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27/apr/2006 13.16.00 Salvatore Di Vilio fotografo Contatta l'autore

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26/04/2006
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IL VERNISSAGE
Con Di Vilio «Turista incantato» apre la prima galleria fotografica in città


MARCELLO NAPOLI Nell’ambito delle iniziative private di natura culturale e nel centro storico della città, va segnalata l’apertura, venerdì 28 aprile alle ore 19, di uno spazio completamente dedicato alla fotografia, qui a Salerno, patria della seconda rivista del campo in Italia e tra le prime in Europa («Il giornale della fotografia», diretto da Wilhelm Weintraub, di origine svizzera trapiantato qui). Lo spazio - promoter e Armando Cerzosimo - è pensato, minuziosamente, ed attrezzato per questa musa emergente, cui la competizione con la pittura non ha giovato fin dal suo nascere; ma era il 1839. Cerzosimo è fotografo tout court e la sua principale attenzione è la fotografia sociale e di matrimonio. È un testimone, non un semplice spettatore, di un attimo fondamentale e fondante, nella vita di una società. Scrive pagine di storia del costume, della bellezza vera o immaginata, insegna in varie parti d’Italia la cultura e la tecnica fotografica. Ha al suo attivo mostre personali, collettive e libri. Secondo, ma non secondario motivo di interesse per l’apertura di questa sala, che evoca antichi fasti medioevali e cinquecenteschi nelle sue volte e pietre, messe in giusto rilievo, è la mostra di immagini in bianco e nero «Il turista incantato». Si tratta di una serie di scatti estemporanei stampati e pubblicati in edizione limitata, di grande formato (80 x 80 cm.) del casertano Salvatore Di Vilio. Ecco un altro appassionato della missione fotografica. Ha abbandonato l’Università di Architettura di Napoli per sondare e scrivere nelle luci di un attimo; per profilare la vita com’è, mentre non è in posa, ma si lascia accarezzare distrattamente dalle ombre e dalle luci radenti. «E poi? Che succede? Come comincia?», scrive Giuseppe Montesano, nell’incipit della sua presentazione a Salvatore Di Vilio. «Ma non lo so…Guardo le cose e all’inizio non le vedo davvero, proprio perché mi aspetto chissà che. E poi a un tratto è come se mi risvegliassi da un ipnosi». «Sono un ladro di scatti - continua Giuseppe Montesano nel suo scritto - uno che cerca di cogliere quel momento bizzarro in cui le cose si distraggono e si aprono per guardarti, sono un turista (incantato) di immagini…» Allo scrittore napoletano, lasciamo l’invito all’incanto in un mondo sempre più votato al disincanto: «Andiamo tutti in giro cercando un brandello di vita essenziale, ma non riusciamo a scoprirlo perché crediamo di aver già visto tutto, e senza stupore non si può più vedere niente.» Salvatore Di Vilio ha all’attivo mostre personali e collettive dal 1980 e pubblicazioni, di particolare rilievo come quelle sulle immagini della coltivazione di canapa in Terra di Lavoro (1992), su Goethe a Succivo (1996), sulla storia di Caserta (2000) e l’Almanacco di Casabella dei Giovani Architetti Italiani. Collabora alle pagine del settimanale “Il Diario”.La mostra resterà aperta fino al 12 maggio.


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