nuovo comunicato

26/lug/2014 18:53:02 Nicodemo Napoleone Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Titolo:
 
Una natura morta con una marea pesci, nel nuovo sito on line del pittore abruzzese NICODEMO NAPOLEONE.
 

Breve descrizione:
 
Nella serie delle nature morte, che il pittore pescarese NICODEMO NAPOLEONE ha da poco inserito nel suo nuovo sito on line, c’è un prestigioso dipinto, intitolato: "SUL TAVOLO DELLA CAMBUSA", con una storia tutta particolare.
www.napoleonenicodemo.com
 

Testo:
 
Ve la raccontiamo così come ci è pervenuta.
Si tratta di un’insolita vicenda relativa ad una natura morta di grandi dimensioni (un metro per due), nella quale compaiono un’infinità di pesci ed altri oggetti, accatastati alla rinfusa sul tavolo di una disordinata cambusa, la cui esecuzione richiese molti giorni di duro lavoro.
Proprio al centro di quella imponente opera d’arte, dal realismo sorprendente, l’artista aveva inserito ai lati di una brocca, per rendere il lavoro più completo e interessante, un paio di bottiglie di vino annoso, ricoperte di polvere, insieme ai più svariati utensili e attrezzi per la pesca. Il dipinto ebbe un notevole successo e fu venduto subito ad un ristoratore che lo sistemò orgogliosamente nella sala migliore del suo rinomato ristorante. Fiero del suo acquisto, il proprietario invitò più volte l’artista ed i suoi familiari a vedere la sistemazione del dipinto ed a gustare le sue prelibatezze.
Dopo tante insistenze, una domenica NICODEMO NAPOLEONE ed i suoi, vi si recarono.
Gli avevano riservato il tavolo degli ospiti di riguardo, proprio sotto al suo dipinto. Era imponente e faceva bella mostra di sé, non c’era ombra di dubbio; effettivamente quell’enorme quadro non avrebbe potuto trovare una sistemazione migliore; l’ambiente era poetico, schietto, tipicamente abruzzese. Le sale avevano la volta a crociera e le pareti, nei punti dove non c’era (di proposito) l’intonaco, ostentavano pietre vetuste, vecchie di secoli. A riscaldare il tutto, oltre al quadro del nostro pittore, in quella stessa enorme sala c’era un camino sul quale poggiavano vecchie lucerne, piatti dipinti a mano, olle annerite e arnesi d’altri tempi. Insomma tutto era ben messo, caldo e molto accogliente.
Intorno alle due del pomeriggio, il locale era già stracolmo di clienti.
Erano in sei a servire nei vari saloni: il proprietario, sua moglie, una bella ragazza dagli occhi verdi e tre camerieri, uno dei quali, tra una portata e l’altra, disse sottovoce al pittore di avere “un’importante confessione da fargli”.
Si chiamava Mario, era un giovane sui trent’anni, e ogni volta che arrivava con qualche pietanza faceva battute argute e spiritose. Esaurita la lunga serie degli antipasti, quando ebbe un momento di quiete per riprendere fiato, si avvicinò all’artista e, chinandosi sulla sua spalla, gli sussurrò in maniera misteriosa. -“Lo sa che per colpa sua ho rischiato di essere licenziato”?-
Tutti rimasero per un istante interdetti, poi continuò: -“Questa gliela devo proprio raccontare”! - disse, guardando il dipinto in alto, alle sue spalle.
-”Caro maestro, deve sapere che il mio è un lavoro stressante; il mio bioritmo ormai è completamente sfasato: dormo in piedi certe volte. Alcune sere i clienti arrivano perfino dopo la mezzanotte, sicché chiudiamo tardi e torno a casa al mattino. Molte volte, prima di addormentarmi, fumo l’ultima sigaretta in salotto, guardo un po’ di televisione e non m’accorgo che intanto l’orologio corre e che avrei dovuto essere a letto da un pezzo. Comunque, anche se dormo poco, non ho mai tardato al lavoro; però, quando esco di casa, certe mattine, barcollo; cammino con gli occhi chiusi. Per fortuna abito qui vicino e la strada per venire al ristorante la posso percorrere anche dormendo; ormai le mie scarpe mi ci portano da sole. Ma arriviamo al punto.
Tempo fa, una mattina, appena giunto qui, la proprietaria mi fa:
-Mario, prendi lo straccio e passa una spolverata in giro;  s’è accumulata troppa polvere in questi giorni; fai presto; stamani abbiamo un’importante delegazione a pranzo e c’è moltissimo da fare.-
Allora, con santa pazienza, con un occhio aperto e l’altro chiuso, come al solito, comincio a pulire da quel tavolo laggiù. Passo il panno sulle mensole, sulle cornici di quei quadretti, spolvero i ninnoli, le pentole, i candelabri, le brocche, i posacenere, le sedie, ecc.. Arrivato qui, proprio dove ora siede la sua signora, ad un tratto vedo quest’enorme dipinto appeso al muro, questa sua natura morta, che il giorno prima non c’era. Senza neppure rendermi conto di quel che facevo, salgo sulla panca e comincio a spolverarlo meccanicamente, come fossi  un automa. Mentre strofino la cornice, vedo due bottiglie impolverate, proprio nel bel mezzo del quadro. Cammino lungo la panca e me le ritrovo davanti agli occhi, sporche di polvere e piene di ditate. Prendo lo straccio e sfrego in quel punto; ma mi accorgo che la polvere non va via; allora riprovo con più forza.
Sto per spruzzarci un detergente, quando la padrona, arrivata improvvisamente alle mie spalle, getta un urlo terrificante: - Che stai facendo, cretino! Quelle bottiglie sono dipinte!-
Mi risvegliai di colpo, come da un sonno ipnotico, e per lo spavento caddi all’indietro. Mi slogai una caviglia; sentii dolore per più di una settimana, ma ebbi il buon senso di non rivelarle che, talmente imbambolato,  le stavo strofinando da almeno un quarto d’ora!
Non fui licenziato per puro miracolo!
Maestro lei dipinge in maniera troppo realistica, ancora oggi, dopo quella volta, mi viene l’impulso di spolverare quelle due bottiglie.”-
E questa è l’insolita vicenda capitata ad un’opera d’arte eccezionale e degna di nota, così come ci è stata raccontata.
Ovviamente il quadro non aveva subito alcun danno ed è ancora oggi al centro dell’attenzione di quanti si recano a gustare i manicaretti in quel noto ristorante.
E’ possibile ammirare il dipinto al seguente indirizzo:
http://www.napoleonenicodemo.com/ws/index.php?route=product/product&path=66&product_id=921
 

Addetto stampa:
Ruta Anna Rita
Via Palermo, 30
65122 Pescara
Tel.  085.296.154
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl