À travers l'immateriel - Omaggio a Yves Klein. Mya Lurgo Gallery, Stabile Federale, Lugano (Svizzera) - 9 maggio-30 giugno 2008

18/apr/2008 21.49.00 Bellati Editore Contatta l'autore

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À travers l’immateriel  

Omaggio a Yves Klein

  


           

 

  

Sede: Mya_Lurgo_Gallery, Stabile Federale, Piazza Riforma 9, Lugano (CH)
Vernice: giovedì 8 maggio ore 18

Durata esposizione: 9 maggio-30 giugno 2008

Orari: Lun. 12–18.30, ma. mer. ven. 10–18.30, gio. 12–21, sa. 10–12.30

  

  

Artisti: Mauro Benatti, Olga Cabezas, Marilù Cattaneo, Mya Lurgo, Stefano Fioresi, Mario Paschetta, Fulvia Zambon, Dania Zanotto

 

Curatore: Anna Caterina Bellati

 

 

Info: + 41 (0)91 911 88 09

E-mail: myalurgo@gmail.com

Sito internet: www.myalurgo.com

E-mail: info@bellatieditore.com

Sito Internet: www.bellatieditore.com

 

 

 


 

  Non è sufficiente dire o scrivere:

“Ho superato la problematica dell’arte.”

Occorre averlo fatto. Io l’ho fatto.

Per me, la pittura oggi non è più in funzione dell’occhio,

 è funzione della sola cosa in noi che non ci appartiene:

la nostra VITA.

 

                                   (Yves Klein)

 

 

Klein divenne famoso col nome di "Yves - le Monochrome".

 

I suoi dipinti, tele di ampie dimensioni, tendono verso qualcosa, come dichiarò lo stesso Klein, che non è mai nato e mai morto, verso un valore assoluto. La monocromia, principio stilistico fondamentale dell'arte di Klein, fu l'inizio di una ricerca universale. La ricerca di un punto al di fuori degli eventi terreni e quotidiani, il tentativo di raggiungere i confini dell'infinito, l'idea del vuoto, dell'immateriale, dell'indefinibile. 

Nel 1955 presentò un'opera monocroma al Salon des Realites Nouvelles, ma fu scartata dalla commissione esaminatrice, che consigliò a Klein di aggiungere un punto, una linea o un secondo colore. Tuttavia egli continuò ad essere fermamente convinto che il colore puro rappresentasse "qualcosa" in sé.

"Per me ogni sfumatura di colore è, in un certo senso, un individuo, una creatura vivente dello stesso tipo del colore primario, ma con un carattere e un'anima sua propria. Ci sono molte sfumature - delicate, aggressive, sublimi, volgari, serene".

 

Klein fece un ulteriore passo verso l'arte monocroma: cessò di dedicarsi alle sfumature e alle gradazioni per concentrarsi solo su un unico colore primario: il blu. Verso la fine del 1956, Klein aveva trovato quello che cercava: un blu oltremare intenso, luminoso e avvolgente che definì "l'espressione più perfetta del blu". Il pigmento, risultato di un anno di esperimenti, gli consentì di dare espressione artistica al proprio personale senso della vita, in cui distanza infinita e presenza immediata si congiungevano in un mondo senza dimensioni.

Il blu: la verità, la saggezza, la pace, la contemplazione, l'unificazione di cielo e mare, il colore dello spazio infinito, che essendo vasto, può contenere tutto.

 

Il blu è l'invisibile che diventa visibile.

 

Questo puro pigmento blu, che Klein battezzò e brevettò col nome di IKB - International Klein Blue - elevava l'importanza del colore nell'arte ad un livello assoluto. Le grandi tele impregnate del Blue Klein sembravano trasformare la materialità del supporto del dipinto in un elemento incorporeo. L'osservatore, in una posizione di estrema libertà, poteva provare e percepire di fronte all'opera qualsiasi sensazione. L'occhio non era assorbito da nessun punto fisso che attirasse il suo interesse; nessuna figura o riferimenti tradizionali erano impressi sul quadro, così da indurre chi guardava ad abbandonarsi nella sensibilità e profondità di un blu ipnotico.

La distinzione tra l'osservatore, il soggetto della visione e il suo oggetto cominciò a perdere di importanza.

Il 1957, anno in cui Klein proclamò l'avvento dell'"Epoca blu", segnò un momento decisivo nella carriera dell'artista. 

