Le interviste di GenomART 2006

30/giu/2006 16.39.00 GenomART Contatta l'autore

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Le interviste di GenomART 2006

 

Enrico Pietrangeli

Roma, 30 giugno 2006

 

"Internet e mouse: scrittura nella Rete"

 

Intervista con Enrico Pietrangeli

Poeta e scrittore digitale.

 

Oggi con la "video - poesia", la Net Art e con i mille supporti della tecnologia digitale, si potrebbe affermare che la poesia visiva italiana degli anni Sessanta (Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Ugo Carrega, Emilio Isgrò, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Nanni Balestrini, Sarenco…tra i nomi più noti del gruppo dei creativi della Firenze del 1963) abbia acquisito nuova “dignità.
 

Ne parliamo con Enrico Pietrangeli, poeta e scrittore digitale, autore della raccolta di poesie "Di amore, di morte", pubblicata in versione cartacea (Teseo editore 2000) ed in elettronica (Kult Virtual Press 2002). Pietrangeli collabora con riviste e siti internet pubblicando articoli e racconti brevi.

Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all'opera di alcuni autori poco conosciuti. Redattore di Tam Tam, gestisce il sito "Poesia, scrittura e immagine" [www.diamoredimorte.too.it] e, recentemente, ha pubblicato il suo primo romanzo "In un tempo andato con biglietto di ritorno" (Proposte editoriali 2005).
  
Enrico Pietrangeli - Di amore di morte (2000/2002)GenomART - Una forzatura il collegamento, oppure...
 

PIETRANGELI - La video poesia è relazionabile a multiformi esperienze di complementarità tra immagine e parola che hanno caratterizzato le produzioni artistiche degli anni Sessanta ed oltre, sino ad arrivare ad ulteriori avanguardie storiche e, magari, era finanche insita in espressioni molto più primordiali. La Net Art si caratterizza come più prossima ad un’esigenza di condivisione attraverso la Rete ed i supporti digitali, ovvero l’interazione. Lo schermo, l’ipertesto e lo stesso sito Web divengono possibili luoghi d’arte mai statici ed in continua evoluzione. Più che di dignità, parlerei di rinnovato e conclamato spessore in riferimento al gruppo ’63 e non solo. Certo, dalle prime telecamere portatili, i 16 millimetri ed i celebri super 8 a portata di tutti è venuto meno, nel tempo, quell’alone di magia nella sperimentazione che animava tanti illustri pionieri del genere. Ben venga ancora tanta poesia visiva con altrettante nuove tecniche espressive di manipolazione attraverso il digitale ma, personalmente, trovo ancora più interessante percorrere strade sempre più ampie, che si profilano sospese bruciando i tempi tra un passato recente ed un futuro dai confini sempre più incerti, di un’umanità dilaniata ma anche dilatata nel processo tecnologico in corso. L’elaboratore, dai tempi delle schede perforate, è divenuto protagonista della contemporaneità. La musica, anche attraverso l’apporto di precursori connazionali, come Pietro Grossi, sembrerebbe aver consolidato un suo percorso in questo senso. La scrittura, probabilmente, richiede processi di armonizzazione più complessi, dove non può venir meno l’uso strutturale del linguaggio.
  
Enrico Pietrangeli - a mosaic (2001)G - Ci puoi parlare dei tuoi primi esperimenti di poesia e scrittura digitale?
 

P - Risalgono ai miei esordi in Rete e sono connaturati nell’esigenza di manifestare una presenza artistica piuttosto che riprodurla. Strettamente connessi alla realizzazione del mio sito [www.diamoredimorte.too.it] , collocabili tra forzature retrò ed un’ansia di futuro. A Mosaic nasce in questa dimensione, nel 2001, insieme al sito. Simboli e riferimenti passati, quelli con schermate di solo testo, di quando i macchinari erano più ingombranti e già tanto stupefacenti da portarci sulla luna, convergono attraverso Mosaic, primo browser grafico nella storia della rete, in un prompt con stringhe di solo testo. Anche Il Pazzo random remix risale a quei tempi, scaturita in un’eco digitale della campionatura musicale.
 
G -
Come è nata questa passione?
 

