Comunicato stampa convegno TIFQ a Milano, 30 nov07

Comunicato stampa convegno TIFQ a Milano, 30 nov07 COMUNICATO STAMPA Invigore il decreto legislativo 193, nuove regole per la sicurezza alimentare Approvatolo scorso 6 novembre il decreto che attua la direttiva 2004/41/CE e le nuovesanzioni Milano, 12 dicembre 2007 - La sala delle Colonne di Palazzo Giureconsultilo scorso 30 novembre ha ospitato il convegno "La tutela della salutecome valore di impresa".

12/dic/2007 09.49.00 MGP Comunicazione Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Invigore il decreto legislativo 193, nuove regole per la sicurezza alimentare

Approvatolo scorso 6 novembre il decreto che attua la direttiva 2004/41/CE e le nuovesanzioni

 

Milano, 12 dicembre 2007 – La sala delle Colonne di Palazzo Giureconsultilo scorso 30 novembre ha ospitato il convegno “La tutela della salutecome valore di impresa”.

Il coordinatore scientifico dell’incontro professor MaurizioPodico,biologo, docente presso l’Università degli studi di Parma e componentedel Comitato Scientifico TIFQ, interpellatosulla recente approvazione del decretolegislativo 193 che attua la direttiva 2004/41/CE sottolinea: “Spero che in breve tempo illegislatore emetta circolari chiarificatrici, in modo da conoscere con certezzacome dovrà comportarsi colui che fino al 6 novembre deteneval’autorizzazione sanitaria e ora si trova a fronteggiare il nuovoistituto della DIA, la Dichiarazione diInizio Attività, senza aver modificato la propria impresa alimentare.Ritengo, inoltre, che il decreto legislativo 193 sancisca la fine del regimetransitorio del vecchio “Command andControl” che fissava rigidi e specifici requisiti operativiindiscutibili e obbligatori. Con la nuova norma si intravede da una parte unamaggior elasticità abbinata ad una maggior responsabilità nella gestione,consapevole e qualificata, da parte degli imprenditori”.

         Uno deipunti salienti del decretolegislativo 193 risiede nell’abrogazione dell’istituto dell’autorizzazione sanitaria. Inpassato, chiunque avesse voluto aprire una attività legata al settoreagro-alimentare era tenuto a ottenere la conformità della struttura  tramite ilconsenso favorevole della Asl. Ovvero, avrebbe dovuto richiedere una “lettura critica” di ambienti etecnologie per poi ottenere una “attestazione”che confermava inequivocabilmente  la conformità ai dettati d’igiene.

Conil nuovo decreto questa prassi èdecaduta in quanto formalizza l’abolizionedell’art. 2 della legge 283 del 1962. Dal 6 novembre infatti il legislatorerichiede agli operatori del settore di emettere una “Dichiarazione di InizioAttività”, DIA, dove si affermi che la struttura, gli ambienti e letecnologie siano a norma. In questo modo, icontrolli da parte delle autorità preposte non sono più obbligatori,anche se idealmente potrebbero esserci in qualunque momento. Quindi, appareevidente la volontà del legislatore di incrementare pesantemente la responsabilità dell’imprenditore.

         Loscenario giurisprudenziale in cui il decreto legislativo 193 si inserisce èquello occupato in precedenza dal regolamento della Comunità Europea numero 852del 2004. Aquesto regolamento il legislatore italiano ha aggiunto alcune linee guidaapplicative introducendo il concetto della Dichiarazione di Inizio Attività.

Insecondo luogo il decreto 193 va operativamente a sanzionare coloro che non effettuanole DIA o coloro che, non dovendo, non provvedono ad aggiornarla.

         Lalegge 852 e il decreto legislativo 193 sono disposizioninormative la cui modalità di applicazione necessiterà, nella parte di realeapplicazione, di tempi lunghi per il loro completo recepimento.

          

Riccardo Giambelli, direttore del TIFQ(l’Istituto per la qualità igienica delle tecnologie alimentari) entepromosso da Assofoodtec, durante l’assise ha parlato della“Attestazione igienica delle attrezzature dei materiali come unimportante supporto per le imprese alimentari”.

Un intervento, quello di Giambelli, che ha preso il viasull’onda lunga della recente approvazione del decreto legislativo 193 del 6 novembre 2007, che attua ladirettiva 2004/41/CE relativa aicontrolli in materia di sicurezza alimentaree applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimosettore.

Ildecreto legislativo 193 elimina le norme, oparti di esse, ancora esistenti relative a direttive europee giàabrogate da precedenti regolamenti o decreti e fissa l’immediataerogazione di sanzioni amministrative (sino a 9000euro per ogni non conformità) agli operatori di aziende agro-alimentarila cui condotta non risulta essere conforme ai principi di igiene.

Durante l’incontro, il direttore del TIFQ ha parlato deisettori di interesse del suo ente:le tecnologie alimentari delle attrezzature e dei processi, le tecnologie usate per il confezionamento e l’imballaggio dei cibi e gli impianti usati per la conduzione dell’acqua destinata al consumoalimentare. In merito a questo parametro i materiali e gli oggetti chetrasportano gli alimenti o i liquidi non devono in alcun modo trasferire aglistessi sostanze che potrebbero costituire un pericolo per la salute umana,oltre a non modificarne la composizione chimico-fisica e a rispettarne le caratteristicheorganolettiche.

Nel suo intervento, Giambelliha ricordato inoltre il concetto diigienicità, inteso comeun nuovo strumento per le imprese. Unostrumento in grado di assicurare chegli alimenti e l’acqua destinataal consumo umano siano stati processatiall’interno di impianti e da apparecchiatureconformi e igienicamente idonee.Cioè detengano requisiti peculiari come la rintracciabilità, la conformitànormativa e la qualificazione igienico-sanitaria dei materiali e dei componentiutilizzati in contatto con i cibi.

Giambelli ha quindi sostenuto l’importanza dellacreazione di un “sistema di qualitàigienica”, recepito comeelemento qualificante per l’intera filiera agro-alimentare e presuppostoche tuteli la competitività di questo settore in Italia e all’estero.

Per conseguire gliobiettivi preposti, TIFQ opera attraverso la verifica dellaapplicazione normativa e attraverso strumenti propri quali “Linee guida” o “Manuali di buonaprassi igienica” e “Regolamenti settoriali”.Vengono anche stilate specifiche check list di controllo, prima di rilasciarel’omologazione di conformità normativa e il rilascio formale del Marchio di conformità Igienica Tifq per letecnologie alimentari dei processi, per  le attrezzature e le tecnologie dell’acqua potabile.

Il TIFQ hacolto questa importante occasione divulgativa per presentare la proposta chepossa maggiormente tutelare la competitività di prodotti conformi allenormative e tutelare le aziende che hannoottenuto una verifica di parteterza.

IlTifq propone quindi la costituzione di un albodedicato alle imprese verificate da una terza parte. Albo che comprenda le aziende detentricidella totale conformità airequisiti posti dalle normative, oltre a dare garanziadel mantenimento nel tempo della conformità e della attestazione.

 

Ancora una volta TIFQ è il partner ideale perl’attestazione di conformità delle tecnologie di processo

 

 

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