COMUNICATO STAMPA MOSTRA TOMMASI

Figlio d'arte - il padre era lo scultore Leone - Tommasi è nato a

08/gen/2004 19.46.19 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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MARCELLO TOMMASI
disegni inediti

Inaugurazione venerdì 9 Gennaio  ore 18.00
Galleria Il Bisonte  via San Niccolò, 24r Firenze
orario: da lunedì a venerdì ore 9.00  13.00 / 15.00  19.00
                      

Marcello Tommasi è scultore. Al Bisonte presenta una cinquantina di suoi disegni inediti a penna, matita  e sanguigna, tre sculture e due bassorilievi in bronzo. Figure umane possenti e contorte, cavalli alati, immagini che possono essere considerate un'anticipazione delle sue opere scultoree e che chiaramente rivelano l'ispirazione michelangiolesca o manierista.

Con Tommasi entra al Bisonte una ventata di classicismo: attraverso la forza descrittiva del movimento, delle contorsioni muscolari, l'artista evidenzia le sue radici che affondano nella grande tradizione italiana, rivelata già dalla scelta dei temi, legati spesso alla cultura ellenistica. E tuttavia i critici gli riconoscono un'aderenza ai tormenti del presente, rivelati proprio attraverso il richiamo al passato.
Figlio d'arte - il padre era lo scultore Leone - Tommasi è nato a Pietrasanta, terra predestinata alla vocazione scultorea. Si è formato a Firenze, sostenuto da Carlo Ludovico Ragghianti e da Pietro Annigoni, che è stato suo maestro. In seguito ha insegnato egli stesso all'Accademia.

Nel 1972 ha esposto per la prima volta a Parigi. Da quel momento è iniziata la sua fama internazionale, che ha portato le sue opere nei maggiori centri espositivi europei e americani. I suoi disegni sono conservati al Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi, alla Biblioteca Nazionale di Parigi e in Vaticano. Recentemente alcune sue statue sono state esposte a Berlino- Charlottenburg: in quell'occasione la critica tedesca ha definito Tommasi "il più rinomato artista italiano esperto nelle fusione del bronzo". Sue sculture si trovano nelle piazze di città italiane e straniere.

Tommasi - se si deve credere alla simbologia del luoghi - lavora nella casa dove Cellini fuse il suo Perseo, in quell'edificio di Via della Pergola (che allora si chiamava Via del Rosaio) dove risuonava la voce del grande Benvenuto nei duri momenti in cui ordinava la fusione del suo capolavoro "a tutta quella brigata che con tanta voglia ubbidiva e lavorava per tre" .



La mostra rimarrà aperta fino al  27 di gennaio
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