INTERVISTA ESCLUSIVA AGLI ALBIREON

15/mar/2008 00.30.00 Maurizio Ganzaroli Contatta l'autore

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ESCLUSIVA INTERVISTA AGLI ALBIREON
(SFM) Da dove ricavate la forza per fare sempre nuovi lavori?
Dalle nostre emozioni, dalla voglia di non lasciar trascorrere inutilmente il tempo che ci viene concesso, dal bisogno di cristallizzare ciò che viviamo rendendolo musica sentita e personale.
(SFM) Per le vostre canzoni , da dove prendete spunto?
Non saprei. Non scegliamo uno spunto compositivo e lo sviluppiamo, è la canzone stessa ad utilizzare noi come veicolo per diventare realtà.
(SFM) La canzone “Spighe” è una cover o una rienterpretazione poetica dell’originale?
“Spighe” è la versione italiana della meravigliosa “Eismhad” di Sonne Hagal. E’ stata una vera sfida tradurla in italiano senza perdere la sublime ed enigmatica bellezza della lingua tedesca. Noi ne siamo molto felici e gli stessi Sonne Hagal si sono complimentati con noi per questo brano, che è stato pubblicato da Final Muzik sullo split 10” “Ahren” insieme alla loro inedita “The Blank Rune”.
(SFM) Puoi dirmi da dove è nata l’idea per “Michael il folle”?
Anche qui si è trattato di un omaggio ai Fire+Ice, con in più la volontà di tradurre in italiano una favola nera che si ritrova un po’ in tutti i brani popolari d’Europa. Trovo che la nostra versione renda la tragica storia di amore e di morte con l’atmosfera delle danze tradizionali emiliane che tutti noi amiamo.
(SFM) Io ho sempre amato i ragni, ma voi li amate o li osservate? Li definite funamboli!
I ragni mi spaventano, ma nonostante questo sono parte integrante dei più bei ricordi che ho da bambino. Per questo sono divenuti quasi dei preziosi guardiani della memoria, anche se con il loro bagaglio di inquietudine e silenziosa presenza. Onestamente non siamo noi ad averli definiti funamboli, il verso è tratto da una poesia breve di Garcia Lorca che abbiamo fatto nostra per il suo potere evocativo.
(SFM) Avete un lavoro nuovo?
"Abbiamo terminato il mixaggio del nuovo lavoro l’ultimo giorno del 2007. Si intitolerà "I passi di Liù" ed è un lavoro nato da alcune sperimentazioni sonore condotte soprattutto da me e Stefano. L'intento era quello di creare una specie di film sonoro che raccontasse il dolore per la perdita di una persona cara, il tentativo di comprendere il momento del distacco e il bisogno di conservare i ricordi e tenerli stretti. A questi brani abbiamo dato lentamente forma, partendo da suoni ambientali e chitarre distorte, aggiungendo poi le tastiere di Carlo ed infine la mia voce. Il risultato è un disco emotivamente devastante ma anche ben lontano dai lidi del neofolk. Speriamo di poter annunciare presto la label e la data di uscita. In più le collaborazioni con First Human Ferro e Oda Relicta saranno presto disponibili."
(SFM) Avete mai fatto esibizioni dal vivo con altri gruppi?
Abbiamo avuto la fortuna di suonare con due grandissime bands come Sonne Hagal e All My Faith Lost… e nonostante le nostre scarsissime apparizioni live, aver condiviso il palco con questi due progetti ci inorgoglisce ed onora.
(SFM) Che emozioni ne avete tratto?
Il concerto è sempre un momento di catarsi, in cui l’interpretazione dei brani ne svela aspetti che magari erano rimasti in secondo piano. In più lo scambio emotivo con il pubblico permette di far “sentire” in modo diretto e non mediato le proprie emozioni.
(SFM) Hai davvero una bella forza di trazione per il gruppo, traspare dalle vostre canzoni; è davvero così o forse è una sinergia, che vi lega indissolubilmente facendovi divenire quasi un unico individuo?
Si, il progetto è senz’altro legato al mio modo di scrivere e concepire la musica e la poesia, ma in questi anni siamo diventati un vero progetto in cui ognuno ha i suoi spazi. Basti pensare alla magia pianistica di Carlo che ha dato vita a “Le Rose Di Acrom” e le sperimentazioni di Stefano che completano l’atmosfera di ogni nostro pezzo. Davvero, non riuscirei a concepire la mia musica senza Carlo, Stefano e Lorenzo.
(SFM) Chi è che disegna le vostre copertine?
Abbiamo la fortuna di collaborare con Massimo Romagnoli, il fratello di Stefano, che con incredibile sensibilità riesci a visualizzare i contenuti dei nostri album con le sue visioni spesso meglio di noi stessi.
(SFM) Vi ringrazio infinitamente per l’intervista e ci sentiamo presto!
Grazie di cuore a te! Per chi volesse saperne di più su di noi può visitare www.albireon.it e www.myspace.com/albireon.

 






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