Le interviste di GenomART 2006

30/mag/2006 21.19.00 GenomART Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 

NOTA BENE: Le istruzioni per la rimozione dalla mailing news sono in calce a questo messaggio.

 

Le interviste di GenomART 2006

 

Flavia De Sanctis Mangelli

Roma, 30 Maggio 2006

 

"Net Art. Caratteristiche, potenzialità, progettualità"

 

Intervista con Flavia De Sanctis Mangelli

Storica dell’Arte.

 

Parliamo con Flavia De Sanctis Mangelli, storica dell’arte e curatrice sull’Unità on line insieme a Elena Giulia Rossi di netArt rubrica digitale dedicata all’arte sulla Rete: notizie, commenti, progetti, eventi e informazioni. Dopo aver collaborato, nel 2005, con la fotografa Elisabetta Catalano per l'organizzazione della mostra tenutasi presso la GAM di Torino, oggi la troviamo al Museo MAXXI di Roma ed alla Fondazione Alighiero e Boetti.
 
GenomART - Cosa è la Net Art?

MANGELLI - Con il termine Net Art si indica quella forma d’arte fruibile in internet e creata esclusivamente per la rete. Molto spesso si tratta di lavori interattivi, in cui i navigatori sono invitati a confrontarsi direttamente con l’opera d’arte. Per questo imprescindibile legame con la rete, la net art si distingue dalla web art che invece può avvalersi anche di altri supporti quali cd rom, floppy o DVD.
La net e la web art non vanno poi confuse con l’arte sul net che si avvale di internet soltanto per presentare e diffondere opere d’arte (che possono essere pitture, sculture o installazioni) che sono state create per lo spazio fisico e utilizzano la rete soltanto come canale di diffusione.
Può sembrare ozioso partire da queste sottili distinzioni terminologiche, ma a mio avviso sono molto utili per capire di cosa stiamo parlando e non confondere la net art con altre espressioni artistiche.
 
G -
Dove nasce e perché?

 

M - E’ difficile indicare il motivo e il momento esatto in cui nasce la net art, e anche la scelta del termine sembra essere del tutto casuale. Si dice che nel 1995 l’artista sloveno Vuk Cosic abbia scaricato un e-mail in cui le uniche lettere leggibili fossero proprio net art. Ciò che è certo è che, come già avvenuto per altri movimenti e avanguardie storiche, molte sono state le motivazioni che hanno contribuito allo sviluppo di questa nuova forma d’arte. Sicuramente un fattore determinante è stata la rapida diffusione dell’uso del computer e dei nuovi media, che ha permesso a molti artisti di guardare alla rete come mezzo privilegiato d’espressione. Alcuni di loro hanno associato l’uso del computer ad un messaggio di irregolarità, che li ha spinti ad azioni provocatorie e plateali. In altri casi invece, come in Heath Bunting, Olia Lialina e Alexei Shulgin, internet veniva affiancato all’uso della fotografia, del video e ad altre forme di sperimentazioni.


Homepage della rubrica netArt del quotidiano l'Unità onlineG - Quali sono gli attori e attraverso quali circuiti si diffonde?

M - Molti sono i protagonisti della net art e certo è impossibile nominarli tutti. Per soffermarci soltanto sul panorama italiano possiamo ricordare gli 00101110101101.ORG, alias Eva e Franco Mattes, ma anche Molleindustria, Tatiana Bazzichelli, Tommaso Tozzi, Carlo Zanni e Chiara Passa. Trattandosi di artisti di net art il circuito di diffusione privilegiato rimane la rete, anche se in alcuni casi, come avviene per le azioni provocatorie degli 00101110101101.ORG, possono venire utilizzati anche altri canali di diffusione.


G -
In un suo recente articolo apparso su l'Unità lei scriveva che in Italia, a differenza di quanto è avvenuto all'estero, la Net-Art non ha ancora raggiunto un processo di istituzionalizzazione. Un limite dovuto ad una scarsa penetrazione (conoscenza e uso) delle tecnologie della Rete sul territorio, ad contesto socio-culturale italiano troppo "distratto" da altro e poco "disobbediente" e più "conformista"… oppure a …?

M - In Italia, fatta eccezione per il museo MAXXI di Roma, che presenta un ciclo di mostre di net art, sono molto pochi i musei che valorizzano questa forma d’arte. Può capitare che qualcuno degli artisti più famosi sia incluso in grandi mostre che raccolgono opere d’arte digitale ed elettronica, ma è raro che un’istituzione italiana acquisti o commissioni opere net. Questo apparente scarso interesse può imputarsi ad un certo timore a presentare al grande pubblico delle opere che utilizzano medium diversi da quelli tradizionali e che usano la rete come mezzo espressivo. Se il concetto di video arte sembra ormai essere stato acquisito, più difficile può essere far capire che anche internet e il computer possono essere strumenti espressivi ed artistici. Accanto a questo c’è l’effettiva difficoltà di conservazione delle opere net che, con l’evoluzione della tecnologia rischiano di scomparire.
 
G -
In Francia, Germania o Inghilterra vi sono accademie dedicate a questo tipo di esperienza artistica e sono nati dei centri produttivi - spesso finanziati dalla municipalità o dallo Stato - in grado di soddisfare anche il versante formativo. E nel sistema scolastico e universitario italiano?

