Personalmente Ibrido

Personalmente IbridoGian Paolo TomasiPersonalmente Ibrido A cura di Micol Di VeroliVernissage: martedì 30 maggio 2006 ore 18:00Periodo: dal 30 maggio al 1 luglio 2006A BIT of ART Rassegna di Arte contemporanea Il quinto appuntamento di A BIT of ART Rassegna di arte contemporanea, evento curato da Micol Di Veroli negli eleganti spazi dell Abitart Hotel è fissato per Martedì 30 maggio 2006 dalle ore 18:00 con la mostra Personalmente ibrido di Gian Paolo Tomasi.

24/mag/2006 13.03.00 ufficio stampa ROBERTA PIZZORNO Contatta l'autore

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Gian Paolo Tomasi
Personalmente Ibrido

A cura di Micol Di Veroli
Vernissage: martedì 30 maggio 2006 ore 18:00
Periodo: dal 30 maggio al 1 luglio 2006


A BIT of ART Rassegna di Arte contemporanea

Il quinto appuntamento di “A BIT of ART – Rassegna di arte contemporanea”,  evento curato da Micol Di Veroli negli eleganti spazi dell’Abitart Hotel è fissato per Martedì 30 maggio 2006 dalle ore 18:00 con la mostra “Personalmente ibrido” di Gian Paolo Tomasi.
 
Gian Paolo Tomasi, artista sensibilmente avvezzo alle sperimentazioni sull’armonia, propone la sua personale ricetta dell’eterna bellezza presentando al grande pubblico le sue prime modelle virtuali.  Sette donne bellissime, sette visioni inesistenti che dalle pagine patinate del magazine GQ ove comparvero con fantomatici servizi che ne svelavano storia, misure e hobbies lo resero famoso in tutto il mondo. In questi anni le immagini di Tomasi si sono evolute trasformandosi da semplice provocazione ad opere d’arte vere e proprie.
 
Nel corso della mostra verranno presentate 18 visioni femminili perfette ed irreali, racchiuse in un imperituro stato di grazia embrionale che vanifica ogni segno di decadimento. Il processo generatore di bellezza è appunto rappresentato dalla sapienza di ricreare artificialmente una vita che non c’è. Volti candidi ed ammiccanti, curve tonde e procaci provenienti da abili e dosate manipolazioni fotografiche che rimbalzando tra i freddi circuiti di un elaboratore tornano a noi nella loro straordinaria irrealtà reale. Modelle virtuali che esistono solo quando le osserviamo avidamente cercando di carpire il loro segreto nella vana ed invidiosa ricerca di una  seppur minima imperfezione fisica.
 
Gian Paolo Tomasi, attraverso l’uso dell’obbiettivo come occhio rivelatore, si discosta dal processo creativo tradizionale, la sua ricerca artistica non si esaurisce ad una creazione ispirata direttamente dalla natura o dalla carica mistico-erotica della figura femminile ma si pone oltre il concetto stesso di sessualità, oltraggiando l’universo delle percezioni assuefatte ed abituali.
 
La mostra “Personalmente Ibrido” è inoltre inserita nel calendario espositivo di “Roma Design più”, rassegna internazionale Promossa dall’Università “La Sapienza” di Roma  Sezione Arti, Design e Nuove Tecnologie del Dipartimento ITACA, in collaborazione con la Provincia di Roma-Assessorato alle Attività Produttive e con la Camera di Commercio di Roma.
 
 
Biografia:
Gian Paolo Tomasi
nasce a Milano nel 1959. Nel 1988 ha brevettato il “Phototransfer”, innovativo processo di stampa fotografica. Ha stampato per maestri della fotografia come Franco Fontana, Mario Giacomelli, Oliviero Toscani, Fabrizio Ferri, Giovanni Gastel ma anche per stranieri come Irving Penn, Richard Avedon e Annie Leibovitz. Nel 2000 ha realizzato per GQ le prime sette modelle virtuali che poi ritroveremo nella campagna di Extè. Ha lavorato per aziende, multinazionali e case editrici. Dal 2001 inizia il suo progetto artistico attorno ad una serie di paesaggi digitali. Ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma, al 1° FotoFestival Internazionale di Fotografia a Brescia, al progetto itinerante plot.@rt.europa ” e alla “Cow Parade” di Firenze. E’ stato finalista alla seconda edizione del Premio Celeste. Tra le sue ultime esposizioni: Visioni terresti presso la galleria Elleni di Bergamo e Nonsono quello Chesono a cura di Gianluca Marziani presso gli Ex Magazzini centrali di Roma.
Vive e lavora tra il lago Maggiore e Milano.

