MAi dire Mao alla Fiera di Parma

MAi dire Mao alla Fiera di Parma Un' ironica mostra dal 22 al 30 settembre alla Fiera di Parma "Mai dire Mao", il Grande Timoniere diventa icona pop Artisti e designer "rivisitano"immagini, stile e simboli della Rivoluzione cinese Se a consacrarlo icona pop planetaria fu Andy Warhol, che ne riprodusse l'effigie in dipinti ormai da quotazioni stellari, oggi Mao Tse Tung è al centro di una mostra ironica, ma non irriverente, che si svolgerà dal 22 al 30 settembre alla Fiera di Parma.

04/set/2007 19.20.00 Kouros Contatta l'autore

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Un’ ironica mostra dal 22 al 30 settembre alla Fiera di Parma                                                                                         


  “Mai dire Mao”, 
il Grande Timoniere     
diventa icona pop                              
Artisti e designer “rivisitano”immagini,          
stile e simboli della Rivoluzione cinese           

Se a consacrarlo icona pop planetaria fu Andy Warhol, che ne riprodusse l’effigie in dipinti ormai da quotazioni stellari, oggi Mao Tse Tung è al centro di una mostra ironica, ma non irriverente, che si svolgerà dal 22 al 30 settembre alla Fiera di Parma.

In esposizione le opere di artisti italiani e stranieri, ancora ispirati dalla figura del Grande Timoniere, diventato come Che Timoniere, diventato come Che Guevara un simbolo a tutto campo del XX secolo. Intitolata “Mai dire Mao- Servire il Pop”, la rassegna è stata organizzata nell’ambito de “Il mercante in fiera”, la manifestazione

antiquaria che ogni anno richiama migliaia di espositori e visitatori da tutta Europa. Scopo del curatore Gherardo Frassa (che si è avvalso della collaborazione di Claudia Gianferrari) non è quello di sottolineare il profilo storico né il ruolo politico del presidente Mao, tuttora molto controversi, bensì indagarne la sua natura di icona universale, capace di influenzare a distanza di decenni tanto la produzione quanto il merchandising. Considerato nell’attuale Cina il Padre della patria, Mao è stato un punto di riferimento ideologico per le generazioni di studenti occidentali nei decenni ‘60 e‘70, fino a diventare protagonista indiscusso anche della cultura popolare dell’epoca. Una rassegna ironica, ma non irriverente, che non riprende il profilo storico né il ruolo politico di Mao ma la sua natura di icona pop, elemento che risulta essere alla base della creatività che ancora vive in oriente ed in occidente, nel nord e nel sud del mondo slogan della mostra di Parma (una sorta di manifesto di intenti che riunisce numerosi artisti) riprende, sdrammatizzandole, le parole d’ordine della rivoluzione maoista, quel “servire il popolo", che ora diventa “Servire il Pop”, con l'immagine di Mao nella locandina della manifestazione affiancato da un sornione Piero Chiambretti, secondo gli stilemi dell’iconografia cinese di quegli anni. La rivisitazione di Mao in chiave moderna prosegue sotto forma di manifesti, ceramiche, bandiere, abiti, editoria della Rivoluzione Culturale e attraverso citazioni più o meno irridenti, suddivisi in tre sezioni (altrettanto sarcastiche): Officina Pop, Casa del Pop e China Pop. 

In Officina Pop sono appunto riuniti gli artisti, gli illustratori, i designer che hanno aderito a “Servire il Pop”, con l’obiettivo di non dimenticare «i bianchi e neri dell’ideologia, i rossi delle bandiere e dei libretti, i gialli di stelle e falci & martello, i blu e i verdi delle uniformi rivoluzionarie, colori forti, semplici, ottimisti, infantili, entusiasti, pre-postmoderni, senza facili liquidazionie senza facili assoluzioni, perché il Pop è di tutti, il Pop è del popolo». Ecco quindi le opere degli artisti della Galleria Blanchaert, i lavori realizzati da "Quelli del 13 X 17", gruppo fondato nel 2005 da Momò Calascibetta (autore di “Sei personaggi in cerca di Mao”) , Cristina Alaimo ( autrice di " Servire il Pop per far felice Mao" ) ed Elena Agudio,  quando alla Biennale di Venezia fu soppresso il Padiglione Italia. Mostra itinerante che conta oltre 1600 partecipanti, attualmente esposta a Murano. Il formato delle loro opere è naturalmente 13x17 centimetri o un multiplo dello stesso; saranno allestite, come nell’operazione originale, mediante calamite applicate su lastre di ferro. 

Immagine di Momò Calascibetta-"Sei personaggi in cerca di Mao"-2007


 “La Casa del Pop offre cinema, cibi e bevande fra la via Emilia e l'est. Film rosso rosso: una selezione di Romano Frassa di frammenti da film originali cinesi d’epoca e da opere .di Godard, Bellocchio, Bertolucci, Antonioni .Mao bar : cocktails & drinks di spirito ad alta gradazione maoista. La cucina è vicina: ricette rivoluzionarie di Nella Zanotti tra cui spaghetti per un movimento di massa al ragù di funghi, la liberazione del raviolo è nell’unità dei sapori, prosciutto nella cooperazione agricola. 

La mostra della Fiera di Parma prevede anche “China Pop”: nel Maousoleum, saranno esposti e messi in vendita giacche delle guardie rosse, ceramiche rivoluzionarie, manuali di grafica di propaganda, sveglie, statue di Mao, specchi e perfino alcuni esemplari dei celeberrimi libretti rossi.  


La rassegna, ideata e curata da Gherardo Frassa, è organizzata in collaborazione con Fiere di Parma.
Il progetto di allestimento è di Dario Cavaletti con Annaluce Canali; il coordinamento editoriale di Giancarlo Ascari e la grafica di Edoardo Perri. L'organizzazione generale di Roberta Gaito.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.fiere parma.it, visitando le pagine dedicate a Mercanteinfiera autunno 2007 
e su www.artmomo.com/blog


Titolo
Mai dire Mao - Servire il Pop
Data
22 - 30 settembre 2007
Luogo
Mercanteinfiera - Padiglione 8
Via Rizzi, 67/A - 43031 Parma 
Tel. 0521 9961
Orario
tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso: Intero 10,00 € - ridotto 8,00 € (da 9 a 14 anni o acquistato on-line sul sito http://biglietteria.fiereparma.it) - Bambini fino a 9 anni gratuito
Catalogo
edito da Nuages, Milano - stampato da Intese Grafiche, Brescia
336 pagine - € 18,00







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