Maurizio Cariati - TEXTURE -

18/set/2014 12.21.04 Curator Contatta l'autore

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Personale di Maurizio Cariati

a cura di Loredana Barillaro

Loft Gallery

Vernissage venerdi 3 Ottobre ore 18.00

Dal 3 Ottobre al 22 Novembre 2014

Via Margherita, 47

87064 Corigliano Calabro (Cs)

 

cell. 347.5948491

 

Vivace, briosa, unica. E’ così che si delinea Texture, la personale di Maurizio Cariati, curata da Loredana Barillaro, che si aprirà alla Loft Gallery di Corigliano Calabro (Cs) il 3 ottobre prossimo.

Una trentina di lavori fra dipinti e disegni, soprattutto di piccole dimensioni, realizzati su tessuto a partire dal 2008. Una mostra che per la prima volta vede accanto ai dipinti estroflessi su tessuto anche opere “piatte” e disegni su carta colorata a creare un unico filo conduttore per raccontare momenti di vita quotidiana in contesti tanto familiari quanto inconsueti.

Una sorta di chiamata a raccolta in cui lavori già visti, appartenenti a collezioni private, si mostrano accanto ad opere inedite. E come per la juta, che l’artista afferma costituire un forte richiamo alla sua terra di origine, allo stesso modo il tessuto interagisce con il soggetto che egli vi ritrae. Una scelta certo non casuale ma fatta con cura, e che suggerisce come il dipinto abbia inizio – letteralmente e in maniera ancora più forte – a partire dal suo supporto, il quale, forse, ha già vissuto una propria vita.

L’artista pone insieme persone, animali e cose atteggiandoli in mode e pose dal piglio ironico, basti guardare le espressioni, la mimica dei volti che, assieme ai titoli, rendono chiaro il “campionario umano” che ci si trova davanti.

“…l’ironia è solo una, nessuna, centomila maschere del volto che rappresento. Fare di un proprio difetto un punto forte e di bellezza è per me la vera perfezione.” (Un intenso rapporto a due, intervista di Luca Cofone, SMALL ZINE N. 6, aprile-giugno 2013, pp 4-5).

Maurizio Cariati allarga quindi il suo spettro di indagine emotiva in un ciclo, un progetto che ha un tempo, un inizio e una fine, e che ora è “necessario” mostrare, ma egli, afferma, è solo uno “strumento attraverso cui un lavoro viene alla luce e decide che ruolo ricoprire nel mondo”.

E Texture in fondo non è altro che una tappa di un percorso che l’artista certamente continuerà a tracciare.

 

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