comunicato stampa mostra Valerio de Filippis - Paul Kostabi
Valerio de Filippis - Paul Kostabi
Galleria Margutta Artecontemporanea
2 - 15 maggio 2006
Catania
La pittura di Valerio de Filippis muove da un punto di partenza ben preciso: la consapevolezza dell’impossibilità dell’esistenza di ancorarsi all’orizzonte stabile dell’essere. La sua ricerca sul corpo nasce dalla ricerca sull’inconscio, dunque si potrebbe parlare di ricerca nel corpo. Essa lo porta ad una drammatica disintegrazione, trasformandolo in veicolo per esternare le inquietudini dell’inconscio. Il corpo come bersaglio elettivo della mente per scandagliare, per attuare una penetrazione psicologica. La scomposizione della figura umana, smarrita nei meandri della sua stessa tensione, altro non è che la sublimazione di quei nodi e conflitti interiori irrisolti che, in primo luogo, gli appartengono, ma nei quali spesso l’osservatore si può fatalmente identificare. Durante la composizione
di un quadro, l’artista cerca di esplorare quei nuclei psichici profondi collegati alle paure, alle tentazioni, ai sensi di colpa che affiorano talvolta con veemenza, nel tentativo di avviare processi di comprensione, interpretazione ed elaborazione degli stessi. Il corpo non è soltanto lacerato, disintegrato ma anche bruciato, attraverso vere e proprie combustioni realizzate con la fiamma o con gli acidi; ma il corpo resiste e, come nel mito di Sisifo, non è mai domo. Sempre infatti traspare la sua ostinata resistenza, la sua non accettazione di quel determinato statuto di verità. Questo percorso logico individua un nichilismo eroico ed uno sdoppiamento tra l’eroe rappresentato e l’io narrante che con esso si identifica. E una filosofia svelata dalla consapevolezza del tragico, in ultima istanza non risolto.
Paul Kostabi, più conosciuto per i suoi autoritratti pieni di rabbia, feroci ed espressivi, ha anche eseguito una notevole quantità di
paesaggi, nature morte, composizioni astratte, catturando e rivisitando con personale sarcasmo, il linguaggio di alcuni artisti contemporanei tra cui Julian Schnabel, Jean-Michel Basquiat e Giles Lyon. L'autoritratto psichicamente devastato è il suo leit motiv, ma spesso Paul ironizza sulla pretenziosa scala dei valori e sulla personalità troppo enfatizzata di alcune stelle dell'arte tra le più adorate o si mette ad esplorare intensamente le possibilità magiche del colore in un vaso di fiori su un tavolo staccato dal mondo. Paul dipinge con immutata passione sui Mars Bar o MoMa, su un cartone strappato o sulla migliore carta Arches, la sua unica guida è lo spirito artistico - ed è capace di sovvertire anche quello. L'uso del colore nelle opere di Paul è via via diventato più deciso e sottile. Nei primi anni '80, quando Paul cominciò ad esporre a New York Lower East Side, nelle gallerie come Casa Nada
su Revington Street, i colori erano frequentemente primari, acidi e apparentemente non curati, nello spirito East villane. Adesso, senza peraltro perdere energia, i suoi colori hanno spesso un'armonia quasi romantica, autunnale. Negli ultimi anni, il mondo artistico di New York ha vissuto una nuova moda, quasi ossessiva, verso il lavoro ultra-slick e "perfetto". Questa voglia di estrema "accuratezza" di molti giovani artisti e mercanti di New York fa sembrare il lavoro finish-fetish della California, cominciato negli anni '60, grezza pittura di strada. Il lavoro di Paul Kostabi è l'antitesi di questo Neo-analismo. Lui preferisce guidare una Rambler con qualche graffio che una Lexus lucidata a specchio.
Vernissage: martedì 2 maggio ore 18,00
Orario al pubblico: tutti i giorni 9-13 e 16-20 - Ingresso libero
Galleria Margutta Artecontemporanea
Via Matteo Renato Imbriani, 54
95128 Catania
tel. +39 095 9578948 - +39 334.9114353
e.mail:
galleriamargutta@telvia.it L’organizzazione è a cura della
Galleria Studio2 - Faenza
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