 



  


 

                                                                       Mauro Benatti

 

1947

Mauro Benatti nasce ad Airuno (Lc) il 31 maggio.

1961-65

Lavora come fabbro in una officina di Sesto San Giovanni (Mi).

Frequenta corsi serali di disegno.

1966

Il suo lavoro lo porta a eseguire dei manufatti in lamiera cotta e aumenta la sua capacità di trattare e plasmare il materiale metallico. Capacità che gli permetteranno alcuni anni dopo di lavorare alle sue sculture in autonomia.

1974

Sposa Marisa Rocchi.

1976-78

Nascono i figli Riccardo e Roberto.

1979-84

La passione per l’arte che coltiva da sempre lo porta finalmente a iscriversi alla Scuola d’Arte Pura e Applicata di Merate sotto la guida dei maestri Vincenzo Trivulzio e Sandro Scaccabarozzi. In seguito, lavora nella medesima scuola come assistente e più avanti come insegnante di copia dal vero. Inizia con un gruppo di acquarellisti a esporre le sue opere a Merate (Lc) Sala Civica, a Rovagnate (Lc) Libreria Ghezzi.

Partecipa a concorsi per acquarellisti dove ottiene numerosi riconoscimenti e premi.

1985-91

Alla passione per il disegno e la pittura si aggiunge quella per la scultura. Sarà una scultura informale per quanto riguarda i materiali usati, classica per le forme plasmate e assemblate. Lo stilista lecchese di Par Avion Oreste Agostoni gli commissiona l’allestimento dello Stand per la XL Edizione di Pitti Immagine Uomo a Firenze. Esegue manichini e cariatidi in tela metallica e ferro con le sembianze di mitici eroi greci.

1992

A Firenze durante la manifestazione Pitti Uomo conosce l’architetto Angelo Grassi, curatore degli allestimenti e appassionato d’arte. Viene invitato all’edizione successiva. Grassi gli propone uno stand a Palazzo dei Congressi per Fashion at work. Seguono una serie di iniziative mirate al recupero di materiale di scarto,tra le quali Presepi all’aperto a Gambettola (Forlì) e Cesenatico (Forlì). In questo periodo Benatti frequenta Corsi di Nudo al Crams di Lecco affinando la passione per la copia dal vero.

1993-96

Inizia una proficua collaborazione con il pittore briviese Fernando Massironi con il quale organizza il I Premio Frisia a Paderno d’Adda e la serie di Mostre per Idea Giovane a Palazzo Prinetti a Merate (Lc). Ad Airuno organizza la collettiva Trenta Artisti alla Rocca. Tiene corsi serali per disegno e pittura per ragazzi alla cooperativa La Mongolfiera di Airuno.

1997-99

Apre lo studio in riva all’Adda a Cisano Bergamasco e forma con alcuni amici pittori il gruppo Blue-s di prussia .Si aggiungono alle sculture in ferro le terracotte e le pietre. Espone in vari Centri Culturali e organizza, partecipandovi, lo Spazio Arte alla Festa di Liberazione a Osnago (Lc) dove sarà presente anche negli anni successivi.

2000-02

Partecipa alla prima edizione Artisti a Torino a Palazzo Nervi. In seguito è invitato alla rassegna d’Arte Contemporanea Memorial Giovanni Quaglino all’Arengo del Broletto, Novara. Conosce Anna Caterina Bellati che visita il suo studio con l’amico pittore Donato Frisia jr. Anna Bellati organizza a Chiavenna (Sondrio) la prima di una serie di mostre intitolate: Il volo di Icaro. Illustra il libro di poesie Come due che si amano di Antonella Ronchetti, edito da Bellati Editore, che viene presentato durante la mostra.

2003

Prima esposizione all’estero con il pittore Donato Frisia jr. al Centre Culturel di Le Saix,Francia. A settembre un incendio gli distrugge lo studio. Si salveranno solo le poche opere in mostra nella Sala Civica del comune di Scanzorosciate (Bg). A novembre va comunque in porto la seconda mostra Il Volo di Icaro nella sontuosa Villa Sommi Picenardi a Olgiate Molgora (Lc). La figura principale Icaro, distrutta dall’incendio, viene costituita da proiezioni visive e da un pannello che lo riproduce. La mostra è recensita, fra l’altro, in Arte numero di novembre 2003.

2004

Apre un nuovo studio e per superare il trauma di quanto perduto ritrova energia, forza creativa continuando la sua attività.

