Conunicato stampa

12/apr/2007 15.49.00 Mariangela Bonesso Contatta l'autore

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“IL BATTAGLIONE LOMBARDO DEIVOLONTARI CICLISTI AUTOMOBILISTI

E I FUTURISTI NELLA BATTAGLIA DI DOSSO CASINA”

 

a cura di Luigi Sansone

 

 

Inaugurazione                  giovedì 3 maggio 2007

Apertura al pubblico         4maggio - 17 giugno 2007

Orari                                10-20 da martedì a domenica; lunedì chiuso

Ingresso                          Gratuito

Informazioni al pubblico  02 6551445

Sede                                 BPM –Sala delle Colonne – via S. Paolo 12 Milano

Catalogo                          Edizioni Mazzotta

                       

 

Il 15 aprile del 1915,  nell'imminenzadell’entrata in guerra dell’Italia nelprimo conflitto mondiale, il “BattaglioneLombardo volontari Ciclisti ed Automobilisti”, una unitàpara-militare formatasi a Milano che si proponeva di preparare alla guerra isuoi “adepti” addestrandoli alla marcia e al tiro col fucile evestendoli in grigioverde,  passa il vaglio di una specifica commissionemilitare per saggiarne le possibilità di impiego al fronte.

I primi a farne parte furono Umberto Boccioni, Anselmo Bucci, il giovanissimo architetto Antonio Sant’Elia e lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti, tuttiappartenenti al GruppoFuturista, un movimento volto a esaltare il movimento, ildinamismo, la sopraffazione del vecchio e di ogni debolezza,l’ultranazionalismo, il militarismo virile.

Dopo un  periodo di addestramento,il Battaglione Lombardo V.C.A. ( 22 ufficiali, 2 medici, 500 biciclette, 20moto e 4 camion) passa per le strade  di Milano per raggiungere la zona diguerra sulla sponda orientale del Lago di Garda, nelle retrovie del frontetrentino.

Dalle sue fila dovettero però usciretutti i richiamati dalla Mobilitazione Generale e i ragazzi chiamati a leva. Ifuturisti appartenenti a classi non ancora richiamate o riformati di seconda eterza categoria restarono e furono raggiunti dopo poco da altri artisti: aMarinetti, Bucci, Boccioni e Sant’Elia si erano infatti uniti i pittori  Mario Sironi, Achille Funi, Carlo Erba,Ugo Piatti, e  il musicista epittore Luigi Russolo.

 

Col Battaglione V.C.A. i futuristiparteciparono alla battaglia di Dosso Casina,dove il 24 ottobre 1915 fuconquistata un’importante posizione nei pressi del monte Altissimo. Gliaustriaci cedettero quasi subito e non reagirono, come sarebbe successo altrove.

 

La mostra storica “Il Battaglione Lombardo dei Volontari CiclistiAutomobilisti e i Futuristi nella battaglia di Dosso Casina”organizzata dalla Banca Popolare di Milano in collaborazione con Museo dellaPermanente di Milano e Civiche Raccolte d’Arte di Milano dal 3 maggio sino al 17 giugno, vuoledunque rendere omaggio al più famoso deibattaglioni della Grande Guerra condisegni, dipinti, fotografie e documenti che ne raccontano lastoria: dai disegni di Adriana Bisi Fabbriche documentano i volontari ciclisti, con Umberto Boccioni in testa, mentreattraversano salutati dalla folla, a unacaricatura inedita di un volontario ciclista eseguita da Boccioni su unatavoletta di legno; dalle famose “parolibere”di Marinetti dedicate alla battaglia di Dosso Casina, sino ai disegni di Mario Sironi, Carlo Erba eAnselmo Bucci.