La ricerca della bellezza a tutti i costi, consacrazione di un misticismo estetico effimero e votato all’esasperazione di una fisicità sensuale ed eternamente giovane che assurge ad archetipo assoluto della condizione umana contemporanea. Forte è la voglia di apparire perfetti e saldi nelle carni  con un sguardo fisso e decadente al culto del bello che trasuda dalle pagine di Joris-Karl Huysmans e dal luciferino dipinto del “ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.
 
Gian Paolo Tomasi, artista sensibilmente ispirato dalle tematiche di cotali mentori ed avvezzo alle sperimentazioni sull’armonia, propone la sua personale ricetta dell’eterna bellezza. Tale solenne promessa di un’esistenza vissuta come opera d’arte si concretizza con “Personalmente Ibrido”, mostra fotografica che rappresenta un atto d’amore nei confronti dell’immagine pura.
 
L’artista milanese offre visioni femminili perfette ed irreali, racchiuse in un imperituro stato di grazia embrionale che si oppongono stoicamente e meravigliosamente al loro declino fisico. Il processo generatore di bellezza è appunto rappresentato dalla sapienza di ricreare artificialmente una vita che non c’è. Volti candidi ed ammiccanti, rotondità procaci provenienti da abili e dosate manipolazioni fotografiche che rimbalzando tra i freddi circuiti di un elaboratore tornano a noi nella loro straordinaria ed irreale realtà. Modelle virtuali che esistono solo quando le si osserva avidamente cercando di carpire il loro segreto nella vana ed invidiosa ricerca di una  seppur minima imperfezione fisica.
 
Lo spettatore viene avvolto dalla potenza espressiva dei corpi, dalla levigata lucentezza delle superfici e dalla carica sensuale di curve così flessuose ed invitanti da rendere difficile ogni connessione con esperienze estetiche pregresse. Un’apologia della bellezza ove al centro di tutto vi è la visione come sommo valore della composizione. Uno studio attento  sul concetto mitopoietico ove la donna con le sue perfette forme diviene generatrice di miti. Ed è proprio questa carica ancestrale il fulcro di ogni composizione ove ogni figura cela una plasticità ellenica capace di innalzare ogni dettaglio corporeo ad esemplare puro dell'anatomia umana, generando così una vera e propria sintesi tra la potenza arcaica e l'armonia classica.
 
Il concetto di ibridazione personale, inteso come unione organica soggettiva, si determina in una serie di innesti fotografici ove particolari anatomici, appartenenti ad individui diversi, vengono congiunti fra loro dando vita ad una sorta di sviluppo partenogenetico del personaggio principale.
Ogni soggetto si distingue per rigore compositivo, senso ritmico e gusto armonico della struttura.  I fondali minimali ed invasi da ombre si alternano a quinte arricchite con elementi faunistici od architettonici. Le luci sono sapientemente dosate, accese ed attente a cogliere una pelle levigata sino all’impossibile che riflette la sua brillantezza in ogni angolo della scena. La gamma tonale gioca su contrasti pronunciati: colori vividi e scale di grigio si rincorrono senza posa svelando i meticolosi dettagli dei primissimi piani o avviluppando con calde atmosfere i piani a figura intera. Le pose languide e statuarie contribuiscono a creare un vortice visivo che focalizza l’attenzione sulla figura principale accentuando la sua ieraticità.
 
Gian Paolo Tomasi, attraverso l’uso dell’obbiettivo come occhio rivelatore, si discosta dal processo creativo tradizionale, la sua ricerca artistica non si esaurisce ad una creazione ispirata direttamente dalla natura o dalla carica mistico-erotica della figura femminile ma si pone oltre il concetto stesso di sessualità, oltraggiando l’universo delle percezioni assuefatte ed abituali.



Roberta Pizzorno
Press Office Gian Paolo Tomasi

Mobile +39/349/5245841
ufficiostampa@tomasitomasi.com

IMAGOTECA di Gian Paolo Tomasi
Via Forcella,13 Milano
http://www.tomasitomasi.com

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