Le interviste di GenomART 2006

03/mag/2006 14.31.18 GenomART Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 

NOTA BENE: Le istruzioni per la rimozione dalla mailing news sono in calce a questo messaggio.

 

Le interviste di GenomART 2006

 

Carla Della Beffa

Parigi, 3 Maggio 2006

 

"Carla Della Beffa. Creatività a trecentosessanta°"

 

Intervista con Carla Della Beffa

Artista internazionale.

 

L'arte l’ha contagiata nel 1993. Fino a quel momento era una pubblicitaria di successo, senza velleità artistiche. Prima art-director e poi direttore creativo: grandi agenzie, grandi clienti e budget miliardari, strategie di marketing e comunicazione di massa. Così ha imparato a pensare in parole, immagini e movimento, a usare tutti i mezzi, i linguaggi e le tecniche: “Sex, Love and Romance”, apparso nel suo sito web nel 2000, nei primi tre giorni dal suo lancio ha ottenuto circa diecimila contatti.
Vive e lavora tra Milano e Parigi.

Parliamo con Carla Della Beffa, personalità creativa e innovativa. Tanto da immergersi con grande passione e slancio in tutto ciò che è nuovo. Non a caso viene definita la pioniera della Web-Art!! Una cosa è certa: chiamarla artista è la cosa più giusta.
Conosciamola più da vicino!

 

Carla Della Beffa - 10 anni sul webGenomART - Hai festeggiato da poco i 10 anni sul web con il tuo sito. Per te che sei stata per anni una creativa per agenzie pubblicitarie quanto conta per un'artista, oggi, essere presenti in Rete?

DELLA BEFFA - La presenza in Rete secondo me non serve, o serve molto poco, se non fai qualcosa ad hoc. Voglio dire che se la sola presenza online di un artista sono due foto e due righe di curriculum in un portale a pagamento, l'investimento serve solo a far vivere la gente dei portali. Come ogni medium e ogni tecnica, anche Internet richiede un po' di lavoro, non solo per mostrare il lavoro ma anche per farsi trovare dai motori di ricerca. Se nessuno sa il mio nome e io apro il mio sito, chi mi troverà, altrimenti? Banale, per quelli del mestiere, ma secondo me è uno dei scogli su cui naufragano tanti siti di artista. Il mio, www.carladellabeffa.com, ha anche il problema che all'estero non sanno mai quale sia il nome e quale il cognome. Io glielo dico, pensate a De Niro, a Di Caprio, ma loro sbagliano comunque.
 
G -
…poi sei diventata anche scrittrice. Dipingere, fotografare, scrivere. Espressioni diverse di fare arte. Come si legano a Carla Della Beffa?

 

Carla Della Beffa - BabelFoodDB - Io una scrittrice? Ma dai! Ho sempre scritto e mi dicono che dovrei farlo più spesso, con più continuità, ma non saprei mai scrivere un romanzo, al massimo un blog (www.art-blog.com). Nonostante abbia fra i miei lettori gente che scrive davvero, il che forse vuol dire che in qualche modo viene voglia di leggermi.
Dipingevo, e adesso non dipingo più, le cose cambiano.
Per me oggi la necessità espressiva sono il movimento e il ritmo e i suoni del video. I miei sono molto brevi perché la vita è breve, e non voglio prendere troppo tempo a chi mi guarda. E poi tutto si può dire con poche parole, addirittura con i silenzi.
Nelle mie serie di fotografie è importante il rapporto fra immagine e segno o parola e l'interazione con lo spettatore. Che sia online con un click, o in una mostra dove deve camminare costeggiando le fotografie in sequenza. Per questo spesso i miei progetti di mostre hanno un elemento site specific, più coinvolgente per il pubblico e per il luogo. E per questo non è sempre facile realizzare le mostre che ho in mente: ci vuole più lavoro da parte mia, e più disponibilità da parte del museo o della galleria. D'altra parte, anche il modo in cui "faccio" Internet è specifico, adatto al mezzo: credo che ogni strumento vada usato per quello che è, non come surrogato di un altro.