Inoltre saranno esposti documenti,bollettini, medaglie, cartoline, riviste e libri sulla storia del BattaglioneLombardo e le foto di tutti gli oltre 500volontari che combatterono a Dosso Casina, nonché l’album  del “cuciniere”del Battaglione Lombardo, Domenico Valsecchi,che raccolse i ricordi di quel periodo, e che è stato recentemente acquistato  dalle Civiche Raccolte d’Artedi Milano:  all’interno dediche, cartoline, fotografie e documenti, un raro disegno futurista di Umberto Boccioniche rappresenta un bersagliere alla carica, uninchiostro di Mario Sironi sui luoghi dove si svolse la battaglia diDosso Casina, un enigmatico schizzo di Ugo Piatti su un episodio avvenuto nellecucine della caserma, alcuni disegni amatita di Anselmo Bucci e Carlo Erba che rappresentano scene di vitamilitare, un disegno di Marinetti in cui il suo famoso “cuneo”scardina il passatismo.

 

Il 1° dicembre 1915 il corpo VolontariCiclisti Automobilisti fu sciolto per esigenze belliche, e i volontari che locomponevano furono congedati temporaneamente, per poi essere richiamati allearmi. Sparsi in giro per i principali fronti di guerra, alcuni di loro pagaronola loro voglia di arruolarsi con la vita, altri furono gravemente feriti ocolpiti da esaurimenti nervosi.

Tra le fila del movimento futuristasi ebbero oltre dieci morti, tra cui Umberto Boccioni ed Antonio Sant'Elia,Carlo Erba.

 

Uffici Stampa mostra

 

Museo della Permanente

Cristina Moretti |02 6551445 | fax 02 6590840 | ufficiostampa@lapermanente-milano.it

 

Studio de Angelis

tel. 02 324377 | 023270133 | stampa@deangelispress.it

 

Edizioni Mazzotta

Alessandra Pozzi |02 878380 | ufficiostampa@mazzotta.it

 

 

I Futuristi  del Battaglione Lombardo

 

 

Umberto Boccioni(1882-1916): entrò entusiasticamente nel Battaglione V.C.A. findagli albori del conflitto. Congedato dopo lo scioglimento del suddetto repartoe tenuto in attesa della chiamata alle armi della sua classe e categoria, vennearruolato nel 29° Reggimento Artiglieria Campale nel luglio 1916. Durante questoperiodo dovette ricredersi riguardo la teoria futurista enunciata da Marinetti,secondo cui la guerra è "unica igienedel mondo". Coniò quindi la sua famosa equazione"guerra=insetti+noia". Umberto Boccioni il 17 agosto 1916 a Sorte cadderovinosamente da una cavalla della batteria con cui si stava recando a Verona:fu soccorso e portato all’Ospedale Militare di Verona, dove i medici looperarono immediatamente, ma tutto fu vano e morì dopo poche ore.

 

Anselmo Bucci (1887-1955): inizia adipingere giovanissimo e compie gli studi in Veneto. Nel 1905 si iscriveall’Accademia di Brera a Milano, ma già nel 1906 va a vivere a Parigi.Qui Bucci abita a Montmartre dove frequenta Modiglioni, Severini, Picasso,Utrillo, e altri artisti.

Nel 1914, allo scoppio della guerra,si arruola volontario nel Battaglione Ciclisti e diventa uno dei più prolifici“Pittori della guerra”.

 

Carlo Erba(1884-1917): nel 1908 si scrive all’Accademia di Brera aMilano, qui conosce Bonzagni, Carrà, e Romani, con cui espone nel 1909 allaFamiglia Artistica.

E’ presenteall’esposizione annuale della Permanente (1911-12) e alla Biennale diBrera (1912-1914). Nel 1913 aFirenze è in contatto con Soffici. Interventista, si arruola nel 1915 con iFuturisti nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti, diventa sottotenentedegli alpini e muore durante la Battaglia del monte Ortigara nelgiugno 1917.

 

Achille Funi(1890-1972): si iscriveall’Accademia di Brera e frequenta l’ambiente futurista, esponendonel 1914 alla prima mostra di Nuove Tendenze. Nel 1915 si arruola con iFuturisti e nel 1919 partecipa alla Grandeesposizione nazionale futurista a Palazzo Cova. Nel 1922 è tra iSette Pittori Italiani ad esporre alla prima mostra del gruppo (GalleriaPesaro, 1923) e alla Biennale di Venezia del 1924.