2005-06

Continua il suo percorso artistico con sempre più interesse verso il mondo del mito con installazioni, sculture, disegni. Col patrocinio del Comune di Lecco, allestisce la mostra: “5 movimenti per un corpo solo” dedicata a Pentesilea, curatrice della mostra e del catalogo Anna Caterina Bellati.

Arte (Editoriale Giorgio Mondadori) n. 391 – Marzo 2006 ne pubblica un articolo nello spazio “Eventi ”.

2007

Nel mese di aprile alla Galleria San Lorenzo a Milano allestisce la mostra, curata da Anna Caterina Bellati e Patrizia Barlettani, “LA CARTA LA PIETRA IL FERRO - Disegni Sculture Installazioni”. Catalogo Bellati Editore.

Presso la Mya_Lurgo_Gallery di Lugano (Svizzera) presenta le sue opere nella personale “Dee e Miti” (20 ottobre - 4 novembre), curatrice dell’esposizione Anna Caterina Bellati.

A Osnago (LC) - Percorso Arte Contemporanea Osnago. L’8 dicembre, in occasione dell’anniversario della morte di John Lennon e dell’inaugurazione del viale a lui dedicato, posa in piazza della Pace la scultura PeaceKeepers.

 

 

Olga Ines Cabezas Gonzalez

              

Di origine cubana, nasce a Mosca (URSS) il 17 aprile 1964.

Ha doppia cittadinanza: cubana e italiana. Risiede a Lugano (Svizzera).


Dal 1970 al 1982 frequenta a L’Avana (Cuba) le scuole elementari, medie e il liceo.

Si laurea in Psicologia presso l’Università de L’Avana, L´Avana (Cuba), 1984-1989. Tesi di laurea con uno studio sui valori morali della personalità nei gruppi giovanili.

Frequenta i seguenti corsi post-universitari:

1990. Semiotica dell’immagine, Istituto Cubano di Radio Televisione (ICRT), L’Avana (Cuba).

1991. Teoria della comunicazione, ICRT, L’Avana (Cuba).

1992. Corso teorico di televisione e video, Facoltà di Cinema, Istituto Superiore d’Arte dell’Università de L’Avana (Cuba).

 

 

Esperienze professionali

Maggio 2002 a tutt’oggi. Operatrice sociale per laboratorio protetto, Ticino, Svizzera.

Gennaio 2001. Scrittrice e realizzatrice di programmi televisivi, Svizzera. Ideazione dei progetti, stesura della sceneggiatura e regia per video, documentari e spot pubblicitari su tematiche sociali.

Da maggio 1999 a dicembre 2000. Giornalista per la rivista di cultura latina “Chevere”. Redazione di articoli, in Svizzera e dall’estero, su tematiche artistiche e culturali.

Giugno-dicembre 1998. Animatrice radiofonica, Radio Rabe, per la comunità straniera di Berna, Svizzera. Realizzazione e messa in onda dal vivo di programmi radiofonici di intrattenimento e informazione su tematiche artistiche e culturali.

Realizzazione di interviste, montaggio, gestione di ospiti in studio.

Dicembre 1996. Regia, soggetto e sceneggiatura del video “La Fuga”, presentato quale opera prima nella sezione Concorso Video, al Festival Internazionale del Cinema Latinoamericano de L’Avana, L’Avana, (Cuba).

Luglio 1996-gennaio 1997. Addetta Relazioni Pubbliche per la radio nazionale cubana, ICRT, L’Avana (Cuba).

Marzo-maggio 1995. Collaborazione con il Circolo del Cinema di Bellinzona per l’organizzazione della prima mostra svizzera di cinema cubano.

Presentazione di un ciclo di conferenze su Cuba e sull’insegnamento e la pratica della psicologia a Cuba, Scuole medie di Giubiasco e Palazzo dei Congressi di Lugano, Ticino, Svizzera.

Luglio 1990-ottobre 1994. Scrittrice di programmi di carattere educativo e sociale per la televisione cubana, ICRT. Assistente di regia e sceneggiatrice di progetti della Facoltà di Cinema dell’Istituto Superiore d’Arte de L’Avana (Cuba).

 

 

                                                Mya Lurgo

 

Maria Grazia Lurgo, in arte Mya Lurgo, nasce a Bordighera (IM) il 30.5.1971.