G -
Ma in fondo come ti senti?

DB - Benissimo, perché ho tanti progetti nuovi e ogni tanto qualcuno sembra interessato. Ma se vuoi sapere che cosa mi sento, pittrice o scrittrice o che, be', allora mi sento un artista. Senza apostrofo. Continuo a pensare che nonostante una donna e un uomo si esprimano spesso in toni differenti e partano da sensibilità diverse, l'arte non ha genere.
E se proprio devo aggiungere un aggettivo perché non pensino che faccio l'attrice, come è successo, allora faccio l'artista visiva. Ma la definizione migliore che ho trovato per il mio lavoro è "studente della vita".

  
G -
Ti definiscono la pioniera della Web-Art. Perchè?

DB - Effettivamente quando ho cominciato nel marzo 1996 ce n'erano ben pochi, di artisti italiani online. Ma non ero l'unica, quindi non sono LA pioniera, neanche per l'Italia che pure è partita tardi... C'è stato anche il fatto che ero sì meno tecnica di altri, ma già all'inizio i lavori che presentavo erano fatti apposta per il web, magari erano quadri esistenti ma legati da un gioco, un indovinello per esempio, qualcosa di semplice ma interattivo. Poi mi sono lanciata in animazioni a passo uno, che sfruttavano la lentezza di caricamento delle immagini per creare sorpresa e pathos. Sono ancora online (Unlove era stato selezionato da un critica brasiliana per una biennale del 1997) ma hanno perso quel ritmo random che era la loro forza.
 
G -
Creatività e tecnologia digitale, un rapporto che definiresti…

DB - Per me che imparo a usare un programma solo quando mi serve, e quel tanto che mi serve, la tecnologia non è sicuramente il primo obiettivo. Me ne servo, come userei i colori per dipingere o come uso le parole per esprimermi. Negli anni la net-art è cambiata, e il mio lavoro pure, in altre direzioni. Non passo più le notti al computer a creare opere di net-art, ma questo non mi impedisce di lavorarci parecchie ore al giorno, per elaborare le mie foto digitali aggiungendo loro un segno caratteristico o per lavorare sui nuovi progetti o per scrivere il blog o per aggiornare le mie pagine web. Sto anche imparando a montare i video, ovviamente in digitale.
E poi esco e cammino, che secondo me è sempre il modo migliore di chiarirsi le idee, nonostante l'inquinamento. E magari mi porto la macchina fotografica, o almeno un quadernetto per prendere appunti.

Carla Della Beffa - Sequenza tratta da un videoG - Recenti indagini* fotografano un mondo giovanile italiano (15-24 anni in media) lontano dal capire l'arte contemporanea. Si dice che non siano più in grado di capire l'iconografia. Tu che vivi tra Italia e Francia e giri l'Europa che idea ti sei fatta del sistema arte contemporanea italiano?

DB - L'iconografia e il sistema dei simboli sono ormai spesso lontani anche dagli artisti contemporanei, mi pare. Il che è un peccato, perché gli archetipi servono a capire noi stessi, e la civiltà in cui viviamo.
Quanto al sistema dell'arte contemporanea in Italia, la mia impressione è che ultimamente ci siano stati molti tentativi di fare qualcosa, soprattutto grazie all'iniziativa privata, spesso senza coordinamento, con grandi concentrazioni in certe zone e quasi zero in altre. Da noi non si fanno sforzi per far capire e amare l'arte, neanche quella classica, figurarsi la contemporanea. Ho visto alcuni interessanti tentativi per far capire l'arte ai bambini, ma quelli fatti nel Novecento in Francia e in Inghilterra per spiegare l'arte al popolo non hanno avuto molto successo: la classe operaia non va comunque nei musei, e tanto meno nelle gallerie, che spesso intimidiscono anche me.
Il sistema francese è unico, con le sue sovvenzioni e i suoi fondi regionali, ma finisce per proteggere e diffondere solo un certo tipo di artisti, quelli che hanno il consenso dell'élite dei curatori, e che spesso il pubblico non è preparato a capire. Questa tendenza ha ormai creato un dibattito piuttosto aspro anche se circoscritto agli esperti. Il sistema anglosassone invece privilegia gli sponsor, ai quali riduce le tasse, e quindi le scelte sono ancora elitarie, ma sono i collezionisti che scelgono, più che i funzionari. Insomma nessun sistema è perfetto, e il futuro sarà forse più affamato di arte, ma certo ancora più condizionato dal denaro.
*ricerca condotta dalla società Astra Ricerche per conto del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano (www.fondoamniente.it). Dati presentati durante la tavola rotonda “Arte e identità nazionale - contenuti, linguaggi e strumenti per la comunicazione" - Roma 6 Marzo 2006.