M - Purtroppo il sistema pubblico italiano promuove e protegge ancora troppo poco gli artisti. Mentre all’estero vengono stanziate borse di studi e premi che permettono ai giovani di viaggiare e formarsi entrando in contatto con realtà diverse, in Italia mancano investimenti concreti e spesso gli artisti più promettenti per poter crescere sono costretti a dover abbandonare il proprio paese. La situazione non è più facile per chi vuole studiare la net art: nei programmi scolastici e addirittura universitari, c’è ancora troppa poca attenzione per le ultime artistiche ed in particolare per l’arte digitale, che spesso finisce per essere dimenticata.

Homepage del quotidiano l'Unità onlineG - Net Art nei Musei: irregolarità e libertà in contenitori istituzionali. Un po’ strano!

M - Non definirei strano o contraddittorio il fatto che alcuni artisti net, pur facendosi portavoce di un’insofferenza nei confronti del sistema, abbiano accettato di essere presentati all’interno di musei e spazi istituzionali. Così è avvenuto per gran parte delle avanguardie artistiche del Novecento e d’altronde è indubbio che il museo garantisca maggiore visibilità agli artisti e al messaggio di cui vogliono farsi portavoce. Proviamo a rovesciare la prospettiva: non è piuttosto interessante il fatto che fin dai suoi esordi la net art fu percepita come l’ultima delle avanguardie moderne e che molti musei, intuendone la carica innovatrice, abbiano scelto di commissionare e acquistare nuove opere, superando anche le difficoltà di conservazione? La prima opera digitale commissionata, risale infatti al 1995, ed è stata quella di Tony Oursler e Constance de Jong e Stephen Vitellio per il DIA Center. Ma gli altri musei non tardarono a seguirne l’esempio: poco dopo il Guggenheim, il Whitney e il New Museum di New York non soltanto scelsero di esporre nuovi lavori, ma crearono anche nuovi dipartimenti tutti dedicati alla net art e all’arte digitale.

  

G - E’ importante parlare di Net Art… in quanto…

M - Perchè la net art è ancora poco conosciuta dal grande pubblico, mentre vanta numerosi artisti italiani molto apprezzati anche all’estero. Si tratta inoltre di una forma d’arte molto fruibile, sia perchè accessibile a tutti, direttamente dal proprio computer di casa o al lavoro, che per i contenuti spesso di forte impatto visivo, basati su un immediato coinvolgimento del navigatore.
 

G - Cosa si può leggere di "italiano" sulla Net Art?

M - C’è Archeonet, a cura di Elena Giulia Rossi, Lalli editore 2003, un agile manuale sulla storia della net art con un’attenzione particolare per i musei e i problemi di conservazione delle opere virtuali. Una panoramica della storia della net art dal 1995 al 2005 è poi Connessioni Leggendarie, il catalogo della mostra a cura di Luca Lampo, svoltasi nel 2005 alla Mediateca di Milano. Da segnalare è inoltre Net art, l’arte della connessione, a cura di Marco Deaseriis e Giuseppe Marano, Shake Edizioni 2004 e Net Art 1994 - 1998, la vicenda di Adaweb a cura di Domenico Quaranta, Vita & Pensiero 2004.

 

G - E cosa si può vedere?

M - A partire dal 19 maggio è in corso presso il museo MAXXI di Roma una mostra di net art incentrata sui games, giochi d’autore con cui interagire. Un altro evento è Mixed Media, che si è svolto a Milano, presso lo spazio espositivo dell’Hangar della Bicocca, e riunisce net art, musica elettronica e video. Per quanto riguarda invece le mostre e le esposizioni in rete, si può curiosare un po’ in alcuni dei siti specializzati, tra quelli italiani molto aggiornati sono Random, curato da Valentina Tanni e Neural.

 

-----

Flavia De Sanctis Mangelli
Speciali Net-Art

Url: www.unita.it

 

Se hai una opinione in merito ai contenuti di questa intervista inviacela a:

info@genomart.org corredata di nome, cognome e qualifica dell'autore del commento.

In breve provvederemo a pubblicarla sul nostro portale.

 

GenomART snc - www.genomart.org ®2001/2006 - Il portale della arte digitale - Tutti i diritti riservati

via Domenico Scaramella 15/bis - 84123 Salerno

tel. 089 2583074 - fax 178 2706433 - info@genomart.org - www.genomart.org - www.genomart.eu

 

NOTA BENE: il suo indirizzo di posta elettronica proviene dall'elenco dei nostri amici simpatizzanti, oppure è stato recuperato nel web da liste che lo hanno reso pubblico, o recuperato da email inviate da amici che abbiamo in comune o ricavato direttamente dal nostro servizio di iscrizioni alla mailing news.

questa email viene inviata in accordo con le norme in vigore sulla privacy (legge 675/1996). qualora questo messaggio fosse da Lei ricevuto per errore vogliate cortesemente darcene notizia a mezzo telefax od e-mail e distruggere il messaggio ricevuto erroneamente con il  rimborso, da parte ns. dei costi da Lei sostenuti su Sua esplicita richiesta. quanto precede ai fini del rispetto del D.Lgs 196/2003 sulla tutela dei dati personali. se non desidera ricevere le nostre email scriva a info@genomart.org chiedendo esplicitamente la cancellazione del suo indirizzo dalla mailing list di GenomART snc.

a tale scopo ci invii una semplice email con Oggetto: CANCELLAMI all'indirizzo info@genomart.org

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl