Piziarte presenta Fabio Moro

info@piziarte.net http://www.piziarte.net Visibile on line la mostra personale di FABIO MORO.

23/ott/2006 18.49.00 PiziArte Contatta l'autore

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Galleria Piziarte
di Manuela e Patrizia A. Cucinella
Viale Francesco Crucioli 75 a
64100 Teramo

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(Associata ANGAMC - Associazione Nazionale delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea)


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Visibile on line la mostra personale di FABIO MORO.

Nel testo che accompagna la mostra il critico Angelo caputo scrive:

Cos'è il corpo, il mio corpo, se non il luogo dell'autenticità?
In quanto tale, è la prima vittima della virtualizzazione della realtà nel
mondo contemporaneo, in cui la realtà autentica è ormai "fuori campo",
"fuori luogo", oscurata da una realtà virtuale preconfezionata.

Non siamo più il nostro corpo, ma esso è ormai soltanto l'oggetto del nostro
"accanimento estetico" nell'illusione di una eterna giovinezza, l'oggetto
ossessivo della nostra ansia da prestazione, lo specchio del nostro
narcisismo: per mascherare il suo reale processo temporale e vitale (la
vecchiaia, la malattia, la morte), fissarlo nell'ideale perverso dei modelli
perfetti imposti dalla pubblicità, nella società mediatica e consumistica.

Il corpo è la merce privilegiata della società dei consumi e del suo
linguaggio totale, la pubblicità: spogliato del suo senso, della sua
opacità, della sua consistenza (nel senso anche di "stare con", in una rete
di relazioni umane autentiche) per divenire trasparenza superficiale, senza
profondità, fissato nella sua istantaneità.
Un corpo-manichino da allestire su un modello di bellezza artificiale e
seriale, svuotandolo del suo significato simbolico (in quanto situato in uno
specifico contesto storico-culturale) e separandolo dal nostro essere più
proprio.

Per alimentare questo sistema, il marketing impone un modello, una forma,
che sono ormai la matrice comune delle idee e delle merci: di qui serialità,
standardizzazione, conformismo. il corpo si identifica con la sua immagine
in un mondo virtuale autoreferenziale: uno specchio che riflette immagini in
altri specchi. Un'immagine destinata al pubblico, al consumatore-spettatore,
che in essa finisce per identificarsi egli stesso come mera immagine.

Il corpo è manipolato (superficiale, immateriale) nella pubblicità, che mira
a radicare desideri nell'immaginario collettivo. Un mondo virtuale in cui
gli individui sono smaterializzati, senza peso, trasparenti, senza "ombra",
simbolo della negatività e della morte, rimosse dalla società contemporanea.
La realtà, con le sue imperfezioni e contraddizioni, è depurata con un
modello ideale di perfezione: l'iperreale, le cui immagini-modelli plasmano
il pensiero e il comportamento nella vita quotidiana. Un mondo irreale che
si sovrappone alla realtà del mondo, il reale proiettato nel suo doppio
simulato, con i suoi "simulacri imbiancati".

Il virtuale ha così ucciso la realtà e la sua immaginazione (illusioni,
simboli, fantasie): l'immaginario, il sogno sono ormai realizzati,
iper-realizzati, nella dimensione virtuale.



FABIO MORO nato nel 72 a Nocera Inferiore.
Studi conseguiti Scenografia ,Accademia delle belle arti NAPOLI
Vive e lavora a Genova

Principali mostre personali e collettive

2006
"Breeding of dust", PiziArte www.piziarte.net, personale

"Zooart,"itinerari artistici ai giardini Fresia, Cuneo

"Padiglione Italia 13x17" Napoli ,chiesa di San Severio al Pendino

"Padiglione Italia 13x17" Milano ,politecnico

"Dicotomie" teatro Cargo, Genova

2005

"Omaggio a Giò Pomodoro "città di Atessa, Chieti

2004

"Corpi rituali "a cura di Fabrizio Boggiano ,collettiva Vittorio Veneto

"prima Biennale d'arte", giovani artisti campani, istituto d'arte F.Pelizzi
NAPOLI

2001

"Una luce per Sarno" "Progetto Ncùnia" Angri, Salerno

2000

"Il realismo nella produzione artistica in Campania nel secondo
cinquantennio del novecento", Galleria Maiorino Nocera Inf. (SA)

"Rassegna di arte visiva: T. Jansing, F. Moro, M. Ceravolo e A. Di
Terlizzi". Brera (Mi)

1999

"Collettiva dei giovani artisti "Arte in fiera", Bologna "Progetto Ncùnia"

1998

"BERLINAPOLI", Arenile di Bagnoli (NA) "Progetto Ncùnia".



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