Le interviste di GenomART 2006

Per cui, mi sento come se la stanza dei giochi espositiva di Napoli si fosse sì ingrandita, ma che ci continuino a giocare solo i grandi, se mi passa la metafora.

12/giu/2006 20.26.00 GenomART Contatta l'autore

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Le interviste di GenomART 2006

 

FOSCA - Marcella Fusco

Napoli, 12 giugno 2006

 

"L’arte digitale di Fosca"

 

Intervista con Marcella Fusco

Artista digitale napoletana.

 

Marcella Fusco si è diplomata all'Accademia delle Belle Arti nel 1990. Espone dal 1986. Vive e lavora nella sua città. Da sempre interessata ai temi che riguardano l'unione degli opposti e degli elementi primordiali, sperimenta dal 1999 un ibridazione tra digitale-fotografia e pittura. Artista digitale con una forte personalità creativa, tecnologicamente parlando, estremamente interattiva. Grande passione per la sua Napoli. Città che però non offre ancora, come dice, grandi opportunità a tutti i creativi nonostante i notevoli cambiamenti di questi ultimi anni. Spazi solo per i "grandi nomi". Provincialismo? Mah! Lei, intanto, se ne va a spasso per l’Italia tra una Galleria e l’altra... riscuotendo successo... e anche sulla Rete. Grazie al suo sito web, davvero ben fatto e da visitare, è riuscita a diffondere la sua arte al mondo intero. Aprendosi all’interazione più profonda. Completandosi forse!
 
GenomART - Fosca o Fusco? Scusi ma non abbiamo capito bene dal suo sito web.
 

FOSCA - Angel, 2001 - cm 130 x 112,5FUSCO - Fosca è il mio nome d'arte.
 
G -
Vive e lavora a Napoli. Un territorio pieno di novità per quanto riguarda l'arte contemporanea. Nuovi Musei, nuove gallerie... si sta formando un vasto raggruppamento di "amanti del digitale". Cosa percepisce di diverso dal passato?

 

F - Di sicuro c'è un grosso impulso ad allineare Napoli alle grandi capitali dell'Arte. Però c'è anche il fatto che queste nuove gallerie, a parte pochi casi, trattino artisti stranieri, o che siano già affermati all'estero. Per cui, mi sento come se la stanza dei giochi espositiva di Napoli si fosse sì ingrandita, ma che ci continuino a giocare solo i grandi, se mi passa la metafora.
Aspetto, con blanda fiducia di vedere qualche artista digitale che sappia anche dipingere sul serio, e che non sia solo un fenomeno di tendenza inventato dal gallerista di turno o dal critico. Ce ne sono, ovviamente, ma parlando di Napoli, parliamo ancora di famiglie allargate. C'è ancora parecchio provincialismo e una solida cultura clientelare, difficile da scardinare. Io me ne vado gironzolando per gallerie, intanto.


G -
Ha mai esposto all'estero, dove l'arte digitale è... più business o più cultura? O entrambi?
 

FOSCA - PASIFAE/15, 2005 - cm 170 x 62F - Non ho esposto il mio lavoro digitale fuori dall'Italia, ma ho notato che la fusione di nuove tecnologie, ha creato una fruizione più rapida di determinati prodotti. Ad un prezzo relativamente basso, si può avere un lavoro digitale. Il punto è che molte creazioni sono frutto di rapide incursioni nella sperimentazione del Photoshop, e che di cultura c'è ben poco. Se poi ci vogliono trovate il punto di raccordo tra un opera e l'altra, si può sempre inventare un concetto post-datato... e funziona lo stesso, basta il critico giusto. Per me, la cultura è fondamentale. Il business viene ovviamente in corso di elaborazione: quanto mi costa realizzare un d-bond su alluminio? Quanto lo deve rivendere il gallerista? Quanti multipli fare? Allora rimpiccioliamo l'immagine e ne facciamo più multipli ad un prezzo più basso... si potrebbe parlare per ore delle infinite variazioni di un prodotto per un buon business, ma a me interessa che il lavoro funzioni. Nient'altro.


G -
E veniamo a quello fa. Lei è un'artista digitale giusto! Creare un modo originale di vedere le nuove tecnologie e i linguaggi che le esprimono per lei vuol dire?
 

F - Per me, fare arte è un tutt'uno con le variazioni tecnologiche, se queste potessero interpretare meglio il mio concetto. Cerco il supporto tecnico che meglio si presta alla mia visione. Mixare tecnologia e metodologie tradizionali è una sfida troppo bella per non raccoglierla.
 
G -
...sta immaginando per la prima volta una sua opera... la vede dentro o fuori il computer?
 

F - Dentro, e dopo fuori... come una gestazione vera.
 

G - Cosa differenzia un'opera d'arte digitale da un'altra?
 

F - La cultura. Se si ha una cultura dell'immagine si vede.

  

G - Complimenti per il suo sito web (realizzato con le sue mani e fatto davvero molto bene!). Esporre on-line serve? Internet come cambia, se lo cambia, il "destino" di un artista?
 

FOSCA - PASIFAE/1 dittico 2004 - cm 150 x 60F - Credo che il web sia davvero un mare immenso, e trovarsi (gallerie-artisti) è una specie di lotteria. Però resta sempre una vetrina gigante totalmente gratuita nella maggior parte dei casi, e conviene sempre tentare di restarci, con l'ovvio ausilio di siti specializzati. Eviterei i mega-contenitori. Inutili e disorientanti. Comunque resta sempre il problema della qualità: tutti hanno un sito, tutti fanno arte, tutti fanno arte digitale. Bisogna saper scegliere, e la velocità, a volte, è uno dei punti a sfavore del web. Un sito d'artista, se fatto male, non viene visitato e l'artista seppur valido resta penalizzato nel suo lavoro magari da una intro troppo lunga e la gente si stufa subito... ma si, un destino si può cambiare da un solo gesto fatto da un gallerista serio o da un critico attento o da un curatore o da chiunque possa fare qualcosa di buono per un artista che vale qualcosa: entrare nella sua Homepage.

 

G - A lei lo ha cambiato in meglio o in peggio? O per niente?
 

F - Per me, è stata una bella sfida, perchè i miei lavori sono grandi, ma il fatto che non fossero foto, ma pixel originali, mi ha concesso una pulizia dell'immagine che non si è molto svalutata nella rete. Ed è di una comodità immensa, non dover spedire foto su cartaceo, a chi magari non frega nulla del mio lavoro. Vengo contattata direttamente da chi visita il mio sito, senza sprecare né denaro né tempo. Sì, devo dire che il web mi ha dato molto negli ultimi anni, come artista.
 

G - Attualmente espone a ...?
 

F - Alla Primopiano Gallery di Lecce, e dal 26 a Como con la Vertigo Arte contemporanea, in una mostra intitolata "Frames".

 

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Marcella Fusco
www.marcellafusco.com
 

 

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