 

Il percorso di studi, non accademico, la porta a studiare lingue e a specializzarsi in medicina sportiva, pur continuando - tra le righe di un lavoro sicuro - la sua intensa ricerca artistica e spirituale.

Nel corso di 8 anni (tra il 1996 - 2003) apre a Lugano tre centri fitness, esaurendo la soggezione all'input famigliare di perseguire un'attività "seria", dopodiché abbandona senza rimpianti il settore sportivo per esprimere il daimon dell'arte incubato sotto la pelle.

Nel 2003, divenendo artista imprenditrice di se stessa apre in primis l’atelier MyArtDeco Creative Box a Lugano-Cassarate, successivamente l'Artville Bistrot e da ultimo, nel 2007, la Mya_Lurgo_Gallery nella prestigiosa Piazza Riforma a Lugano: passaggi necessari a dare corpus e direzione alla sua vita artistica.

Dal 2006 collabora col marito, Arch. Omar Antonelli, ai progetti di interior design per la società Nellimya: in + out desire (www.nellimya.com), impegnata in progetti esclusivi, non ripetibili e finalizzati a dare rilievo e spazio all’Essere, prima dell'apparenza.

Nel 2007 partecipa ad un progetto per la Biennale di Venezia “Camera 312 Pro-memoria per Pierre (Réstany)”, curato da Ruggero Maggi.

La ricerca artistica dal 1996 ad oggi, passa attraverso diversi approcci: fisica quantistica, studio delle religioni, psicologia, neuroscienza, pirobazia, programmazione neurolinguistica, culture orientali, da cui apprende lo yoga, i riti tibetani e il sistema energetico dei chakras fino a maturare nel Pensiero Acentrico di Mya Lurgo.

Il libro “Acentrismo: dal sogno dell’ego alla Divina Realtà”, edito da Bellati Editore è Primo Manifesto d’Arte Acentrica e diario spirituale di Mya Lurgo.

Prossimo step? Creare un Gruppo Internazionale di Artisti Acentrici.

 

Esposizioni

1996 KunstArt Dietlikon / 1997 Galleria La Fenice - Lugano / 1998 Tour Espositivo semestrale di opere realizzate presso l'Unione di Banche Svizzere a Lugano / Dal 1999 al 2001 esposizioni personali presso assicurazioni, locali pubblici e banche private / 2002 Personale alla galleria La Telaccia d’oro a Torino / 2003 Esposizione Personale al Kursaal / 2003 Esposizione personale all’Olivella - Morcote di Pacolli / 2004 Progettazione dell'Artville Bistrot d'arte-moda e spettacolo, sede di performance artistiche e sperimentazione Live Art a Lugano; Installazione “ Red Impluse“ per il Dicastero Culturale di Lugano; esposizione della personale “Trafili di Luce” con lo sponsoring della Corner Bank; esposizione della personale “attimo-sfera delle circostanze” con lo sponsoring dell'Assicurazione La Mobiliare / 2005 Nasce la collaborazione con l'architetto Omar Antonelli-Lugano con i progetti Nellimya IN & OUT DESIRE per la creazione d'ambienti esclusivi / 2006 Progetto OLOSPEAK: Private Relaxing Area & Virtual Regeneration System / 2006 Museo della Carale d’Ivrea – Sessione improvvisata di pittura / 2006 Partecipazione all’evento TRECENTO ARTISTI A PALAZZO, Accademia d’Arte Roberto Villa – Cesano Maderno / 2006 KunstArt Fiera Bolzano / 2006 Mostra Collettiva al Palazzo del Parco a Bordighera – tema: “TRAVESTIMENTI” / 2007 Evento ARTour – O Firenze / 2007 Pubblicazione PRIMO MANIFESTO DELL’ACENTRISMO / 2007 Shanghai Art Fair – Americas Museum / 2007 ARENA PO VideoArt 2007 Inaugurazione nuova sede di Mya Lurgo Gallery in Piazza Riforma 9 a Lugano - Svizzera / 2007 BIENNALE DI VENEZIA – Partecipazione al progetto di Ruggero Maggi “Camera 312 PRO-Memoria per Pierre” / 2007 Collettiva LivingGallery a Lecce “Il Sogno...La Subcoscienza” / 2007 Collettiva c/o la Galleria ZeroUno a Barletta / 2007 esposizione in collettiva c/o la Mya Lurgo Gallery – Lugano sul tema “Siamo Vasi Comunicanti”/ 2007 Pubblicazione del volume a firma di Mya Lurgo - edito da Bellati Editore: “Acentrismo: dal sogno dell'ego alla Divina Realtà” e mostra personale alla Mya Lurgo Gallery delle 4 fasi del percorso acentrico /2008 Mostra virtuale sul sito ArteGiovane. Nel marzo 2008 espone alla collettiva “CORPI: involucri di carne, luce e pensiero” presso la Mya_Lurgo_Gallery di Lugano (Svizzera).

