Piziarte 意大利piziarte画廊 :REMO BRINDISI

Alla fine della guerra, durante la quale è militare in varie città e fronti operativi, si trova a Venezia dove conosce il gallerista Carlo Cardazzo, lo scopritore dei maggiori talenti della pittura italiana del dopoguerra, che gli propone un contratto in esclusiva per cinque anni, dopo una mostra personale nella sua galleria veneziana del Cavallino.

18/giu/2006 23.31.00 PiziArte Contatta l'autore

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REMO BRINDISI    www.piziarte.net

Opera disponibile:

-Maternità, 1962, Olio su tela, cm.120 x 100.


Su richiesta si trasmette immagine dell'opera (via e mail).

Presso:

Galleria Piziarte  意大利piziarte画廊
di Manuela e Patrizia Cucinella
Viale F.Crucioli 75/a

64100 Teramo
0861252795 (T./ F.)

3392780866
3394935925

info@piziarte.net  

http://www.piziarte.net  


REMO BRINDISI, nasce a Roma nel 1918 e muore a Lido di Spina nel 1996.

Nel 1935 frequenta a Roma i corsi del Centro Sperimentale di Scenografia e
quello di nudo dell'Accademia di via Ripetta. Nello stesso anno ottiene una
borsa di studio che gli consente di stabilirsi a Urbino e di frequentare il
corso quinquennale dell'Istituto Superiore d'Arte per l'illustrazione del
libro.

Conclusi brillantemente gli studi si trasferisce a Firenze dove apre il suo
Primo studio e nel 1940 realizza la sua prima mostra con la presentazione al
catalogo di Eugenio Montale.

Alla fine della guerra, durante la quale è militare in varie città e fronti
operativi, si trova a Venezia dove conosce il gallerista Carlo Cardazzo, lo
scopritore dei maggiori talenti della pittura italiana del dopoguerra, che
gli propone un contratto in esclusiva per cinque anni, dopo una mostra
personale nella sua galleria veneziana del Cavallino.

In questo periodo veneziano Brindisi vive insieme a Marcello Mastroianni e
incontra personaggi come Virgilio Guidi, Milena Milani, Diego Valeri,
Marcello Mascherini, Filippo De Pisis, con i quali stabilisce rapporti di
amicizia.

Nel 1974 Carlo Cardazzo inaugura la sua galleria milanese dove Brindisi
esporrà per molti anni, avendo scelto il capoluogo lombardo come sua
residenza definitiva.

È seguito con molto interesse dai critici più qualificati quali Dorfles,
Valsecchi, Carrà, Ambrosini, Cruciani, Vergani, Borghesi, Samorè, Marussi,
Kaisserlian e De Micheli.

Nella dura polemica che si scatena alla fine degli anni quaranta
nell'ambiente artistico diviso tra "realisti" e "astrattisti" Brindisi
prende una posizione precisa aderendo al Gruppo Linea del quale fanno parte
intellettuali che hanno in comune la volontà di approfondire al di là di
ogni schematismo ideologico la propria autonoma ricerca.

Nel 1949 trascorre alcuni mesi a Parigi dove incontra Leon Gischia,
Manessier e Artung. Visita musei, gallerie e studi artistici, tra i quali
l'atelier di Picasso dove è profondamente impressionato dalle opere del
grande Maestro spagnolo.

Nel 1950, dopo lo scioglimento del Gruppo Linea, si accosta al movimento del
realismo.

Nel 1954 torna a Parigi con Migneco dove frequenta assiduamente l'ambiente
esistenzialista.

All'inizio del 1955 Renato Giani presenta la prima monografia dell'artista
che verrà presentata nella mostra antologica allestita dal comune di Milano
al Padiglione d'Arte Contemporanea.

Abbandonato il movimento del realismo Remo Brindisi diviene iniziatore della
"Nuova Figurazione".

Tra il 1955 e il 1956 espone in varie gallerie e musei tra cui la Galleria
Welz di Salisburgo dove Karim Schrott presenta un volume monografico in
lingua tedesca sulla sua opera.

Il 1956 è senz'altro un anno di grande creatività artistica. " proprio di
quest'anno la creazione dei 16 simulacri per la processione del "Cristo
Morto", realizzati in collaborazione con alcuni valenti artisti. Sempre
nello stesso anno inizia la realizzazione dei Grandi Cicli Storici.

Il richiamo dell'America artistica emergente porta l'artista a New York dove
incontra i massimi esponenti dell'espressionismo astratto. La sua Prima
mostra americana sarà presentata nel '61 alla galleria Padawer alla quale
seguiranno altre esposizioni presso prestigiose gallerie di Boston e
Washington.

Negli anni successivi si dedica alla realizzazione di opere che esprimono
chiaramente la sua sensibilità per la condizione umana e il rifiuto per la
violenza, ispirandosi anche ad importanti fatti di cronaca di quel periodo.

Nel 1970 fonda a Lido di Spina, in Provincia di Ferrara, il "Museo
Alternativo" intestato a suo nome, in cui vuole esprimere una
rappresentazione globale dell'arte moderna.


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