;Musica dei Popoli al FLOG

;Musica dei Popoli al FLOG Auditorium Flog - Via Michele Mercati 24/b Firenze venerdì 6 ottobre ore 21,30 HABIB KOITE' (Mali) Acoustic Africa con Dobet Gnahoré (Costa D'Avorio) e Vusi Mahlasela (Sudafrica) Un sorprendente quanto divertente viaggio musicale con ospiti 3 dei migliori performers del continente africano; Habib KOITE', superstar originaria del Mali i cui straordinari concerti hanno reso famoso a livello internazionale, Dobet GNAHORE', l'ultimo acquisto, con la sua voce stupefacente che dalla Costa d'Avorio ha conquistato il resto di Africa ed Europa, e Vusi MAHLASELA, cantante/scrittore dalla contagiosa forza, che parla di lotta e speranza nelle townships del Sud Africa.

06/ott/2006 08.20.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Auditorium Flog - Via Michele Mercati 24/b   Firenze
 
venerdì 6 ottobre ore 21,30
 
HABIB KOITE’ (Mali)
Acoustic Africa
 
con Dobet Gnahoré (Costa D’Avorio) e Vusi Mahlasela (Sudafrica)
 
Un sorprendente quanto divertente viaggio musicale con ospiti 3 dei migliori performers del continente africano; Habib KOITE’, superstar originaria del Mali i cui straordinari concerti hanno reso famoso a livello internazionale, Dobet GNAHORE’, l’ultimo acquisto, con la sua voce stupefacente che dalla Costa d’Avorio ha conquistato il resto di Africa ed Europa, e Vusi MAHLASELA, cantante/scrittore dalla contagiosa forza, che parla di lotta e speranza nelle townships del Sud Africa. Il progetto è arricchito dalla presenza di altri 10 musicisti africani che si alterneranno nell’accompagnare i 3 solisti per un concerto dal grande impatto musicale e visivo.
 
Habib Koitè proviene da una famiglia di griots Khassonkè, ha fatto studi musicali al National
Institute of Arts di Bamako dove è rimasto come insegnante dopo aver conseguito il diploma. Visto il suo talento, ha avuto la grande opportunità di lavorare con i migliori musicisti del Mali: Kèlètingui Diabate e Toumani Diabate, fra gli altri.
Dal 1988 ha una propria band con cui suona regolarmente in Mali. Il loro talento gli ha permesso di conquistarsi una fetta di mercato europeo, con il disco Muso Ko del '98, sale in vetta alle European World Music Charts e ottiene notorietà mondiale.
Nelle sue composizioni unisce le sonorità dell'arpa tradizionale kamale n'goni alla chitarra elettrica in un adattamento sonoro profondamente ancorato alle radici africane, amalgama il tama ed il balafon alle sonorità delle tradizioni Bambara e Songhai. Con un piede nel passato ed uno nel futuro, Habib è l’artista rappresentativo di una generazione, testimone della progressiva caduta delle barriere culturali ma consapevole che le evoluzioni si compiono mantenendo saldi legami con il folklore, la mitologia e la storia del proprio popolo.
A Musica dei Popoli presenterà il suo ultimo progetto, Acoustic Africa, con due ospiti d’eccezione: Dobet Gnahoré e Vusi Mahlasela.
 
Dobet Gnahoré, giovane cantante e percussionista ivoriana d’origine Bété (Côte d’Ivoire), figlia di un noto maestro percussionista, Boni Gnahoré, interpreta con voce calda le proprie composizioni in differenti lingue: bété, fon, baoulé, lingala, wolof, malinké, mina e bambara (oltre che brani in francese e in inglese); si tratta di composizioni basate sulle polifonie tradizionali africane, che combinano i canti bété con i canti pigmei centrafricani e ispirati ad un ampio spettro di ritmi e generi di musica pop africana, dalla musica mandinga alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall’high-life ghanese ai cori zulu, il tutto condito con sonorità spiccatamente jazzistico. Il gruppo si compone del chitarrista francese Colin Laroche de Féline, la corista e ballerina ivoriana Honakami Tapé e del percussionista marsigliese Hamid Gribi.
 Vusi Sidney Mahlasela, cantante, compositore e poeta, nasce nel 1965 a Lady Selbourne, vicino Pretoria, ma va a vivere nella township di Mamelodi, dove a tutt’oggi ancora risiede. Da ragazzino inizia a scrivere le prime canzoni rendendosi conto di avere una vena compositiva, è allora che compaiono le sue prime musiche e liriche.  Chitarrista autodidatta, si serve di lattine di olio da cucina come casse di chitarre, a cui applicare i fili di nylon usati per le lenze da pesca quali corde. La scrittrice Nadine Gordimer, che definisce Mahlasela “un tesoro nazionale”, si è molto interessata alla sua formazione e riuscendo a fargli frequentare formali lezioni di chitarra. Le canzoni di Vusi affrontavano temi di valenza sociale e politica, cantando le lotte dei sudafricani sotto il regime dell’apartheid, tanto che la sua presenza è sempre stata richiesta ai raduni politici e manifestazioni culturali. Grazie al suo messaggio di pace, entra in contatto con gruppi di poesia, specialmente gli “Ancestors of Africa” (antenati dell’Africa), un sodalizio fatto da poeti, musicisti e attori, nato nel 1981.  La sua consacrazione definitiva avviene negli anni ’80, quando Vusi Mahlasela si impone all’attenzione generale come voce della rivoluzione sudafricana, incarnando gli ideali politici del movimento anti-apartheid. Gli anni ’90 segnano la sua  svolta internazionale, quando una crescente audience estera inizia ad apprezzare e seguire il suo lavoro. In quegli anni, con la liberazione di Nelson Mandela e le prime elezioni democratiche del Sudafrica, Mahlasela comincia le prime incisioni e la produzione di album. Ottiene importanti riconoscimenti dal mondo musicale sudafricano ed effettua tourné in tutta l’Africa e l’Europa.  La sua musica è profondamente radicata nel genere folk, jazz africano e “mbube”, una parola zulu che indica la particolare musica vocale detta “a cappella”, (senza accompagnamento strumentale) e assimilabile al genere gospel. La musica “mbube” è stata resa famosa dal gruppo sudafricano Ladysmith Black Mambazo.   Mahlasela debutta sul mercato americano l’estate del 2005, incidendo con l’ATO Records l’album The Voice.  Per dare la massima diffusione possibile al suo messaggio di pace e riconciliazione, l’artista  canta in sei differenti lingue sudafricane, (le lingue ufficiali del paese sono 11), inglese compreso. Per quanto la sua musica sia molto personale, è in grado di comunicare il messaggio universale, di pace dando voce alle aspirazioni di qualunque comunità umana, a New York, Kosovo o in Israele. 


Nicoletta Curradi

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