INTERVISTA ESCLUSIVA AI "REBECCA"

16/apr/2008 13.49.00 Maurizio Ganzaroli Contatta l'autore

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INTERVISTA A
Marco Zanni dei Rebecca

www.rebeccaband.com - www.myspace.com/rebeccaband

(SFM) vi sembrerà scontata la domanda, ma da dove deriva il nome?

(mz)Nulla di Misterioso, a me e Luca Di Palma, fondatori della band, ci piaceva il sound di questo nome e abbiamo deciso senza pensarci troppo su.

(SFM) ho sentito durante il concerto, una specie d'excursus di generi musicali, che andavano dal rock padano, al roadhouse blues, fino anche ad atmosfere darkeggianti, è frutto di diversi stimoli?

(mz)Non so cosa sia il Rock Padano sinceramente, il sound che si sente trapelare dal disco e nei nostri concerti è frutto di una grossa quantità di stimoli musicali, mi sento ispirato alla musica degli anni settanta ed in particolare alla musica Prog italiana vedi PFM, Biglietto per l’inferno, Dedalus, Il Banco, Le Orme, Il Balletto di bronzo, La locanda delle Fate e tanti altri, quanti gruppi avevamo in Italia….Ora ci viene un po’ malinconia, non si vede più nulla del genere, tante volte mi chiedo se sono affezionato a quel sound dovuto alle vecchie tecniche di registrazione che generavano quel tipo di suono o alle composizioni stesse….
Relativamente al Rock sono un amante dei Rare Earth trovo siano stati geniali nelle loro atmosfere, come non citare i Greatfull Dead, i Pink Floyd (Final Cut il più bel disco) i vari Jimi Hendrix e Led Zeppelin, Deep Purple, gli Yes e non basterebbe tutta MYSPACE per citarli tutti!
Per le nostre atmosfere nei brani strumentali Rock Fusion la fonte di ispirazione è John Scofield, McLaughin con l‘orchestra di San Francisco negli anni ’70, composizioni al limite della psichedelia elettrica.
Poi il Blues ! sono un amante di Albert King, ho tutto in vinile, adoro B.B. King, Lee Hooker , Buddy Guy e tutto quel carrozzone che sulle rive del Mississipi cantavano di donne, botte e Alcol!

(SFM) ad esempio in “fantasma di pietra”, c’è un’atmosfera tipo, lo sceneggiato “il segno del comando”!

(MZ)Il pittore Tagliaferri e la sua misteriosa Piazza! Che sceneggiato intrigante e a tratti psichedelico mi sembra addirittura targato 1971. Penso tu abbia azzeccato in pieno l’atmosfera di questi testi. Quasi tutti sono tratti da dei miei racconti sintetizzati dal buon Bejor che da scuola Mogol ha un talento non indifferente nel redigere testi e nel catturare da storie di 20 pagine gli elementi chiave per poi trasformarli in testi.

Fantasma di Pietra parla di un uomo schivo, ossessionato dalle sue incertezze, vive solo, rifiuta ogni tipo di socializzazione, viene scrutato da qualcuno, dietro quella finestra c’è qualcosa che lo chiama…poi sul nostro space potete vedere il resto. Prima o poi pubblicherò alcune storie dalle quali sono stati tratti i testi, pima però devo trovare il tempo per sistemarle.

I miei racconti sono ispirati ad E. A. POE, al Regista Rod Serling con la sua entusiasmante serie degli Anni 70 Twilight Zone, ad alcuni cortometraggi di David Bowie e ai fantastici anni 70 di Dario Argento con i vari Profondo Rosso, Il Gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio, L’uccello dalle piume di cristallo….che film ragazzi. Come non citare il buon Roman Polansky , quello serio di The Tenant (l’inquilino del terzo piano) la pazzia che distorce la realtà e la realtà che genera pazzia.

Nella singolare confezione a scatola in cartone del nuovo album “Un’altra Storia” è presente una traccia DIVX con un cortometraggio tratto da Fantasma di Pietra per la Regia di Federico Greco.








(SFM) in ultimo rifugio, c’è una visione pessimistica del futuro, quasi un armageddon che si scatena sul mondo, è la tua visione del futuro, o c’è magari invece un messaggio nascosto, che volevi comunicare?

(MZ)L’Ultimo rifugio di due innamorati che si amano l’ultima notte prima della fine del mondo, più che un a visione pessimistica si fa perno sull’intensità di questi due innamorati che si preparano all’evento facendo l’amore….romantico, non trovi?

