Specchi d'acqua


 
 

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galleria Roma 
Arte    contemporanea
via Maestranza 110      Siracusa
www.galleriaroma.it

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COMUNICATO STAMPA

   

Oggetto: Mostra Personale
Titolo:"Specchi d'acqua"

A
utore: Beatrice Santuccio 
Presentazione:
Paolo Meli
Luogo: via Maestranza 110  Siracusa
Data: 27 ottobre / 6 Novembre  2007
Inaugurazione:
 
27 ottobre  2007
Ore: 18,30
 
Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato
Assistente di Galleria: Francesco Allegra

Ingresso Libero
Orario di apertura dal martedì alla domenica 18,00-20,30

Info
: 0931/746931

cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

 

 

Specchi d'acqua

Beatrice Santuccio dipinge da anni prediligendo la pittura all'aperto. Nella sua casa accogliente  si respira da sempre arte, pittura, musica e poesia.
La sua prossima personale di pittura presso la Galleria Roma in Via Maestranza a Siracusa dal 27 ottobre al 6 di Novembre, si intitola non a caso "Specchi d'acqua". L'acqua e i suoi riflessi sono l'unico soggetto ricorrente delle sue tele, dove la pennellata sciolta e i colori morbidi sembrano trovare il pretesto ideale per intrecciare una fantasia di sfumature che danno all'occhio un senso di grande armonia e di movimento.
Provate a guardare i suoi quadri prima a distanza ravvicinata, poi più da lontano, Ogni volta restituiscono  emozioni diverse. Beatrice Santuccio dimostra la padronanza della tecnica pittorica che solo gli artisti consumati riescono a conquistare in tanti anni di esercizio.
Il pretesto impressionistico e figurativo serve solo a cesellare motivi astratti di tessitura cromatica. L'acqua, che rispecchia i colori della vegetazione circostante, non è mai uguale. E' un caleidoscopio di colori che la pittrice riesce sempre ad amalgamare con ottimo equilibrio tonale.
L'acqua, è evidente, è una metafora della mutevolezza dell'anima, e questa pittura ha il sapore della poesia che giocando con le parole evoca suggestioni, impressioni oniriche e assomiglia all'atmosfera del sogno, dove
si mescolano assieme sentimenti d'ogni genere. Come il sogno, questi quadri sfuggono alla memoria. Appena finito di guardarli, la sensazione svanisce un attimo dopo. Vivono dell'attimo in cui li si esplora, invitano a perdersi chi li guarda in un un effetto ipnotico, e poi, una volta distolto lo sguardo, l'osservatore torna al reale.


        Paolo Meli
 

 

 

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