 

Filippo TommasoMarinetti (1876-1944): fondatore del Movimento Futurista, si arruolò nel Battaglione V.C.A.subito dopo lo scoppio della guerra. Quando il reparto fu sciolto, Marinettiritornò a Firenze in attesa di iscriversi al primo Corso Allievi Ufficialidisponibile, mostrandosi insofferente per la lontananza dalla Zona di Guerra.Nel 1917 fu promosso tenente e divenne comandante di un reparto di autoblinde“Fiat Ansaldo 74”;nel febbraio 1917 ricevette una medaglia di Bronzo al Valor Militare. Reducedalla rotta di Caporetto, fu destinato al fronte dell’alto Piave nel 112°Gruppo Autoblinde del 14° Raggruppamento. Partecipò alla Battaglia di VittorioVeneto, durante la quale, per il coraggio dimostrato, fu decorato conun’altra medaglia d’Argento al V.M.

 

Ugo Piatti(1880-1953): frequenta l’Accademia delle Belle Arti diBrera e si avvicina al movimento futurista. Nell’aprile del 1911partecipa con Boccioni, Russolo e altri futuristi alla Prima mostrad’arte libera al Salone Ricordi di Milano. Dal 1913 collaboraassiduamente con Russolo e il 2 giugno dello stesso anno viene presentata, perla prima volta, una serie di intona-rumori nel teatro Storchi di Modena. Nel1915 si arruola nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti cui segue unperiodo di addestramento a Gallarate. L’11 dicembre del 1915 conBoccioni, Martinetti, Russolo, Sant’Elia e Sironi firma il manifesto L’orgoglio italiano, diffuso involantino.

 

Luigi Russolo(1887-1947): Partì per il fronte con il Battaglione V.C.A. già dal1915, allo scioglimento di questo restò nel Battaglione Volontario alpino,frequentò il Corso Allievi Ufficiali a Verona e nell’estate 1916 fupromosso sottotenente e trasferito al  5° Reggimento Alpini Battaglione “ValBrenta”. Il 17 dicembre 1917, durante un’azione contro MalgaCamerona (monte Grappa) in piena “Battaglia d’Arresto”, iltenente Russolo fu gravemente ferito al cranio. La guarigione fu lunga ecomplessa, fu trasferito in diversi ospedali militari, da Napoli a Milano, dadove fu dimesso solo nell’aprile 1919. Fu decorato con una medagliad’Argento al V.M.

 

AntonioSant’Elia (1888-1916): entrò a far parte del BattaglioneV.C.A. nel luglio 1915, congedato in attesa di chiamata fu riarruolato neglialpini in un plotone allievi ufficiali e nella primavera 1916 fu promossosottotenente e passò in fanteria. Il 6 luglio, durante un’azioneoffensiva sul monte Zebio, mentre si lanciò all’assalto assieme alplotone di lanciatori di bombe che comandava, fu ferito alla testa e vennedecorato con una medaglia d’Argento al V.M. Nell’autunno 1916 vennepromosso tenente e diventò comandante di compagnia. Fu ucciso da una pallottoladi mitragliatrice che lo colpì mentre guidava all’assalto i suoi uominiin una trincea sul settore di Sober, davanti a Monfalcone, il 10 ottobre 1916.

 

Mario Sironi(1885-1961): volontario nel Battaglione V.C.A., allo scioglimentodi questo reparto, non essendo mobilitabile per problematiche legate allasalute, si arruolò volontario nel regio esercito, fu dichiarato abile edammesso al Corso Allievi Ufficiali di Torino, da cui uscirà sottotenente nellaprimavera 1917. Venne destinato al Comando Genio di Pieve di Cadore. In questazona rimase dislocato, con l'VIII° Corpo d'Armata, sino alla fine della guerra.

 

 

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