Doppia mostra alla Galleria Falteri di Firenze

Oggi la mia arte è preghiera.

26/set/2007 14.30.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Doppia inaugurazione alla Galleria Falteri di Antonio Berni che torna all’incisione dopo un anno di mostre di pittura. Per la prima volta a Firenze uno dei maggiori artisti della Ex Yugoslavia SAFET ZEC e la sua opera grafica. Dalla vastità dell’opera nascono due mostre consecutive che espongono ciascuna 30 incisioni di grande formato realizzate dal 1992 ad oggi (tutte le opere antecedenti il 1992 sono andate perdute nella furia devastatrice della guerra) dall’11 ottobre la prima tranche e dall’8 novembre la seconda, che rimane aperta fino all'8 dicembre.
SAFET ZEC, nato in Bosnia nel 1943, è arrivato in Italia con la famiglia nel 1992 in conseguenza della guerra dei Balcani; oggi vive e lavora a Venezia. Dalla fine della guerra torna spesso nel suo paese a Pocitelj vicino Mostar dove, dalle rovine del suo atelier di grafica, ha recentemente fondato una scuola di incisione per giovani artisti.
Artista di fama internazionale, oltre 100 mostre all’attivo, un suo autoritratto è stato esposto tra quello di Picasso e di Duchamp alla mostra Moi!, inaugurata al Museé du Luxembourg di Parigi, e poi agli Uffizi; lo scrittore e filosofo Jorge Semprun sta lavorando a un saggio sul suo lavoro; l’International League of Humanists gli ha conferito il premio umanistico Linus Pauling. Vincitore del Premio Siascia nel 2002, quest’anno è stato insignito del titolo di Chavallier de l’Ordre des Arts e des Lettres dalla Repubblica Francese.
“Da una guerra si esce sempre allo stesso modo, con in mano un sacchetto con poche cose o senza niente. Io ho il diritto e il dovere di dipingere e incidere come dipingo e incido oggi. E’ la mia battaglia quotidiana. Contro le stupidaggini, la tv che vende, lo scherzo scacciapensieri in cui vogliono farci vivere. (…) Creare dopo Sarajevo? Non potevo continuare con paesaggi poetici, alberi meravigliosi. Oggi la mia arte è preghiera. Ha un’altra drammaticità, una gestualità diversa. Non raffiguro temi religiosi, la religiosità è nello sguardo concentrato su piccole cose semplici, un piatto, una pagnotta, un cestino, una mano, una finestra. Dietro la sofferenza cerco sempre la bellezza. Nel mio lavoro c’è l’eco dei maestri del passato, certo, Rembrandt è il mio padre artistico. Prima, prima della guerra, mi definivano “realista poetico”. Dopo, ogni gesto è preghiera”. Così dice Safet Zec, in un’intervista a L’Espresso del 15 settembre 2005.
GALLERIA FALTERI via della Spada 38r, Firenze - tel. 055 217740 - apertura dal martedì al sabato ore 10.00 - 13.30 e 16.00 - 19.30 www.falteri.it


Nicoletta Curradi

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