 

 

Marilù Cattaneo

 

Nasce il 15 luglio 1959 a Monza (MI). Vive a Lesmo (MI).

 

Diplomata in grafica, si forma presso lo studio del nonno paterno architetto Paolo Maggi docente di Belle arti presso l’Accademia di Brera.

Stage presso Virginia Frisoni e Pettinicchio Umberto.

Ha lavorato nell’ambito del design del gioiello prima di dedicarsi completamente alla sua produzione artistica.

 

Mostre ed esibizioni recenti

Christmas City Park, 15 dicembre 2007, Galleria San Lorenzo, Milano.

Per Amore, 8 dicembre, Humanitaria, Milano.

Per Eugenio a cura di Gabriella Brembati, 3 dicembre 2007, Galleria Scoglio di Quarto, Milano.

Collettiva Spazio Tadini, 5 settembre 2007, Spazio Tadini, Milano, a cura di Francesco Tadini.

Siamo Vasi Comunicanti, 5 luglio 2007, Galleria Mya_Lurgo_Gallery, Lugano.

Camera 312 promemoria per Pierre, 6 giugno 2007, 52° Biennale di Venezia a cura di Ruggero Maggi, Milan Art Center.

Chiusura Controbiennale 13x17 a cura di Philippe Daverio, Venezia.

II Premio di Pittura e Scultura “Rocco Addamiano”, 17 giugno 2007, Libera Accademia di Pittura, Nova Milanese (MI).

Art is Now, 26 maggio 2007, Castello di Arena Po, Galleria Milan Art Center, progetto per l’Italia di Lorenzo Alagio e per il Belgio di Virtual Gallery Gardelli.

Carosello Italiano Contemporary Art, 26 maggio 2007, Palazzo Boglietti, Biella, Galleria Scolgio di Quarto a cura di Gabriella Brembati.

Artour-O V Edizione - Museo Shop Temporaneo d’Arte Contemporanea, 23 febbraio 2007, Grand Hotel Minerva, Firenze, per il Milan Art Center a cura di Ruggero Maggi.

Panettone Perty, 17 dicembre 2006, Museo della Permanente, Arte da Mangiare mangiare arte a cura di Ornella Pilusso e Rolando Bellini.

Il peso dell’Arte 64 Opere e 40 pensieri sull’Arte, 15 dicembre 2006, Mondadori Multicenter, Milano a cura di Gianni Ottaviani.

XIII Biennale Poetry and Arts Network - Alessandria Poesia 2006 “Le Arti Oltre il Dire Indicibile - le Arti oltre il dire Ineffabile”, 17 novembre 2006, Palazzo Cuttica, Alessandria.

Kunstart 2006, Camera 31q2 Promemoria Per Pierre, 30 novembre 2006, Bolzano.

I colori del dolore, 16 ottobre 2006, Circolo Società dei Giardini, Milano a cura di Ruggero Maggi.

Passeggiata effimera, luglio2006, Museo Internazionale del Vetro, a cura di Adolfina de Stefani.


  

 
                                                                                    Stefano Fioresi

 

 

Stefano Fioresi nasce a Modena il 28 luglio 1965.

 

Studia presso l'Istituto Statale d'Arte Venturi di Modena e vi consegue, nel 1983, il diploma di Maestro d'Arte con specializzazione per la comunicazione pubblicitaria.

 

La sensibilità artistica, le non comuni doti tecniche precocemente evidenziatesi, unitamente ad una grande versatilità espressiva ed esecutiva, gli aprono la possibilità di compiere differenziate esperienze a livello artistico e professionale, anche a carattere internazionale.

Del 1984 la decorazione di parte del Palais de la Culture di Algeri.

Successivamente opera nel settore della decorazione artistica su vetro per grandi ambienti, esperienza questa che gli fornirà la preparazione tecnica utile ad affrontare commissioni di prestigio. Di qualche anno posteriore è infatti la realizzazione dei pannelli su vetro per la sede dell’Automobile Club Italia di Modena con scene tratte da grandi competizioni automobilistiche. Dal 1989 si dedica con successo all’attività di operatore pubblicitario.