(SFM) ho sentito anche delle canzoni di tutt’altro genere, come quella sul vampiro metropolitano.

(MZ)Si, abbiamo cercato di articolare il lavoro variando sia nei testi e loro contenuti che nella scelta delle atmosfere , la traccia “ZERO r’n’r “ è un esempio , sarebbe il gruppo sanguigno di un vampiro Rocker dei giorni nostri che insegue le sue vittime e una volta morse Rocker per tutta una vita, penso sia divertente come idea e soprattutto Bejor ha usato giochi di parole molto belli che rendono in pieno l’idea.

(SFM) a quale lavoro state pensando o avete già in cantiere?

(MZ) “Un’altra Storia” è appena uscito possiamo dire, io non ho mai finito di comporre musica, con il mio studio di registrazione allestito nel mio salone posso stare sempre in prima linea e dare partiture ad ogni mia nuova idea. Mi sono fermato per circa due mesi dall’uscita del disco, ero saturo, ne avrei sicuramente fatto un altro identico di disco se non mi fossi fermato, ero troppo coinvolto, capisci ? Ora ho ricominciato da poche settimane e sono già al terzo brano quasi finito!
Il nuovo lavoro uscirà tra un anno e più e sarà caratterizzato sia da un’altra confezione originale come l’ultimo che da un inserto Live estratto dal Tour nei teatri.

(SFM) siete in tanti sul palco, è difficile andare tutti d’accordo, credo?!

(MZ) Si, siamo sei sul palco, comporta spostamenti con grossi furgoni con gli strumenti al seguito, siamo molto uniti, abbiamo condiviso molti concerti anche all’estero, in Svezia, Germania ed Inghilterra, abbiamo vissuto on the road, conosciuto donne, fatto a botte, ci siamo ubriacati, abbiamo perso treni, scordato il cantante a due stazioni di servizio, prese mille aspirine per il mal di testa, ci siamo innamorati un milione di volte in ogni città, tutto questo è Rebecca e Rock N Roll, niente di più.


(SFM) ho apprezzato veramente tanto il talento d'Alessandro, che pur non avendo il dono della vista, ha suonato divinamente. Nei primi pezzi che avete fatto a Bagnacavallo per esempio ho sentito delle sonorità molto simili ad alcuni pezzi di Claudio Simonetti, vi ha ispirato in qualche modo?

(MZ) Apprezziamo molto i lavori di Simonetti e sicuramente ci sono tratti che lo ricordano molto, Alessandro è a tutti gli effetti Professore di Pianoforte, ha finito i suoi incredibili studi da poco, immaginate cosa significhi intraprendere degli studi con migliaia di note scritte con il linguaggio per i non vedenti e ad ogni esame eseguire 1 ora e mezza di saggio tutto a memoria senza mai sbagliare! E’ un musicista eccezionale, orecchio assoluto, ad ogni rumore lui ogni volta mi fa:” Marco, quello era La Minore ” E io ancora oggi mi stupisco! Non ha più problemi a venire in giro con noi senza accompagnatore, è uno spasso, lui veramente non ha limiti, non sa quello che c’e’ oltre e quindi ti segue senza paura.


(SFM) avete affrontato il problema della droga nelle vostre canzoni, in modo molto aperto, come per abbattere un tabù dove, per cambiare qualcosa bisogna soprattutto non chiudere gli occhi, dico bene?

(MZ) Penso che tutti nella vita possono sbagliare, alla fine dobbiamo avere la forza di recuperare in qualche modo i nostri errori. Pensiamo sempre di poter gestire una qualsiasi situazione tenendola sotto controllo, non è così!
Facendo un giro nelle Comunità mi sono reso conto di quanto sia difficile, una volta varcata quella linea immaginaria tornare poi indietro, quanti ragazzi pieni di talento si sono buttati via e sono appassiti con miscugli chimici, quanti pensavano “tanto la tengo sotto controllo, tanto sono più forte io” Nessuno è più forte di niente, possiamo tutti cadere e magari non rialzarci più per momenti di sballo dettati magari da un momento difficile. Noi siamo contro l’uso spregiudicato delle sostanze stupefacenti, siamo contro lo sfruttamento della mente.


(SFM) spero di vedervi ancora, in una stagione meno nebbiosa, e vi ringrazio tutti della vostra disponibilità!

Grazie a te, è stato veramente un piacere! Al prossimo Live!

:::MZ:::







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