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| Le interviste di GenomART 2006 | |
| Parigi, 3 Maggio 2006 | |
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"Carla Della Beffa. Creatività a trecentosessanta°"
Intervista con Carla Della Beffa Artista internazionale.
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| L'arte l’ha contagiata nel 1993. Fino a quel momento era una pubblicitaria di successo, senza velleità artistiche. Prima art-director e poi direttore creativo: grandi agenzie, grandi clienti e budget miliardari, strategie di marketing e comunicazione di massa. Così ha imparato a pensare in parole, immagini e movimento, a usare tutti i mezzi, i linguaggi e le tecniche: “Sex, Love and Romance”, apparso nel suo sito web nel 2000, nei primi tre giorni dal suo lancio ha ottenuto circa diecimila contatti.
DELLA BEFFA - La presenza in Rete secondo me non serve, o serve molto poco, se non fai qualcosa ad hoc. Voglio dire che se la sola presenza online di un artista sono due foto e due righe di curriculum in un portale a pagamento, l'investimento serve solo a far vivere la gente dei portali. Come ogni medium e ogni tecnica, anche Internet richiede un po' di lavoro, non solo per mostrare il lavoro ma anche per farsi trovare dai motori di ricerca. Se nessuno sa il mio nome e io apro il mio sito, chi mi troverà, altrimenti? Banale, per quelli del mestiere, ma secondo me è uno dei scogli su cui naufragano tanti siti di artista. Il mio, www.carladellabeffa.com, ha anche il problema che all'estero non sanno mai quale sia il nome e quale il cognome. Io glielo dico, pensate a De Niro, a Di Caprio, ma loro sbagliano comunque.
DB - Benissimo, perché ho tanti progetti nuovi e ogni tanto qualcuno sembra interessato. Ma se vuoi sapere che cosa mi sento, pittrice o scrittrice o che, be', allora mi sento un artista. Senza apostrofo. Continuo a pensare che nonostante una donna e un uomo si esprimano spesso in toni differenti e partano da sensibilità diverse, l'arte non ha genere. DB - Effettivamente quando ho cominciato nel marzo 1996 ce n'erano ben pochi, di artisti italiani online. Ma non ero l'unica, quindi non sono LA pioniera, neanche per l'Italia che pure è partita tardi... C'è stato anche il fatto che ero sì meno tecnica di altri, ma già all'inizio i lavori che presentavo erano fatti apposta per il web, magari erano quadri esistenti ma legati da un gioco, un indovinello per esempio, qualcosa di semplice ma interattivo. Poi mi sono lanciata in animazioni a passo uno, che sfruttavano la lentezza di caricamento delle immagini per creare sorpresa e pathos. Sono ancora online (Unlove era stato selezionato da un critica brasiliana per una biennale del 1997) ma hanno perso quel ritmo random che era la loro forza. DB - Per me che imparo a usare un programma solo quando mi serve, e quel tanto che mi serve, la tecnologia non è sicuramente il primo obiettivo. Me ne servo, come userei i colori per dipingere o come uso le parole per esprimermi. Negli anni la net-art è cambiata, e il mio lavoro pure, in altre direzioni. Non passo più le notti al computer a creare opere di net-art, ma questo non mi impedisce di lavorarci parecchie ore al giorno, per elaborare le mie foto digitali aggiungendo loro un segno caratteristico o per lavorare sui nuovi progetti o per scrivere il blog o per aggiornare le mie pagine web. Sto anche imparando a montare i video, ovviamente in digitale.
DB - L'iconografia e il sistema dei simboli sono ormai spesso lontani anche dagli artisti contemporanei, mi pare. Il che è un peccato, perché gli archetipi servono a capire noi stessi, e la civiltà in cui viviamo.
DB - Sono stata invitata a un festival in Cina e a una rassegna video a Betlemme. Sto lavorando a una videoinstallazione che concluderà il percorso che ho progettato per una mostra in un museo lombardo, il MAP. Purtroppo le mostre previste per spazi pubblici si sono bloccate durante la campagna elettorale, spero proprio che adesso ripartano. ----- Carla Della Beffa email: cdb@carladellabeffa.com
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