| NOTA BENE: Le istruzioni per la rimozione dalla mailing news sono in calce a questo messaggio. | |
| Le interviste di GenomART 2006 | |
| Campobasso, 19 Aprile 2006 | |
|
"Studio 137-3, l’arte nell’Università"
Intervista con Lorenzo Canova Storico dell’arte e critico d’arte, è professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi del Molise. Si occupa di arte moderna e contemporanea, con una particolare attenzione all’arte del Cinquecento romano, all’arte della seconda metà del Novecento e all’arte delle ultime generazioni italiane e internazionali. Ha curato mostre in musei e spazi pubblici italiani e internazionali.
| |
|---|---|
| Appena insediatosi all’Università di Campobasso ha immediatamente attivato un’iniziativa molto singolare nel suo genere, trasformare il suo studio in luogo espositivo (Galleria) e di divulgazione. Nasce così Studio 137-3. Un modo nuovo e particolare per divulgare l’arte e renderne la conoscenza più diretta e comprensibile agli studenti. Un modo alternativo di operare in mancanza di spazi istituzionali dedicati. Un esempio di creatività e ingegno tutto made in Italy (e non è poco!).
GenomART - Studio 137-3, un sigla che sta per? MARINO - 137-3 è semplicemente il numero del mio studio nel secondo edificio polifunzionale dell'Università del Molise a Campobasso, la scelta segue la tradizione di chiamare gallerie e spazi espositivi con il numero civico della via in cui si trovano. C - Studio 137-3 è un “microprogetto”, un portafortuna per progetti più importanti, una piccolissima sollecitazione all’interesse didattico e scientifico per l’arte contemporanea, con poco spazio a disposizione, e con costi praticamente nulli.
C - Sto presentando alcuni artisti delle ultime generazioni che stimo e con cui ho lavorato in passato e che sto seguendo con attenzione. Sono pittori, fotografi, scultori e artisti digitali che ritengo di sicuro valore che ho presentato, invitato a mostre collettive in spazi pubblici e privati e con cui ho condiviso dei progetti. Studio 137-3 è la mia stanza e ho deciso di esporre autori che stimo, personalità di indubbia qualità, che possono dare un’immagine esaustiva delle tendenze più recenti, ma che in qualche modo parlano anche dei mio gusto e del mio amore per l’arte contemporanea. Tuttavia non escludo di presentare anche artisti attivi in Molise, sono molto attento a questo territorio che riserva molte sorprese positive. C - C’è molta curiosità, spesso un po’ di stupore, raramente disinteresse, ma nella maggioranza dei casi credo che apprezzino il progetto, del resto sollecito sempre i miei allievi a discutere e a criticare se le proposte non li convincono. Preferisco sempre una critica motivata all’apatia o ad un’adesione “obbligata”. C - Studio 137-3 è una mia iniziativa personale e non rientra nelle attività istituzionali dell’Università del Molise. Posso dire però che, il nostro Rettore Giovanni Cannata e il mio preside Guido Gili, un sociologo della comunicazione, sono molto attenti all’arte contemporanea e alle sue tematiche, del resto è merito loro se oggi insegno qui e hanno deciso di finanziare anche un viaggio di studi dei ragazzi a Roma per visitare la mostra Burri. Gli artisti e la materia che ho collaborato a curare e dove gli studenti hanno potuto incontrare Gino Marotta, un artista di fama internazionale nato a Campobasso. Siamo stati seguiti anche da Rai3 regione del Molise che ha dedicato due servizi all’iniziativa. Stiamo anche progettando degli eventi di arte contemporanea in occasione della settimana della cultura scientifica che si terrà dal 13 al 19 marzo. G – Teoria e pratica. Antico rapporto di apprendimento. Quanto è importante insegnare a conoscere l'arte contemporanea attraverso visioni dirette delle opere? C - È fondamentale. La visione diretta delle opere è uno strumento insostituibile per comprendere l’arte in tutte le sue sfumature, quando posso cerco sempre di portare i ragazzi nei musei o di spingerli ad andare in giro per mostre e gallerie. Mi è stato insegnato che l’opera d’arte è una cosa viva e che, se possibile, va apprezzata dal vero, il che non toglie che i cataloghi, le foto e tutti gli altri strumenti di riproduzione siano di centrale utilità didattica e scientifica.