  

Carla Della Beffa - Still imageG - I prossimi progetti in che veste ti vedranno?

DB - Sono stata invitata a un festival in Cina e a una rassegna video a Betlemme. Sto lavorando a una videoinstallazione che concluderà il percorso che ho progettato per una mostra in un museo lombardo, il MAP. Purtroppo le mostre previste per spazi pubblici si sono bloccate durante la campagna elettorale, spero proprio che adesso ripartano.
Per fortuna gli spazi privati vanno meglio, e dopo anni che ci penso riuscirò finalmente a realizzare una installazione che unisca i gesti dello spettatore e il profumo dei fiori. Il lato site specific del progetto Erbario che è nato online nel 2001, crescerà nella Piantagione Paradise di Bolognano, dove lavorava Joseph Beuys. Un posto migliore di così non potevo trovarlo!
Oltre a un workshop con gli studenti dell’Accademia di Brera, sto mettendo a punto almeno un paio di nuovi video e qualche serie di foto. Una di queste è alla base di un piccolo libro che ho pubblicato da Artshow in ottobre, BabelFood. Per spiegare l'idea, l'ho presentato a Milano da Feltrinelli con una microperformance che ripeterò presto in una galleria di Parigi. Sono spesso la protagonista dei miei video ma non sarò mai una performer o un'attrice. E' un po' come dire che scrivo, ma essere una scrittrice è un'altra cosa.
 

-----

Carla Della Beffa

email: cdb@carladellabeffa.com

url: www.carladellabeffa.com

 

Se hai una opinione in merito ai contenuti di questa intervista inviacela a:

info@genomart.org corredata di nome, cognome e qualifica dell'autore del commento.

In breve provvederemo a pubblicarla sul nostro portale.

 

GenomART snc - www.genomart.org ®2001/2006 - Il portale della arte digitale - Tutti i diritti riservati

via Domenico Scaramella 15/bis - 84123 Salerno

tel. 089 2583074 - fax 178 2706433 - info@genomart.org - www.genomart.org - www.genomart.eu

 

NOTA BENE: il suo indirizzo di posta elettronica proviene dall'elenco dei nostri amici simpatizzanti, oppure è stato recuperato nel web da liste che lo hanno reso pubblico, o recuperato da email inviate da amici che abbiamo in comune o ricavato direttamente dal nostro servizio di iscrizioni alla mailing news.

questa email viene inviata in accordo con le norme in vigore sulla privacy (legge 675/1996). qualora questo messaggio fosse da Lei ricevuto per errore vogliate cortesemente darcene notizia a mezzo telefax od e-mail e distruggere il messaggio ricevuto erroneamente con il  rimborso, da parte ns. dei costi da Lei sostenuti su Sua esplicita richiesta. quanto precede ai fini del rispetto del D.Lgs 196/2003 sulla tutela dei dati personali. se non desidera ricevere le nostre email scriva a info@genomart.org chiedendo esplicitamente la cancellazione del suo indirizzo dalla mailing list di GenomART snc.

a tale scopo ci invii una semplice email con Oggetto: CANCELLAMI all'indirizzo info@genomart.org

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl