FRANCO CIONI (PiziArte)

04/ago/2007 19.49.00 PiziArte Contatta l'autore

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FRANCO    CIONI (in mostra presso la Galleria Piziarte)

http://www.piziarte.net  

Galleria Piziarte (Associata ANGAMC - Associazione Nazionale delle Gallerie
d'Arte Moderna e Contemporanea.)

Viale F. Crucioli 75 a
64100 Teramo

Curatori: Manuela Cucinella , Patrizia Alice Cucinella.


Per info sulle opere disponibili:

0861 /252795 (T./F.) (In caso di nostra assenza lasciateci un messaggio,Vi
richiameremo)
339 / 2780866
339 /4935925


info@piziarte.net  (scriveteci, Vi risponderemo)

http://www.piziarte.net  

di     Franco Cioni    scrive     Carolina Lio

Colori opachi. Una nuova figurazione incerta, lasciata volutamente sfocata.
Tratti del viso imprecisi per rendere l'idea della tensione. Sono questi i
caratteri principali delle tele del pittore e agronomo Franco Cioni
(Bologna, 1959). I suoi soggetti sono donne dagli occhi di ghiaccio, uomini
dal portamento sicuro, scene di fuga e ambienti privati e sofisticati con
splendide ragazze in abiti da sera. L'impressione è che si tratti di tavole
d'illustrazione per romanzi americani di spionaggio anni '70, e l'effetto è
aumentato dalla scelta di titoli come I was afraid he might have killed her
e Protection, zona pericolosa. Le dimensioni, spesso e volentieri su scala
reale, aiutano ulteriormente il visitatore a sentirsi parte della storia in
corso o, per lo meno, a fargli immaginare di essere su un set
cinematografico di un remake di James Bond.
Buona parte delle opere esposte in quest'ultima personale sono incentrate
sul tema della fuga. Che si svolge in spazi urbani e ha come protagonisti
eroi ed eroine affascinanti e dall'espressione decisa. E si direbbe una vera
e propria evasione dalla città, costruita in modo impersonale, senza altre
presenze umane, priva di colori, monumentale e senza segno di vita. Con la
sua vuotezza inanimata essa è la metafora dell'ambiente sociale freddo e
inospitale da cui Cioni vorrebbe isolarsi, lasciandosi alle spalle tutti i
caratteri che compongono le sue scenografie. Dalla robotizzazione, alla
tirannia tecnologica, alla solitudine degli abitanti, alla dedizione
all'apparenza, fino all'artificialità e la menzogna.
In Agire, ecco la vera intelligenza e in Escape yuorself la fuga è tentata a
piedi, scavalcando e sfidando le strutture architettoniche della metropoli
industriale, che diventano mano a mano più oppressive e sembrano essere
infinite. In La fuga e La donna dagli occhi verdi l'impresa si svolge in
macchina, e sembra che ad inseguire i protagonisti sia il tempo. O magari lo
stesso cosiddetto progresso. In entrambi i casi non si riesce mai a scorgere
l'uscita di quello che sembra essere un vero e proprio labirinto, privo di
orizzonti e ricco di insidie. Perché la fuga dal futuro è sempre e comunque
destinata a fallire.

http://www.piziarte.net/cioni.htm

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