SALVATORE FIUME (Piziarte)
Arte comtemporanea presso
Piziarte:
http://www.piziarte.net Salvatore Fiume
Opera presente in Galleria.
"Le belle Nomadi"
Acquaforte cm 80 x 60
n° 106/160
Su richiesta si trasmettono via e-mail immagine dell'opera ed ulteriori
informazioni.
Galleria Piziarte
di Manuela e Patrizia A. Cucinella
Viale Francesco Crucioli 75 a
64100 Teramo
0861/252795 (tel./fax)
oppure:
339/2780866
339/4935925
info@piziarte.net http://www.piziarte.net Salvatore Fiume
nacque a Comiso, in Sicilia, nel 1915. A sedici anni, grazie al suo
entusiasmo ed alla sua passione per l'arte, vinse una borsa di studio per
frequentare il Regio Istituto d'Arte del Libro di Urbino, dove si imposessò
delle tecniche di stampa, dall'incisione alla litografia. Terminò gli studi
a ventun anni e si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con
intellettuali ed artisti della levatura di Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati
e Raffaele Carrieri. A ventitré anni, nel 1938, Fiume si trasferì ad Ivrea,
dove divenne art director di una rivista culturale voluta e seguita da
Adriano Olivetti, Tecnica e organizzazione; in questi anni realizzò la sua
prima opera letteraria di successo, il romanzo Viva Gioconda!, pubblicata a
Milano nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini.
Volendo dedicarsi maggiormente alla pittura, sebbene l'ambiente letterario
che frequentava fosse stimolante, nel 1946 lasciò Ivrea per stabilirsi in
una filanda ottocentesca di Canzo, non lontano da Como, dove iniziò il suo
intenso e poliedrico percorso di ricerca ed espressione pittorica, scultorea
ed architettonica. Nello stesso anno, a Milano, venne presentata una serie
di disegni a tempera e a china al critico d'arte Raffaele Carrieri ed al
pittore e scrittore Alberto Savinio, fratello dell'ormai affermato pittore
metafisico Giorgio De Chirico, che ne rimase entusiasta.
La sua prima esposizione ufficiale, che comprendeva le opere Isole di statue
e Città di statue e che gli permise di suscitare molto interesse presso la
critica e di prendere contatti con istituzioni artistiche e culturali a
livello mondiale, si tenne nel 1949 alla Galleria Borromini di Milano; qui
fu acquistata un'opera del pittore sia dal direttore del Museum of Modern
Art di New York, Alfred H. Barr Jr., per esporla nel proprio museo, sia
dalla collezione Jucker di Milano. L'anno successivo, nel 1950, fu invitato
dalla Biennale di Venezia ad esporre il trittico Isola di statue, il che gli
fruttò una copertina sulla rivista americana Life.
Nello stesso anno fu invitato dall'architetto Gio Ponti a realizzare una
grande opera di 48×3 metri che sarà collocata nel salone di prima classe
dell'Andrea Doria, il famoso ed elegante transatlantico sprofondato nel 1956
al largo di Nantucket, nel Massachusetts. La grande tela, dal titolo Le
leggende d'Italia, rappresentava un'immaginaria città rinascimentale ricca
di capolavori italiani del Quattrocento e Cinquecento.
Salvatore Fiume nel 1950 a Canzo, mentre esegue uno dei pannelli del ciclo
di opere commissionate da Bruno Buitoni Sr sul tema Le avventure, le
sventure e le glorie dell'antica Perugia, ora custodite nella Sala Fiume di
Palazzo Donini a PerugiaGià dal 1949 stava lavorando ad un ciclo di dieci
grandi dipinti, commissionato dall'industriale Bruno Buitoni Sr, dal titolo
Le avventure, le sventure e le glorie dell'antica Perugia, che terminò nel
1952; da queste opere si intuisce l'interesse di Fiume per la pittura
rinascimentale, in particolare di Piero della Francesca e di Paolo Uccello.
Nel 1953 gli furono commissionate dalle riviste newyorkesi Life e Time delle
opere rappresentanti una storia immaginaria di Manhattan e della baia di New
York, rielaborate dal pittore come isole di statue.
Inizia quindi una fase di contatti, viaggi ed esposizioni per tutto il
mondo. Tali viaggi ebbero per Fiume un'importanza notevole nella raccolta di
impressioni, suoni, forme e colori di culture antiche e moderne, che
accrebbero la sua personalità artistica fornendogli materiale per
l'espandersi di un immaginario globale, ma sempre disciplinato dalla
preponderante lezione della classicità mediterranea.
