Mostra collettiva nell'ambito della rassegna "Colori, Luci e Musica" - Cinema e Pittura - Nel centenario di Visconti.

13/lug/2006 23.24.00 prota ciro Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
 
                                                                                                                                                              
                                                                                                                                         
 

IL PITTORE DELLE ISOLE TORNA SULL’ISOLA

 

Sabato 15 luglio alle ore 20.00, nello “Spazio Arte la Colombaia” di Ischia Ponte (Na), a cura dell’Associazione Culturale “Ischia Prospettiva Arte” (I.P.A.), in partership con la “Fondazione Villa la Colombaia” di Luchino Visconti, torna, dopo il successo di critica e pubblico riscosso con la sua personale “Memorie e mito”, nel corso della prima rassegna d'arte contemporanea, tenutasi l'anno passato sull'Isola d'Ischia, il pittore Ciro Palumbo con la collettiva

 

 

“I PITTORI DELLA COLOMBAIA”

 
 
la quale prevede altresì la partecipazione degli artisti Ricci, Agolino e Bondi (anche per il Professore è un ritorno dopo il successso e gli unanimi consensi ottenuti l'anno passato con la Sua oramai storica personale "La Caduta degli Dei"). Il cui comunicato è stato diffuso nei giorni scorsi.

 

Il rapporto tra questo artista il mare, le isole “Rosanna Dell’Ultri”, con un Suo scritto, ha voluto così riassumerlo:

“Comincia da Giaveno il lungo viaggio verso il mare del pittore Ciro Palumbo.

E quando lo raggiunge, il mare, il pittore delle isole non torna più indietro. Sceglie acqua salvifica per colmare i sensi, inondarli, e ripropone, studiando e scomponendo, ossessioni metafisiche, deliri utopici, in cui è forte l’omaggio al mito greco e si colgono, sempre nuove, le atmosfere dei De Chirico, Savinio, Magritte.

Un racconto velato quello del pittore, perché l’occhio subito intuisce che gli elementi sulla tela non sono casuali, ma ritornano, si inseguono, e nella loro ricorrenza assumono un significato che naturalmente si sublima in favola. Così il riferimento alla metafisica assume piena espressione nel racconto onirico costellato di isole improbabili, architetture distorte, esasperate, assemblaggi di giochi dagli accesi colori; e la matrice personale di Palumbo riveste e lega in veste nuova le immagini mentali donando loro un’identità, una storia che di quadro in quadro si arricchisce e strega con la continuità del C’era una volta. Così nella favola pittorica che è cominciata ma non conosce tempo, in una trama che vibra dietro le pennellate, appare la Nave della speranza, protagonista e sorella dell’altra narrata nel prezioso “Racconto dell’isola sconosciuta di José Saramago. E adesso sembra di vederla quella barca, tradottasi magicamente dalla pagina scritta sulla tela, alla perenne ricerca di un’isola sconosciuta che è insieme mistero e sogno, miracolo nato da tempo immemore e insieme subitanea visione di occhi assetati. Lucente di un’aura magica si libra in volo contro ogni legge di ragione e gravità, colma del carico eccezionale dei balocchi che porgono ulteriore omaggio all’onirico, alla dimensione fantastica e priva di filtri adulti in cui ci culla il pittore-aedo. Innumerevoli vele e palloni aerostatici catturano aria: la Nave della speranza vuole volare, deve necessariamente volare, gonfia di un vento impetuoso che sconvolge e permette, dietro tende che si sollevano d’incanto, di scorgere l’infinito cui anela. Fin dove l’occhio si spinge, non esiste orizzonte privo di isola. Stessa isola o diversa isola, spiata e intravista da angoli opposti; ma è sempre Lisolaimmortale il cuore del dipinto che pulsa potente sulla tela, in quell’incontro surreale tra natura ebbra di vento, e roccia immobile come un monito, incontro che riempie. Poiché, se non nella storia di Saramago, nei dipinti di Palumbol’uomo che voleva una barca” quell’isola la vede, la assapora e vi approda, superando per gradi, di tela in tela, la distanza emozionale che allontana il reale dal sogno, che protegge il cuore dallo schianto di fronte al raggiungimento dell’utopia. Così nelle sue tele il pittore la avvicina, Lisolaimmortale,  la studia, ci gira intorno, approfondendone angolazioni e cavità, scorgendovi scogli improbabili o Colossei scolpiti in una roccia lucida, in cui conquista il gioco di colore e la struttura che si scompone, crolla in pezzi. In un climax di pathos, la visione sulle tele si esaspera in forme monumentali inquietanti, il cui cupo silenzio è rotto dal movimento di una natura che riscalda l’immagine; cieli e cipressi vivi di passione sembrano voler riconquistare uno spazio sterile, oppure arretrano o lottano, mentre la nave che ha già speso il suo tempo si allontana da quell’isola incupita, smaniosa di un nuovo viaggio, nuovo entusiasmante viaggio. Come il suo Icaro senza ali ma con un’isola per cappello, Palumbo sogna e scompone il sogno, mescola tecnica e concetto, vola e riatterra nel suo atelier di montagna, riempiendo dipinti e occhi di un mare segreto. Che si scopre e ammira nel nuovo show-room sotto la stanza in cui nascono le idee, dove guidati dall’artista si viaggia sulla nave e ci si appropria dei balocchi, ci si sprofonda, da farli cadere. Non solo a Giaveno, il dialogo continuo con il pittore si perpetua e arricchisce sul sito, dove convivono vecchie e nuove isole nell’evoluzione magica e instancabile che appartiene a quest’uomo che ancora ama sognare”. 

 

 

 ASSOCIAZIONE CULTURALE “ISCHIA PROSPETTIVA ARTE”

 

info: tel. 081.4971300 - fax 081.5513494 ischiaprospettivaarte@jumpy.it www.ischiaprospettivaarte.org

 

SEDE LEGALE: Via Miguel Cervantes, 55/27 - 80133 - N A P O L I --- SEDE OPERATIVA: Isola d’Ischia

 

       con il contributo della Regione Campania ed il Patrocinio Morale del Governatore della Regione Campania On. Antonio Bassolino

 

 

                                                                                                                                            

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