C - Sono un grande sostenitore della rete, naturalmente si tratta di un ausilio straordinario per apprezzare opere e luoghi lontani, permette una nuova visione dell’arte e aiuta a far conoscere realtà meno facili da raggiungere. La rete non sostituisce la visione dell’originale ma può essere un ausilio o costituire, non dico niente di nuovo, uno spazio dedicato alla creazione di una nuova forma di opera d’arte, parallela ma non subordinata. Non a caso il mio progetto ha in realtà un corpo materiale, qui nel mio studio dove sto scrivendo, e un corpo “immateriale” in rete che per me è altrettanto importante. In questo progetto, infatti, ogni artista è sempre presentato con una sezione specifica nel mio catalogo-blog alla pagina http://st1373.blogspot.com, e in effetti è la rete il luogo in cui il mio progetto si sta diffondendo, non a caso questa intervista è per una rivista on line. Io insegno anche a scienze della comunicazione e Internet è senza dubbio lo strumento più importante per far comunicare e conoscere un “microprogetto” come studio 137-3. G – L'arte contemporanea non è solo produzione ma anche gestione di spazi (Musei). Perchè in Italia, secondo lei, si è così in ritardo rispetto ad altri Paesi europei su questo versante? C - Il ritardo, con molta lentezza, si sta colmando, l’Italia da un lato ha il grande vantaggio di essere uno straordinario e irripetibile museo diffuso sul territorio, dall’altro paga una certa diffidenza, superata in parte solo da poco tempo, per l’arte contemporanea. Sembra incredibile ma, solo pochi decenni fa, il mio maestro Maurizio Calvesi era malvisto da molti importanti storici dell’arte perché si occupava di arte contemporanea. Credo che il sistema nel nostro Paese presenti ancora delle debolezze ma sono sicuro che la cultura del contemporaneo si stia affermando in tutta la sua importanza.
G – E le Università, luoghi di cultura scientifica e di sperimentazione per antonomasia? C - L’università in questo ha un ruolo fondamentale per la creazione di persone capaci di lavorare nel campo dell’arte contemporanea con qualità e rigore scientifico, del resto anche Germano Celant, in una sua intervista di qualche tempo fa, ha sottolineato l’importanza dell’università e delle cattedre di storia dell’arte contemporanea per formare professionisti che guardino anche alla contemporaneità con l’occhio rigoroso dello storico, senza però trascurare l’importanza e le complesse dinamiche del presente.
C - Stiamo lavorando per creare uno spazio di ricerca, documentazione e interpretazione dei linguaggi artistici contemporanei, un vero e proprio laboratorio didattico che possa essere un centro di catalogazione e raccolta di opere, documenti, volumi e materiali scientifici, ma anche uno spazio espositivo dove i ragazzi possano imparare a lavorare sul campo e ad affrontare i problemi di una mostra, un luogo dedicato al rapporto tra le nuove forme espressive dell’installazione, del video, del digitale con le tecniche più antiche come la pittura, la scultura e il disegno, senza dimenticare le aperture, ormai fondamentali, verso il design, l’architettura e la moda che rappresentano spesso un campo di confronto delle diverse visioni della creatività attuale.
----- Lorenzo Canova (Roma 1967)
| |
| Se hai una opinione in merito ai contenuti di questa intervista inviacela a: info@genomart.org corredata di nome, cognome e qualifica dell'autore del commento. In breve provvederemo a pubblicarla sul nostro portale.
| |
| GenomART snc - www.genomart.org ®2001/2006 - Il portale della arte digitale - Tutti i diritti riservati | |
| via Domenico Scaramella 15/bis - 84123 Salerno tel. 089 2583074 - fax 178 2706433 - info@genomart.org - www.genomart.org | |
|
| |
| NOTA BENE: il tuo indirizzo di posta elettronica proviene dall'elenco dei nostri amici simpatizzanti, oppure è stato recuperato nel web da liste che lo hanno reso pubblico, o recuperato da email inviate da amici che abbiamo in comune o ricavato direttamente dal nostro servizio di iscrizioni alla mailing news. Se non desideri ricevere più le nostre news, inviaci una email con Oggetto: CANCELLAMI all'indirizzo info@genomart.org | |