Le interviste di GenomART 2006

Le interviste di GenomART 2006 Salerno, 7 luglio 2006 "Nel campus universitario di Salerno si sperimenta anche la cultura" Intervista con Gianfranco Rizzo Docente di Macchine e Sistemi Energetici presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Presidente dell'Associazione Musicateneo, una miscela esplosiva dettata dalla creatività di docenti, studenti e dipendenti dell'Ateneo salernitano.

10/lug/2006 03.04.00 GenomART Contatta l'autore

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Le interviste di GenomART 2006

 

Gianfranco Rizzo

Salerno, 7 luglio 2006

 

"Nel campus universitario di Salerno si sperimenta anche la cultura"

 

Intervista con Gianfranco Rizzo

Docente di Macchine e Sistemi Energetici presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Presidente dell’Associazione Musicateneo, una miscela esplosiva dettata dalla creatività di docenti, studenti e dipendenti dell’Ateneo salernitano.

 

Gianfranco Rizzo ha, per così dire, una doppia anima che lo vitalizza: una scientifica, l’altra artistica. Tralasciamo la prima, seppure le sue ricerche sono a dir poco apprezzabili e interessanti (si occupa, tra l’altro, di risparmio energetico…che sensibilità d’animo!…), e andiamo a scoprire la seconda. Quella artistica. Forse la meno conosciuta delle due. Ma, consentitici di dirlo poiché conosciamo Gianfranco da anni, probabilmente l’anima più passionale. Che in un certo senso ed inconsciamente fa da sponda creativa alle sue attività di ricerca. Una passione che lo ha portato in breve tempo alla ribalta nazionale, attraverso un personale modo di intendere il “fare cultura” e nuovo per la città di Salerno. Un modo che si chiama Orchestra Jazz dell’Università di Salerno (in cui Gianfranco figura anche come musicista. Già, perché suona la fisarmonica) ed Associazione Musicateneo (di cui ne è il creatore e il Presidente). Espressioni di progettualità ed iniziativa interdiscliplinare in procinto di “trasferirsi” dal Campus alla città di Salerno.
 
Gianfranco Rizzo - Vita da musicistaGenomART - Domanda scontata ma inevitabile. Ti senti più scienziato o artista?
 

RIZZO - Dipende dal giorno e, a volte, dalla fascia oraria. Il problema è anche come mi vedono gli altri: è un pò di tempo che gli amici musicisti mi invitano ad impegnarmi per la salvaguardia del pianeta mentre i miei colleghi accademici mi spingono a dedicarmi alla musica, e la cosa mi insospettisce.
 
G -
Hai visto nascere una decina di gruppi musicali nell'ambito di un mondo studentesco (Università di Salerno) che, a tuo dire, si sospettava poco recettivo sul piano culturale. In che senso?
 

R - Una decina di anni fa, del Campus c’erano gli spazi e qualche struttura ma non l’atmosfera e lo spirito, tant’è che l’ex Rettore Giorgio Donsì nella Conferenza di Ateneo del 1997 lo definiva un “luogo senz’anima”. L’idea di portare avanti un progetto di costituzione di gruppi musicali universitari, ed in particolare di una orchestra jazz, era considerato da molti una cosa campata in aria, per non dir peggio.
 
Gianfranco Rizzo - Vita con Musicateneo G - Poi, invece, hai scoperto che...
 

R - Poi ho scoperto diverse cose: che bisogna fidare nella statistica (tra quarantamila studenti puoi trovare di tutto, il problema è saper trasmettere il messaggio giusto); che creando il giusto mix di coinvolgimento, organizzazione e comunicazione anche progetti apparentemente utopici possono funzionare; che certe letture a tinte fosche della nostra realtà meridionale sono a volte esagerate e possono rappresentare degli alibi per il non fare; e che forse è vero che le nostre strutture pubbliche non sono abbastanza attrezzate per realizzare progetti innovativi, ma neanche per impedire a qualcuno di realizzarli.


