PIZIARTE: Notte Bianca a Teramo


www.piziarte.net

Il 2 settembre 2006 a Teramo terza edizione della Notte Bianca.

Piziarte,la galleria di Patrizia e Manuela Cucinella ,partecipa alla Notte
Bianca di Teramo presentando,

Valentina Bardazzi, Daniele Giuliani, Gabriele Talarico, Gavino Ganau,
Matteo Clementi

in una collettiva dal titolo:


"Corazón partío"


Scrive Donatella Lanciotti:

"Tra i corridoi sfilano al lato, ammiccando dalla pareti, immagini che
feriscono, siano esse bizzarre fotografie umane, o istantanee femminili e
intime, o agghiaccianti volti mutanti. Per autodifesa si indaga il filo
conduttore tra queste immagini tra questi colori, per comprendere da dove
spuntino fuori gli artigli invisibili che graffiano la coscienza di chi
guarda. Si cerca il substrato comune che porta tutti questi autori a
raccontarsi in modo così cupo.
Sono sguardi tormentati, volti angosciati e dolenti, che accusano lo
spettatore indifeso con il loro stesso chiedere pietà.

Pietà.

Pietà per un mondo che non li ha accettati, e li ha costretti a modificarsi,
a scomporsi e ricostruirsi in nome di un ideale, estetico, o sociale, o
tecnologico.

Sono anime straziate, racchiuse su se stesse, a contarsi i dolori, a
chiedersi ossessivamente “perché”, fino ad alzare inaspettatamente lo
sguardo, incontrare quello dello spettatore, e rivolgergli la stessa
domanda. Perché? Perché essere cittadini in un mondo che impone ritmi
insostenibili, talmente veloci che i ricordi non riescono ad adeguarsi?
nascono così nella memoria immagini metà scultura e metà cyborg, come se il
passato fosse ancora lì, parzialmente fuori dalla bocca dell’iguana Futuro,
che si sforza inutilmente di digerirlo.

E perché continuare ad esistere all’interno di una società che impone il
conformarsi, che elogia chi non si accetta ed emula illustri sconosciuti?
Esiste uno standard emozionale previsto, una regola non scritta per cui
l’identità di ciascuno deve comunque seguire il percorso, un modo di
manifestare se stessi e i propri sentimenti.

C’è un unico modo autorizzato di manifestare le emozioni, influenzato da una
drammaturgia del sentimento segnalata costantemente ad ogni pertugio
affettivo. Solo questo modo diventa riconoscibile. Solo questo modo è
“legittimato” dalla società. Non si soffre per amore se non straziandosi
come in una telenovela. Non si ricopre il proprio ruolo nella società se non
proclamandolo davanti a tutti. Non si subisce lo scorrere degli anni se non
sabotando l’orologio biologico, spostando le lancette avanti nell’infanzia,
per abbandonare il più presto possibile il periodo della individualità, e
poi indietro nell’età adulta, così da assimilarsi sempre più alla bellezza
eterna dei cadaveri dei faraoni, mummificati e per sempre uguali ad un solo
istante della propria esistenza.

Ognuno è impietosamente chiamato a rivestire un ruolo cinematografico, anche
se non è in parte, anche se la sua interpretazione risulta spietatamente
ridicola e incongruente. Non c’è nessun ambiente in cui potersi ritirare,
nessun luogo dove le telecamere non siano pronte a catturare colori e forme
corporee, a costo di raccontare un corpo cadavere, o senza testa, o
macabramente in piena fase mutante.


C’è tutto questo, nei pochi passi tra le immagini: c’è in comune tra tutti
questi autori, tra la loro ironia e le loro fobie, tra la loro sensibilità
ed i loro incubi, in tutti velata o palese la stessa domanda reiterata e
cattiva, che chiunque vorrebbe dimenticare: cosa ci faccio qui?"

Galleria Piziarte
Viale Crucioli 75 a

64100 Teramo

T. / F.: 0861252795

3392780866
394935925

Ingresso libero

orari del 2 settembre 2006 (ore 18.00 /ore 3.00)

info@piziarte.net  

http://www.piziarte.net  






 
Chi siamo