Nel 1962 cento quadri di Fiume fecero un giro tra diversi musei della
Germania, tra i quali quelli di Colonia e Ratisbona. Nel 1973 il pittore si
recò nella valle di Babile, in Etiopia, insieme all'amico fotografo Walter
Mori, dove dipinse con vernici marine anticorrosione un gruppo di rocce. Un
modello di una sezione di queste rocce a grandezza naturale fu realizzato da
Fiume per la grande antologica del 1974 al Palazzo Reale di Milano; tale
modello ricopriva quasi interamente la grande sala delle Cariatidi. Alla
stessa mostra fu presentata per la prima volta la Gioconda Africana, ora
custodita nei Musei Vaticani.
Nel 1975 il comune calabrese di Fiumefreddo Bruzio accettò la proposta di
Salvatore Fiume di ridare smalto al centro storico con alcune sue opere
gratuitamente. Il pittore dipinse, quindi, tra il 1975 ed il 1976, alcune
pareti interne ed esterne dell'antico castello semidiroccato, e, nel 1977,
la cupola della cappella di San Rocco. Negli anni novanta avrebbe collocato
una scultura di bronzo in ognuna delle due piazze panoramiche di Fiumefreddo
da cui si gode un ottimo panorama marino.
Seguirono diverse mostre: nel 1985 quella a Castel Sant'Angelo a Roma; nel
1987 la mostra De Architectura Pingendi allo Sporting d'Hiver di Monte Carlo
inaugurato dal principe Ranieri di Monaco; nel 1991 alla Mostra
internazionale di architettura a Milano, al Palazzo delle Esposizioni; nel
1992 a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma. Nel 1993 Fiume
visitò i luoghi in cui aveva vissuto Gauguin in Polinesia; donò anche un suo
dipinto al Museo Gauguin di Tahiti in omaggio al grande maestro francese.
Salvatore Fiume nel 1953 con Maria Callas sul palcoscenico del Teatro alla
Scala di Milano. Maria Callas indossa un costume disegnato dall'artista.
Altro elemento che attesta la poliedricità e l'eclettismo di Salvatore Fiume
sono le esperienze davvero varie che collezionò nella sua carriera di
sensibile interprete del mondo che lo circondava. Come scenografo teatrale,
dal 1950 al 1960, lo troviamo protagonista al Teatro alla Scala di Milano
(scene e costumi per La vita breve di Manuel de Falla), al Covent Garden di
Londra, al Teatro dell'opera di Roma ed al Teatro Massimo di Palermo.
Come scrittore, oltre a Viva Gioconda! del 1943, pubblicò alcuni romanzi,
molti racconti, commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. In
particolare il suo libro dal titolo Pagine libere, del 1994 (tre anni prima
della morte), propone osservazioni molto personali sulla vita e sull'arte.
La sua attività di narratore, poeta e drammaturgo gli valse, nel 1988, la
laurea ad honorem in Lettere Moderne dell'università di Palermo.
Come scultore debuttò nel 1994 con un'esposizione per la Galleria
Artesanterasmo di Milano. In realtà i suoi approcci alla scultura in vimini,
ceramica, bronzo, marmo, resina ed altri materiali risalivano agli anni
quaranta ed è innegabile la forte interpretazione plastico-architettonica
che ricorre anche nell'opera pittorica. Tuttavia, una serie di precedenti
esperienze che videro la realizzazione di sculture in marmo su bozzetto di
Fiume per mano di esecutori professionisti portò l'artista a desiderare di
saltare la fase di mediazione degli artigiani per realizzare le proprie
sculture personalmente dal bozzetto all'opera conclusiva. Così, all'età di
79 anni, Fiume realizzò personalmente sculture di notevoli dimensioni, come
Le tre grazie, dal modello in plastilina alla forma definitiva in resina
dipinta: impegno notevole che, a detta dei famigliari, contribuì anche a
minare la salute dell'artista. La sua produzione comprende opere in pietra,
bronzo, resina, legno e ceramica, alcune delle quali di grandi dimensioni,
come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, i gruppi in
pietra degli ospedali San Raffaele di Milano e di Roma e il gruppo bronzeo
per la Fontana del Vino a Marsala. Una mostra all'aperto delle sue sculture
fu ospitata nel 1995 dal Centro Allende di La Spezia.
Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra
i quali i Musei Vaticani, l'Ermitage di San Pietroburgo, il Museum of Modern
Art di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d'arte moderna di
Milano. Salvatore Fiume morì a Milano il 3 giugno 1997.(Da (Wikipedia,
l'enciclopedia libera).
Salvatore Fiume:BIBLIOGRAFIA
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