Accolta a Trieste liniziativa Job24 de Il Sole 24Ore

07/giu/2006 09.38.00 press artedamiani Contatta l'autore

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L’iniziativa “Festa della mamma che lavora”, promossa da “Job 24” con il patrocinio
del Ministero delle Pari Opportunità e il supporto mediatico del Corriere della Sera,
che ne ha condiviso il significato con il promotore Il Sole 24Ore, è stata accolta dalla
Società Ergon di Trieste e ha riscosso grande successo da parte dello
speciale “pubblico” convenuto ai festeggiamenti.
 
L’iniziativa “Festa della mamma che lavora”, relativa all’occupazione femminile e alla conciliazione tra la famiglia e il lavoro, è stata promossa da Job 24 de Il Sole 24 Ore, che nell’inserto del mercoledì parla dei temi del lavoro e della formazione. L’iniziativa è stata arricchita da subito con l’apporto di due autorevoli partner: il Ministero delle Pari Opportunità, che ha dato il suo patrocinio, e il Corriere della Sera che ha condiviso il significato dell’iniziativa attraverso la grande forza mediatica aggiuntasi a quella dello stesso promotore, presso il quale sono pervenute molte telefonate  e email di adesione e di richiesta informazioni.
La festa non è solo delle donne, delle mamme, ma è un “affare di tutti”; ed è su questa base che la dottoressa Erika Damiani, consulente del lavoro e membro del Consiglio di Amministrazione della società Ergon di Trieste, un’azienda che ha aderito all’iniziativa, ha organizzato un pomeriggio in allegria con i figli delle lavoratrici, ma anche dei lavoratori, per dare la possibilità ai bambini di vedere dove si reca la mamma ogni giorno e dove passa gran parte del tempo.
Il programma della giornata si è focalizzato proprio sui bimbi - qualcuno ormai adulto. Dal primo pomeriggio è stato avviato l’ingresso libero e i “giovani ospiti” hanno potuto girare e curiosare negli uffici, mettersi alle scrivanie dei genitori, dove hanno potuto giocare al computer.
Per intrattenere gli ospiti, è stata organizzata una piccola caccia al tesoro dalla quale sono usciti regalini per  tutti i partecipanti.  Ai genitori, invece, si è pensato di offrire due agevolazioni: la prima per il periodo estivo, rivolta ai figli di un’età compresa tra i 6 e i 12 anni che volessero trascorrere un periodo in camp con istruttori qualificati. La seconda è stata pensata per le mamme e consisteva in una convenzione presso un centro wellness & beauty per offrire l’opportunità di momenti di personale relax, inoltre alle mamme c’è stata l’offerta di un simbolico fiore che, insieme al gelato per tutti, ha chiuso il pomeriggio di “lavoro”.
Ergon è una parola greca che esprime la capacità di produrre idee e lavoro, di realizzare un progetto, in altri termini azione.  La Società Ergon è una realtà leader nel settore che si occupa di: gestione del personale, assicurazione e previdenza, fiscale, sicurezza e ambiente, privacy. Nel proprio organico impiega 25 lavoratori dipendenti, di cui 23 donne, tutti a tempo indeterminato, una collaboratrice a progetto e 9 liberi professionisti consulenti del lavoro, di questi ultimi 4 sono donne, una delle quali membro del Consiglio di Amministrazione.
Le donne della Ergon con carichi familiari sono 18 e i bambini ospiti che hanno partecipato alla “Festa della mamma che lavora” sono stati  23.
La Società  ha adottato alcuni strumenti per fronteggiare le diverse esigenze delle mamme che vi lavorano; è stato introdotto, ad esempio, un sistema di orario flessibile di entrata/uscita in azienda, nel rispetto delle singole esigenze familiari, che consentisse l’accompagnamento dei figli in asilo, a scuola, etc. Alle mamme lavoratrici, a prescindere dall’età dei figli, è stato concesso l’orario a part time e la possibilità di concordare la distribuzione dello stesso, che pertanto è personalizzata per ciascuna dipendente. Tra  gli altri strumenti: l’istituzione di una banca delle ore: al fine di mettere i lavoratori in grado di fruire delle prestazioni eccedenti l’orario di lavoro di riferimento, per ogni dipendente è istituito un conto ore individuale, in cui confluiscono le ore di prestazioni supplementari o straordinarie; le ore accantonate possono essere richieste da ciascuno come permessi compensativi per necessità personali e familiari.
Un’azienda quasi completamente “rosa”, dunque, che ha messo in campo ogni agevolazione per favorire il lavoro e la crescita dell’occupazione femminile e dove le lavoratrici sono entrate e restano senza  che il datore di lavoro si “spaventi” di fronte all’annuncio di nuove maternità, al contrario, alla Ergon si è capito che le donne, le mamme lavoratrici sono importanti e che i bambini sono la ricchezza del  nostro futuro.
Patrizia Grandis

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