Guglie e Rinasce-Re

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30/set/2007 13.30.00 giada lomi Contatta l'autore

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SOQQUADRO
Presenta:

Guglie e Rinasce-Re

Sabato 6 ottobre alle ore 18.00 presso la Fortezza Girifalco, rocca medicea che domina Cortona (Arezzo) si inaugurano le mostre: Guglie e Rinasce-Re.

“Guglie”: 15 artisti riflettono sul senso della spiritualità nell’arte contemporanea all’ombra del XX secolo.

“Rinasce-Re”: 12 artisti realizzano oggetti d’arte con materiali di riciclo.

Espongono:

Guglie:
Andrea Artusi - Marco Barucco - Lello Bavenni - Marco Bellagamba –
Laura Candy - Luca Fortunato - Luciano Giovannini
Laura Limpidi - Flavia Manfroncelli - Franco Marchiolli - Giulio Orioli
Gerardo Russo - Lidia Scalzo - Antonio Spagnuolo - Enrico Zingaretti

Rinasce-Re:
Luca Bellaccini - Serena Bigliani - Angelo De Boni - Beatrice Ercoli
Tiziana Guidi - Hector & Hector - Elisa Maria Teresa Littera
Andrea Mercedes Melocco - Caterina Morelli - Angela Scappaticci
Gloria Tranchida - Lavinia Tucciarelli


DURATA: dal 6 al 13 ottobre 2007
INAUGURAZIONE: Sabato 6 ottobre ore 18.00
ORARI DI APERTURA: tutti i giorni 10.00/13.00 – 14.30/18.00
LUOGO: Fortezza Girifalco, V.le Santa Margherita, Cortona (Arezzo)
ORGANIZZAZIONE: SOQQUADRO
COLLABORAZIONE: Ass. Cult. Minerva
PATROCINIO: Comune di Cortona
CURATRICI: MARINA ZATTA e CLAUDIA CARTA
INFO: tel. 06.4504846 cell. 333.7330045
@mail: soqquadro@interfree.it
web: www.soqquadro.eu

Guglie è una moderna riflessione sul senso della spiritualità espresso da 15 diversi artisti. Il riferimento del titolo è alle Guglie delle cattedrali gotiche che si elevavano verso il cielo alla ricerca espressiva della spiritualità medievale. Gli artisti di questa mostra hanno realizzato opere strette e lunghe esprimendo con la dimensione verticale la concezione delle guglie gotiche. Le opere esprimono incertezze o determinazioni scatenati dal senso della spiritualità nel mondo moderno. L’epoca attuale è al contempo atea e religiosa ed in entrambi i casi spesso lo è in maniera integralista. Negli stessi spazi urbani convivono tante e diverse dimensioni del credere o negare l’esistenza del divino; queste diversità a volte coesistono pacificamente, altre volte si scontrano incapaci di tessere un dialogo. L’arte in quanto espressione del pensiero umano, ha il diritto/dovere di esprimere la propria visione su temi che coinvolgono la società. Anche in questo c!
aso gli artisti, con le loro diverse riflessioni, esprimono la supremazia del dubbio contrapposto alla banalità della certezza che spesso caratterizza le forme di ideologia portando gli uomini allo scontro anziché alla comprensione reciproca.

Nell’ambito di una visione sociale interessata alle modifiche ambientali del pianeta nasce Rinasce-Re, un progetto dedicato ad artisti che lavorano con materiali di risulta. In un mondo in cui le problematiche ambientali sono sempre più pressanti, l’arte è maggiormente attenta al fenomeno ecologista; sono in aumento gli artisti che dedicano il loro lavoro alla realizzazione di pregiate opere d’arte create con oggetti rifiutati dalla società dei consumi, scarti reali che si impreziosiscono, attraverso il meccanismo concettuale del pensiero creativo. L’Arte in questo modo da una risposta concreta e fortemente simbolica alla società dell’usa e getta, del consumismo sfrenato che non produce nessun tipo di amore nei confronti delle “cose” che vengono considerate prodotti e mai manufatti.
Nel suo testo poetico: “Fra tutti gli oggetti” Bertolt Brecht diceva:

“Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani; simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante vote apprezzati…”

In questa linea concettuale gli artisti che oggi operano con l’arte del riciclo esprimono un bisogno antico ed attualissimo di rapporto d’amore e non solo utilitaristico tra l’uomo e le cose che egli stesso crea, delineando un solco profondo di differenza tra una cultura che mira all’avere come suo principio di base ed un’altra che predilige l’essere.

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