P - Ci sono sicuramente retaggi della mia voglia di sperimentare su carta, eredità degli anni Settanta a me più prossimi: un’adolescente passione per i collages e anche tanta curiosità nel testare nuove disposizioni tra testo e simboli nelle poesie.


G -
La forza della tecnologia supera quella poetica, il contrario o... l’unione fa la forza?
 

P - Sinergie, niente prevaricazioni, tanto meno solidali unioni, convergenza di azioni in un comune patrimonio: la Rete. Un luogo dove non mancano eccessi, incluso quelli di tecnocrati con smanie letterarie, ma il sempre più vasto movimento di dati su Internet mi riconduce ad un’azione tipica del tempo, che tutto archivia e poco preserva…
 
Enrico Pietrangeli - In un tempo andato con biglietto di ritorno (Proposte editoriali 2005)G - Poeta… ed ora anche romanziere. Di recente hai pubblicato il tuo primo romanzo "In un tempo andato con biglietto di ritorno" (Proposte editoriali 2005). Un passaggio dettato da... ?
 

P - Dopo tanti anni di poesia mi sono misurato anche con la narrativa e non solo col digitale. In entrambi i casi, resto comunque un poeta. Evito, per quanto possibile, strade a senso unico, ma sempre nella consapevolezza di quanto voglio proporre ad altri. Non è un romanzo sul “come eravamo” ma piuttosto una storia innestata in uno spaccato d’epoca. Ho cercato di preservare tutta la spontaneità dell’adolescenza lasciando una cognizione del presente che si manifesta dapprima fuori campo per poi concretizzarsi nel finale, attraverso un “biglietto di ritorno”. Il computer compare in quest’ultima parte, a surrogare telefono e televisione in una storia sviluppata attraverso i mezzi di comunicazione. Sarà Internet, vent’anni dopo, insieme al narratore, strumento e complice nel riportare ad un comune filo conduttore tutta la trama. Una lettura risultata ai più scorrevole, concepita in brevi capitoli che sono altrettanti episodi a senso compiuto e parte integrante dell’intera storia.
 

G - Romanziere digitale?
 

P - Prematuro dirlo ma gli ingredienti dovrebbero essere già evidenti. Non mi resta che continuare a lavorare con pazienza e dedizione, preservando sempre tanta umiltà di fondo, restando me stesso…
 

Enrico Pietrangeli - Il pazzo [Random poetry Re Mix] (2003) - Collezione GenomARTG - Attraverso la traduzione poetica, ti sei dedicato all'opera di alcuni autori poco conosciuti. Per un autore poco noto quanto serve essere sulla Rete?
 

P - Tradurre poesia mi è sembrato importante e soprattutto sulla Rete. Non si tratta di espletare necessità, tanto meno di dover dipendere od essere asserviti ad uno strumento. Indubbiamente la Rete è una forma di comunicazione privilegiata. Se ci sei, ci vuoi essere. Le modalità e con chi, puoi sceglierle in prima persona. Poco o molto che sia, l’interazione consente tutto questo. Se parliamo in termini di visibilità, non potremo mai essere indicizzati tutti alla stessa maniera ma resteremo, voglia ancora Iddio, reperibili per chiunque vorrà incontrarci.

 

G - Libertà e Internet. Spiegaci la relazione, se per te esiste davvero.
 

P - Facoltà d’espressione e spirito di comune condivisione sembrerebbero ritrovarsi. Internet resta comunque un luogo dove interagisco anche esseri umani, non dimentichiamolo!
 

G - I tuoi prossimi progetti tecnologici, letterari e poetici?
 

P - Usufruire di ognuno di questi aspetti nella misura in cui sarò in grado di assemblarli. Permettere all’utente stesso di dosarli, essere a sua volta protagonista nel fruire di uno spazio dove si sviluppa il tutto. Luogo d’incontro favorito resta per me il sito, propendendo più sull’opportunità d’interazione attraverso il testo e software in uso con strumenti di programmazione basilari. Uno sguardo è sempre rivolto all’editoria elettronica e le sue possibile evoluzioni.

 

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Enrico Pietrangeli
www.diamoredimorte.too.it
 
 

 

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