12/10/2006 15:20 antonietta campilongo
Comunicato Stampa
Genere: Arte contemporanea collettiva
Titolo: Immaginare l’impossibile. Perfettamente impossibile.
Periodo: dal 28 ottobre al 11 novembre 2006
Sede: Neo Art Gallery
Indirizzo: Via Urbana 122
Città: 00184 Roma
Orari della galleria: dal martedì al sabato 16.30- 20.00
Vernissage: sabato 28 ottobre 2006 ore 18.30
Ingresso: Libero
A cura: Antonietta Campilongo
Testo critico: Francesco Giuli Farachi
info: neoartgallery@neoartgallery.it
tel. 06/4740795
Artisti:
MANUELA ALAMPI - MAURIZIO BACCANTI - MARIA CECILIA CAMOZZI- ANTONIETTA CAMPILONGO- GIOVANNI CAMPONESCHI -CARLO CAPONE-ADRIANA CAPPELLI- ANTONELLA CATINI- LUIGI CIPOLLONE- FRANCESCO GENTILE
GIANPAOLO GHISETTI- PIER MAURIZIO GRECO- FLAMINIA MANTEGAZZA- MADDALENA MARINELLI - CONSUELO MURA
RICCARDO PAOLUCCI- ANGELO RIBEZZI- GIUSEPPE SICILIANO - GABRIELE SIMONETTI- LUCA SONCINI - ANDREA STERPA
Immaginare l’impossibile. Perfettamente impossibile.
Impossibile è ciò che evidentemente non può esistere nella realtà, ciò che l’uomo astrae ed estrae dall’esperienza di vita pratica per designare categorie della propria immaginazione, del proprio desiderio e della propria paura di vivere. Si dice “una vita impossibile”, “un amore impossibile”, “un lavoro impossibile”, addirittura “un sogno impossibile”, etc., e si intende sempre qualcosa che evidenzia la distanza, spesso l’opposizione, fra quella che si vorrebbe fosse la realtà e quella che effettivamente essa è, fra ciò che si vorrebbe vivere e quello che concretamente tocca di affrontare. Ne deriva che l’impossibile contiene sempre un’idea della perfezione, ad essa fa riferimento. Anzi l’impossibilità è una sfumatura della perfezione, e viceversa, entrambe sono dichiarazioni di una medesima irrangiugibilità, di una stessa tensione ideale. C’è quindi una perfezione dell’impossibile, perché nell’impossibilità, in questa cosciente frustrazione, c’è un mondo sognato, desiderato, temuto, che è esattamente corrispondente all’idea, e quindi, alla compiutezza che non può trovare effettività.
L’Arte si sviluppa come dialogo costante con le categorie dell’impossibilità. Ogni artista traspone nella sua opera un’interpretazione, e quindi una concezione ideale che gli fa vedere il mondo, anche nelle rese più veristiche, fuori dalle regole del reale e della palmare oggettività. L’artista immagina l’impossibile, perché è lui che dà le regole al mondo, lo inventa secondo il proprio senso ed il proprio concetto estetico. Ed in modo evidente ogni mondo artistico è un mondo impossibile. L’artista, poi, immagina l’impossibile in senso letterale, perché proprio all’impossibilità della sua concezione dà immagine e rappresentazione.
Ventuno artisti hanno qui accettato la sfida di confrontarsi con questo tema, hanno scelto un’immagine che potesse rendere la loro idea dell’impossibile, delle sue implicazioni, della sua astratta perfezione.
Ne è venuto fuori un insieme di opere composito, vario per tecniche, mezzi espressivi, idealità e canoni formali, da manipolare con un certo gusto per la scoperta e la sorpresa. Per constatare quanto di impossibilità e perfezione esista nella vita, nella sua aderenza o distanza all’idea che ce ne possiamo fare.
(francesco giulio farachi)