comunicato stampa mostra scultura 23 giugno

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22/giu/2007 10.10.00 vanessa correro Contatta l'autore

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Sabato 23 giugno, alle ore 18 si inaugurerà, presso il Palazzo della Corgna a Città della Pieve, una mostra dello scultore Marco Perli.

La mostra è organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Città della Pieve, curata da Liliana Grasso ed allestita dall’architetto Vanessa Correro.

Ventidue sculture, di cui sei grandi e 16 di media e piccola, che hanno in comune lo sforzo dell’artista per ritrovare e poi perdere l’identità corporale. Solo volti e mani permettono loro d’esprimersi perché il corpo si mimetizza nella geometricità della materia.

I materiali utilizzati sono la sabbia, la creta ed il legno lavorati in modo da rievocare un marmo polveroso ed arcaico quasi che le sculture, pur essendo espressione di un’arte attualissima, provenissero da molto lontano e parlassero un linguaggio antico.



“Marco Perli ha scelto il linguaggio lento della scultura, e non solo, appartiene a quella scuola di scultori contemporanei che hanno scelto la tradizione figurativa assimilandola prima e poi usandola con libertà e naturalezza. Questo atteggiamento nei confronti della tradizione permette a Perli di affrontare la contemporaneità con la consapevolezza che, con lo strumento della tradizione, egli è chiamato non a rievocare il passato, bensì a raccontare il suo tempo, a dare significato e forma agli argomenti ed alle istanze dei nostri giorni.

Ecco allora le sue sculture, creature che abitano luoghi di frontiera sospese fra il presente e il futuro. Creature ambigue, che non sapresti come definire, molto antiche e allo stesso tempo molto moderne, figure modellate dai venti e dalle piogge in un luogo senza tempo. Immobili, assorte, in ascolto di un messaggio misterioso che sembra giungere dall'infinito.

Testimoni di un mondo lontano anni luce dalla nostra epoca, che pure con la loro fioritura di umanità sono a noi vicinissime.

Marco Perli trasferisce nella pietra, nel legno o nella creta un mondo interiore fatto di riflessioni; ci conduce ad osservare la dimensione del tempo vissuto e delle sue figurazioni nell’anima. Ci trasporta in una dimensione in cui il tempo dell’attesa e quello della speranza ma anche il tempo della noia e della malinconia, della vecchiaia e della giovinezza, sono le strutture portanti della condizione umana. La dimensione temporale delle esperienze contribuisce a fare emergere gli elementi profondi della vita interiore e della vita emozionale, a cogliere il senso della trepida speranza quando guardiamo al futuro di un tempo non ancora vissuto e il senso nella sofferenza, quando il tempo vissuto si frantuma e non ci sono più attese.”

Liliana Grasso



Marco Perli, nato a Caracas, Venezuela, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Perugia e, da alcuni anni, vive in Umbria dove lavora come scultore e fotografo.
 
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