La mistica non è una malattia - Omaggio a Fabio mauri

30/gen/2007 11.10.00 desserne Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
Oggetto Video-istallazione "La mistica non è una malattia" o “Una intervista rapita”
 
Autore Franco Di Matteo
 
Luogo  
LA DIAGONALE ARTE / DESIGN

Via del biscione 9a, 00186 Roma

333 4559125 / 06 45432226
e-mail:ladiagonale@ladiagonale.it
 
Inaugurazione Giovedì 1 Febbraio 2007 ore 19 / Entrata libera
 
Durata  Dal 1 Febbraio al 10 Febbraio 2007
 
Orario mart - sab 11.00 - 19.30/ lunedi e festivi chiuso
 
Curatori Vittoria Presciutti e Luca Bellocchi
 
Giovedì 1 Febbraio 2007 alle ore 19, sarà presentato, con il patrocinio del Comune di Roma, in omaggio all’artista Fabio Mauri, la video-istallazione di Franco Di Matteo “La mistica non è una malattia” o Intervista rapita” presso la galleria romana, di Campo de’ fiori, la DIAGONALE Arte/Design in via del Biscione 9a .
 
Fabio Mauri nel 1973 sul libro d’artista «  Der Politische Ventilator » pubblica il suo certificato di dismissione da un manicomio. Era il 1952.
Nel 2005  Franco Di Matteo nel filmato “La mistica non è una malattia” o Avanspettacolo della percezione dell’Io” ne ripropone il percorso. Una testimonianza su arte e follia, arte-comportamento.
Mauri dal 1957 propone lo schermo vuoto con la scritta THE END .
Una schermaglia quarantennale, tra lo sguardo e l’eccesso dell’immagine .
 
La video-istallazione è prevista tutti giorni, tranne il lunedì, dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
La DIAGONALE arte/design presenterà nel corso della proiezione un’edizione limitata con cofanetto in sessanta esemplari.
 
 
 
__________________________________________­­
 
 
 
Per società di certezze omologate e coatte, le ‘alterazioni’ di stati di coscienza possono significare il terrore per l’ignoto, con conseguente collocazione delle stesse negli ambiti del patologico e della follia.
Invece, nelle società-civiltà dove l’uomo e il divino sono (o sono stati) la stessa cosa, facevano parte delle qualità che connotavano la condizione sociale più alta, la più ambita ed eccelsa, quella dei sacerdoti, dei guaritori, dei santi.
Sono almeno trent’anni che Fabio Mauri con opere e conferenze, testimonia la sua esperienza di lotta tra la sua consapevolezza d’artista, e le ‘turbe’ che potevano minacciarla.
Per le antiche civiltà, le ‘turbe’ erano manifestazione del Divino; ora se il Divino viene servito al fast-food delle religioni, se ne avrà sollievo immediato al quale però, inevitabilmente, subentra un immiserimento.
Ma lo si vuol capire quanto sia pericoloso dare credito al lato miserabile del Freud ragioniere, che classifica ciò che non può essere classificato (gli esseri umani non sono anguille)!
Mauri parla con lievità del suo giovanile periodo mistico, con curiosità dell’antropologo Elemire Zolla, con ‘ingenuità’, delle astuzie a cui ricorre per la sua mimesis; ne emerge una famigliarità - quasi divertita - con la junghiana ombra, che rimarrà sempre a suggellare i sogni degli umani, ancorché s-divinizzati.
Se proprio dobbiamo essere filologici, allora bisognerà riallineare il concetto e il ruolo dell’artista; chiunque può ideare un mandala, ma è poi l’artista, colui che lo visualizza.
I lavori di Mauri, spesso fungono da talismani - mandala, con i quali l’opportunità di salvarsi rimane sempre a galla.
 Franco di Matteo
 
 
Franco Di Matteo/Biografia
 
Pittore e regista.
Dopo un esordio nelle arti visive si interessa di teatro. Dal 1978 cura la regia di quindici spettacoli e di diverse performances.
Dall’80 realizza cortometraggi e video. Nel 1985 riprende la ricerca nelle arti visive e partecipa a diverse collettive con istallazioni.
Negli anni ’90 utilizza la scrittura, articoli, racconti e sceneggiature.
Dal 2003 collabora con il Comune di Roma con un laboratorio teatrale “La fabbrica dei dannati”, su problematiche di emarginazione sociale.
 
Fabio Mauri/Biografia
 
Nato a Roma, opera nelle file dell'avanguardia italiana dal 1954.
Vive a Bologna e Milano fino al 1957, quindi si trasferisce e lavora a Roma. Ha insegnato 20 anni Estetica all'Accademia di Belle Arti de L'Aquila. E' invitato alla Biennale di Venezia del 1954, 1974, 1978, 1993, e 2003.
Afferma l'artista: "Nessun segno particolare di cultura è fuori da un testo generale storico, e nessun testo generale storico o interpretazione di mondo è fuori dall'enigma più generale dell'universo".
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl