mostra PAC STREET ART, SWEET ART

27/feb/2007 10.49.00 Mariangela Bonesso Contatta l'autore

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 comunicato stampa del 22 febbraio 2007                                                                                                                                               

 

STREET ART, SWEET ART

Dalla cultura hip hop alla generazione “pop up”

 

a cura di                                                                          Alessandro Riva

coordinamento di                                                            Davide “Atomo” Tinelli

progetto realizzato con la collaborazione di                 Wildstylers Media & Art Kitchen

conferenza stampa                                                          7 marzo 2007

inaugurazione                                                                  7 marzo 2007, 18:30

apertura al pubblico                                                        8 marzo - 9 aprile  2007

sede                                                                                 PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Via Palestro 14 - Milano

 

Considerata per anni un semplice prodotto della sottocultura di massa, la tradizione del graffitismo, del writing e della Street Art intesa nel suo senso più allargato è oggi arrivata a irrompere con forza sulla scena artistica “ufficiale”. Complici, in Italia, lo sdoganamento operato da parte di Vittorio Sgarbi, che, nella sua veste di Assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha dato credibilità estetica ai graffiti del Leoncavallo, ma anche le molte personalità di artisti che, in Europa come negli Stati Uniti (da Banksy a Obey), sono tornati a portare una ventata di irriverente freschezza, di “naturale” tendenza alla critica sociale diffusa e di irruenza visiva nel panorama artistico contemporaneo. Oggi, infatti, anche in Italia sta emergendo una nuova generazione di artisti: una generazione disincantata e “aperta”, che ha fatto naturalmente suoi gli elementi della cultura hip-hop americana, di quella neo-situazionista e post-punk europea e di quella del nuovo antagonismo internazionale, ma è anche la più che mai legittima erede della cultura iperpopolare diffusa ovunque nel mondo. È una generazione figlia dei fumetti manga e del cinema di genere, dell’immaginario televisivo e pubblicitario come ovvio e immediato punto di riferimento estetico e culturale, ma con la convinzione che per arrivare a colpire l’immaginario collettivo si può (o si deve) nuovamente passare per il mezzo più semplice e più diretto possibile: la strada. È una nuovissima generazione, sospesa tra cultura hip-hop e iper-pop (prendendo in prestito un termine da internet, si potrebbe chiamarla “generazione pop up”, termine che fa pensare a un’estensione naturale della tradizione pop), abituata ad applicare la propria creatività nelle pubblicità, sulle copertine di dischi, sui manifesti, nelle strade e nell’abbigliamento. È una generazione che si è definitivamente lasciata alle spalle lo snobismo di alcuni artisti “colti”, concettuali o “laureati” per dilagare nelle strade, sui muri, in televisione e persino nelle vetrine dei negozi.

 

Oggi una trentina dei talenti più interessanti della street art italiana vengono presentati al PAC di Milano, grazie anche al contributo della Porro & C., in una mostra che sarà insieme un punto d’arrivo e un punto di partenza per molti di loro. Sospesi tra la necessità di adeguare i loro lavori agli spazi puliti e formalmente asettici del museo e la freschezza di opere concepite, sempre e comunque, per la strada, questi artisti mostreranno l’altra faccia dell’arte degli anni a venire: un’arte che si nutre di un’estetica diffusa che ha le sue radici nel writing storico e nell’estetica della bomboletta spray, ma che si nutre anche di idee nuove e di nuove forme di comunicazione diffusa, delle tecniche di “guerrilla marketing” come dei linguaggi e delle tecniche più nuove, dagli stickers agli stencils alle tante forme di “disordinazione urbana” presenti ormai ovunque nelle città di oggi.

A fine esposizione, alcune opere saranno battute all’asta dalla Porro & C., importante casa d’aste milanese che per la prima volta  pone la propria esperienza a sostegno di questa “particolare” arte contemporanea.

 

Gli artisti presenti in mostra provengono dalle più diverse esperienze. Molti appartengono alla primissima generazione di writers italiani, come Atomo, Airone, KayOne, Rendo, Mambo, Led, Basik, ciascuno dei quali ha elaborato, col tempo, un linguaggio fortemente originale: chi con un’evoluzione in senso plastico, come Joys e la coppia Dado e Stefy; chi con un’attitudine strettamente figurativa, come Marco Teatro, Eron, Wany; e chi ha finito per raggiungere inedite forme di astrazione, come Pho, Rae Martini, Cano. Altri artisti, invece, come Microbo, Bo 130, Blu, Ericailcane, Ozmo, Abbominevole, sono da considerarsi i protagonisti della nuova ondata di street artists (molti dei quali sono già entrati a pieno titolo nel sistema dell’arte “ufficiale”, pur continuando a lavorare anche in strada), con l’utilizzo dei media più diversi e con un’attività che non si limita al solo territorio italiano, ma tocca molte manifestazioni e festival internazionali. Molti di questi sono facilmente riconoscibili per il pubblico delle nostre città: da Pao (l’artista dei “panettoni-pinguino”), a Pus (l’artista degli scarafaggi), a Bros (salito di recente alle cronache per l’autointitolazione della “via Bros - artista contemporaneo”), a Ivan il “poeta di strada” (“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”), a Tv Boy (l’artista del bambino con la testa-televisore), per continuare con Sonda, Aris, Sea, Dem, Nais, Gatto.

 

Una sezione a parte della mostra sarà dedicata a un giocoso Bazaar pop up, a cura di Novamusa, e riunirà oggetti, gadget, accessori, capi d’abbigliamento “griffati” e creati dagli artisti un po’ in tutto il mondo, a testimoniare l’incessante ricerca di nuove forme di comunicazione diffusa dell’arte contemporanea, fuori dagli schemi tradizionali del circuito ristretto gallerie-musei-riviste d’arte. Sarà anche allestito un omaggio all’artista Professor Bad Trip, di recente scomparso, considerato uno degli esponenti più ironici, irriverenti e dissacranti della cultura underground italiana.

 

Le attività didattiche legate alla mostra e le visite guidate per singoli visitatori, gruppi e scolaresche saranno curate da MARTE snc con il contributo di Gruppo COOP Lombardia.  Inoltre, il 15 marzo 2007 è prevista, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana, una giornata di proiezioni, allo Spazio Oberdan di Milano, dedicate alle origini e ai primi storici protagonisti della cultura underground (Ho sparato a Andy Warhol ore 17.00, Face Addict ore 19.00 e Basquiat ore 21.30).

 

Catalogo offerto da Skira.

 

La mostra sarà realizzata con il sostegno di TOD’S, Porro & C. e Arterìa srl.

 

 

Sede                                                  PAC Padiglione d’Arte Contemporanea - Via Palestro 14 - 20121 Milano

                                                          tel 02 76009085 - fax 02 783330 - www.comune.milano.it/pac

Orari                                                  9.30 - 19.00 tutti i giorni. Giovedì fino alle 21.00 . Chiuso il lunedì, eccetto il 9 aprile.

Ingresso                                            GRATUITO

Ufficio stampa PAC                            De Angelis Relazioni Stampa - Via Ollearo 5, Milano, tel 02 324377 - info@deangelispress.it

Ufficio stampa Skira Editore              Mara Vitali Comunicazione - Lucia Crespi, tel 02 73950962 - arte@mavico.it

 
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