

                                                                                          Giuseppe Salerno

 

 

Per info:

 

Giuseppe Salerno

salernogiu@tiscali.it

3391700429

 

Associazione InArte

inarte@inquota.it

3483890843

 

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