COMUNICATO - Sezione ARTE - PITTURA

28/gen/2008 17.50.00 PITTart.com Contatta l'autore

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MOSTRA PERSONALE DI ANNA MARIA GUARNIERI

Abstract: Nel salone del Palazzo Cerretani di Firenze, sotto il grande soffitto affrescato da Vincenzo Meucci e con l'alto patrocinio del Consiglio della
Regione Toscana, sfila il "Patrimonio dell'umanità: le civiltà" dell'artista Anna Maria Guarnieri. Era l'anno 1972 quando l'UNESCO approvò la convenzione
internazionale per la protezione del patrimonio dell'umanità. Con tale atto venne sancita l'inalienabilità della cultura e della natura, come elementi cardine
per lo sviluppo delle società del pianeta e il mantenimento della pace e della solidarietà. Riprendendo e sviluppando tali principi, la Guarnieri mette in
mostra, con l'evento "Il Patrimonio dell'umanità: le civiltà", oltre 20 opere che evidenziano il patrimonio culturale del pianeta. L'artista, maestra del
simbolismo moderno, porta avanti da anni, tramite le sue pitto-sculture, la tematica delle civiltà, in quanto è fermamente convinta, che la conoscenza di ogni
altra cultura, è un ottimo strumento per comprendere gli altri e un formidabile mezzo per arricchire noi stessi e la nostra civiltà. Secondo la Guarnieri,
l'universo è simile ad un grande ingranaggio, dove ogni cosa e ogni essere è funzionale alla perfetta efficienza del grande meccanismo. Con il ciclo che
propone le civiltà, ove è sempre presente un ingranaggio, l'artista "archeologa", dimostra di seguire una sua personale strada, quella di un simbolismo
ritrovato nelle radici del passato, ma vissuto intensamente nelle visioni del presente, un modo per indurci a far levitare lo spirito oltre la stessa materia
cromatica, nell'intento d'infondere uno spirito solidale e quella sensazione di comunione, così rara nel quotidiano divenire, ma che è ricercabile attraverso
i valori assoluti della storia di ogni civiltà.

Interverranno:
- Vincenzo D'Angelo - Presidente Regionale ANLA
- Federico Napoli -- Critico d'arte
- Fabrizio Borghini -- Giornalista
- Roberto Cellini -- Presidente e Direttore artistico "Centro d'Arte Modigliani"
- Sandra Lucarelli -- Critico d'arte

Titolo evento: Il patrimonio dell'umanità: le civiltà

Spazio Espositivo: Palazzo Cerretani - Consiglio Regione Toscana - Piazza dell'Unità Italiana, 1 50123 Firenze Tel 055.23871

Vernissage: ore 17,00 del 18 febbraio 2007

Periodo: dal 18 al 25 febbraio 2007 con orario 14,00 - 17,00 e ingresso libero

Patrocinio: Regione Toscana

Curatore: Gabriele Baldinotti

Ulteriori info: www.pittart.com



Cenni BiograficI

Anna Maria Guarnieri nasce nel 1947 a Sesto Fiorentino. I suoi studi fanno capo all'Istituto d'Arte, mentre le sue opere giovanili e le prime mostre risalgono
al 1970, ma già nel 1973 la Guarnieri dimostra di aver acquisito padronanza ed essenzialità della pennellata, ne è una prova l'opera "IL GERANIO" in visione
al lato. Oggi la pittura dell'artista si muove intorno al Simbolismo magico, condividendone in modo naturale e moderno il manifesto e dunque, in gran parte
delle sue opere, cerca di rappresentare in una forma visibile e concreta, idee astratte come amore, odio, Dio, pietà, ecc. Come ha avuto modo di scrivere il
Prof. Gerardo Pecci, critico e storico dell'arte, quella della Guarnieri "è una pittura colta, intrigante, che racchiude analogie e significati, sentimenti
opposti ed emozioni nascoste che si annidano nei meandri di un simbolismo che prima nasconde e poi rivela la verità delle cose". L'artista considera quindi
qualsiasi oggetto, non in quanto tale, ma come segno simbolico dell'idea. In particolare la Guarnieri ama le porte e gli ingranaggi. Così dipingendo una porta
l'artista simboleggia ogni aspetto dell'animo umano, come curiosità, segregazione, clausura, scoperta, richiesta e misticismo. Mentre dipingendo ingranaggi
l'artista richiama lo spettatore alla fratellanza di ogni individuo, che pur nella diversità, è parte indispensabile e unica dell'universo. Anche il dott.
Franco Bulfarini nel suo saggio critico intorno all'analisi simbolista di Anna Maria Guarnieri, afferma che "è l'animo dell'artista a dettare la partitura e
l'opera appare sempre più pretesto per dar forma al dettato interiore, per fornire luogo di approdo alla ricerca introspettiva senza per questo rinnegare la
visione reale, bensì con l'intento partendo da quella o dal ricordo che ne deriva, di riedificarla per renderla visione intimista ricca di patos e senso di
mistero. Vi è armonia, melodia, musicalità nell'opera della Guarnieri, emergono sonorità che si fanno largo d'istinto quando l'occhio è nella mente e le
emozioni sono dedotte dai luoghi oscuri e misteriosi del mito e della storia. Sono molte le opere ove vige un profondo e ben espresso senso di appartenenza
all'assoluto. Opere che non rimangono avvinte a toni di struggente romanticismo ma anzi segnalano umori propri della profonda idealità dell'artista. La
ricerca della Guarnieri, per parte tecnica si avvale di un'attenta gestione del colore, reso con l'apparenza d'irraggiamento ben graduato e vivificante, che
supera la via dell'intelletto per raggiungere in modo pregnante e pervadente la via del cuore, ove meglio coniugare sentimenti e speranze. L'artista nella
metafora di ingranaggi simbolo o ruote del tempo, cerca di esprimere disegni unificanti, attraverso la storia dei popoli. Ogni opera mette al primo posto il
bisogno d'unità, di compiutezza, ed ogni particolare non può che non asservire l'insieme, come ogni luce non può ignorare il contesto e ogni velatura lascia
intendere che oltre la superficie visibile c'è dell'altro".
Tutto questo è talmente vero che l'artista è solita dire che tutta la realtà é solo apparentemente banale, poiché "siamo tutti troppo spesso cieche ruote di
un orologio e proprio perché ciechi, non ci rendiamo conto che facciamo parte di un grande meccanismo, nel quale ogni pur piccolo ingranaggio assolve al
perfetto funzionamento dell'insieme. Per questo motivo, mi sento sempre più impegnata a creare opere, atte ha emozionare, in modo da far meditare la mente e
riscaldare il cuore".

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