Gianfranco Rizzo - Header del sito web di Musicateneo G - Il tuo "sogno" sarebbe quello di riuscire a trasferire questo modello coinvolgente le giovani generazioni a tutta la città. Una bella sfida. Utopica? Mah! Tu che dici?
 

R - Non più di quanto lo fosse la nostra, dieci anni fa. Certo, il Campus è un ambiente più circoscritto rispetto alla città, e con una maggiore concentrazione di giovani. Gli ingredienti per il successo dovrebbero essere quelli già collaudati: coinvolgimento attorno ad un progetto a partire da esempi concreti e visibili, favorire meccanismi di identificazione da parte del mondo giovanile, apertura verso tutte le possibili collaborazioni mantenendo però nello stesso tempo un’attenzione verso la qualità, mettere in campo una comunicazione molto efficace e strutture organizzative efficienti ed avanzate, in grado di governare una rete vasta ed eterogenea. Una parte importante per il successo di questo progetto credo che sia giocata dalla capacità di creare una efficace interazione tra Campus e città, certamente molto maggiore rispetto ad oggi, anche per favorire l’allargamento di esperienze come “Musicateneo” (www.musica.unisa.it) e "Campus in festa" (www.campusinfesta.unisa.it), che possono costituire un nucleo su cui lavorare.
 
Gianfranco Rizzo - SpazioCulturaG - La scienza senza laboratori non sperimenta. E l'arte senza spazi?
 

R - Ovviamente, servono spazi fisici attrezzati ed organizzati. E’ un tema a cui sono molto sensibile, e che mi ha spinto a sviluppare il progetto SpazioCultura (www.spaziocultura.com), che si propone di creare una rete per la condivisione e la valorizzazione degli spazi per la cultura sul territorio salernitano. La nuova amministrazione comunale di Salerno si è dimostrata molto sensibile a questa proposta, e sono fiducioso che possa realizzarsi in tempi rapidi.
 

G - Ma per te cosa è lo spazio per la cultura?
 

R - E’ certamente costituito da una serie di strutture e di luoghi fisici attrezzati ed organizzati, ed accessibili in un contesto di rete. Ma è anche uno spazio mentale, ovvero la consapevolezza di non trovarsi nel posto sbagliato per poter lavorare sulla cultura e sull’arte.
 

Gianfranco Rizzo - Vita da CampusG - Vivi e lavori a Salerno, seconda città della Campania. In una regione che in questi anni ha visto moltiplicarsi i suoi spazi pubblici dedicati all'arte contemporanea. Come valuti tutto ciò?
 

R - In modo certamente positivo, qualunque siano stati i percorsi che abbiano portato a tali scelte, e senza lasciarmi scoraggiare dalle inevitabili dispute tra specialisti sull’utilizzo di questi spazi.

 

G - Una tua valutazione sul rapporto Internet, Arte, Cultura. Ci credi nella Rete?
 

R - Certo, Internet può essere un potente strumento di diffusione della cultura e dell’arte, e permette di allargarne la fruizione anche al di fuori della cerchia degli specialisti o di quanti possano permettersi frequenti viaggi di istruzione nelle grandi capitali dell'arte. E’ uno strumento che però richiede un notevole spirito critico per saper distinguere tra contributi importanti e rumore di fondo, senza il quale rischia di essere fuorviante.
 

G - Dalla rete virtuale a quella reale: la forza del network tra soggetti pubblici e privati. Per la cultura serve un simile sistema di sinergie?
 

R - Certo, è necessario che si creino opportunità di incontro per mettere insieme soggetti che abbiano punti in comune ed affinità di visione. Ma serve anche la capacità di isolarsi ed ascoltarsi, e soprattutto serve una risorsa che diventa sempre più rara, il tempo.

 

G - Dopo questa intervista andrai a suonare o a fare ricerca?
 

R - Dipende, magari a vedere una partita...

 

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Gianfranco Rizzo
www.musica.unisa.it

www.spaziocultura.com

  

 

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