Specchio non mente
Lo specchio è lì, faccio di tutto per non incrociarlo, mi nascondo nel buio.
Sembra acceso e pulsante, illuminato da un alone lattiginoso.
Lo evito strisciando sul pavimento, non voglio che mi veda.
Quando mi specchio mi squarcio, i miei pensieri escono e traboccano, si stampano sulla superficie, a volte sanguinano.
Velocemente affiorano immagini sulla lastra, velocemente appare qualcosa di me, passato, presente, futuro.
E cerco la piega, l’impronta, il segno che mi dica ancora: “Esisti”.
Lo specchio come una tela bianca dove scorre il mio pigmento, frammenti di me si ricompattano in forme, a volte trasfigurate dal trucco.
Inseguo sagome e desideri, scopro percorsi segreti che portano al magma indistinto o al magico volto di creature che prendono vita.
Il colore come linfa attraversa la superficie, si addensa in perimetri, dettaglia e incide anime e corpi, sfuma in lontananze, si perde nel buio e infine s’impenna in un vortice veloce che in fondo è ancora un riflesso di me.
Esisto in questa porzione che ho di fronte, in questa “isola” vado e vengo, scivolo con smalti e mi rapprendo, mi fermo e avanzo in colature.
Sono verde, viola, nero, sono rosso scarlatto, sono ancora più vero di un cielo.
Perché specchio non mente.
Pier Maurizio Greco