Parallelamente è attivo nel settore della grafica artistica. Temi favoriti sono sempre quelli legati alla passione automobilistica.

Tra le commissioni di particolare rilevanza in questo periodo, risulta la realizzazione di una serie di pannelli per la sede Ferrari di Maranello riproducenti la visione complessiva degli stabilimenti della casa del Cavallino (1990).

Della fine degli anni novanta la svolta  creativa nella direzione di una ricerca artistica nuova nelle tecniche e nelle tematiche.

Forte della propria esperienza nel settore pubblicitario, passando attraverso una particolare ed innovativa rilettura di elementi della pop art degli anni settanta e ottanta, l’autore ha potuto sviluppare un percorso il quale, rileggendo elementi sintattici e visivi della comunicazione di massa, attiva un approccio creativo alla raffigurazione artistica nella direzione di una “Nuova Pop Art Italiana”.

  

 

Mario Paschetta

 

Nasce a Milano il 27.11.1949 e inizia a dipingere all’età di 14 anni.

 

Mario Paschetta nasce a Milano il 27.11.1949  e inizia a dipingere all’età di 14 anni, la sua è una pittura tradizionale seppure già compare una corposità materica. La frequentazione degli ambienti culturali milanesi, tra i quali il Bar Jamaica, lo porta ad entrare in contatto, sia pure come spettatore, con i numerosi artisti che lo frequentano, molti dei quali contribuiranno a scrivere la storia dell’arte  italiana. Anche se Mario Paschetta si allontana, per motivi legati alla sua attività commerciale,  dalla pratica  della pittura tradizionale, continua la sua frequentazione dell’ambiente artistico e delle gallerie d’arte. Nel 1992 inizia uno studio approfondito sulla materia sia in termini di materiali che di utilizzo, e traspariranno così nelle sue opere  gli influssi che hanno avuto su di lui artisti come Burri, Crippa, Mattioli.

Le  opere di Mario Paschetta da subito  creano interesse sia per la tecnica che per la loro costruzione  pittorica, fa discutere la sua pittura –non pittura, le sue  originali rappresentazioni aprospettiche, la sua astrazione-antiastrazione.  Trento Longaretti, indiscusso maestro della pittura del nostro  novecento,  ne riconosce l’originalità, la  capacità  di Paschetta, attraverso  un linguaggio personale  di   descrivere un mondo poetico. Nel 2001 si tiene una  importante mostra personale di Paschetta al Museo Nazionale di Arte Moderna di Gazzoldo degli Ippoliti (Mn) e in quell’occasione  Maurizio Sciaccaluga  evidenzia una particolarità  delle opere di Paschetta  che è quella di  indurre, in chi le osserva, a  toccarle   poiché il  suo paesaggio, rappresentativo di terre lontane nel tempo, è  “paesaggio  non  raccontato ma ricreato “   ed il suo linguaggio si traduce in una necessità di contatto come in “una sorte di pittura braille “.  Anche Enrico Giustacchini si interessa  al percorso artistico di  Mario Paschetta  evidenziando un’altra particolarità e peculiarità del suo linguaggio che passa attraverso una stratificazione verticale, quello che Giustacchini definisce “inconsueto sondaggio verticale “.  Non solo critici d’arte si interessano del lavoro di Mario Paschetta ma nel 2003, anche Ruggero Sicurelli, Sociologo e Psicologo che si occupa di  creatività artistica, pubblica un libro “ Elementi di Psicoanalisi dell’Arte - Freud e la Creatività Artistica  nel quale, analizzando il lavoro di Paschetta, ritrova in loro  la “metafora freudiana dell’archeologia, in forza alla quale lo psicoanalista si occupa dell’analisi stratigrafica dell’anima “  e dà una  ulteriore chiave di lettura delle sue opere.   Le opere di Mario Paschetta sono presenti in diverse collezioni private e pubbliche  e molte le partecipazioni alle principali mostre d’arte Italiane, importante inoltre  è  nel 2003 la partecipazione alla manifestazione indetta dall’Associazione Mare Nostrum per l’inaugurazione della “Fortezza del mare” all’isola della Palmaria (Porto Venere) sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e   nel 2004 la partecipazione  alla Prima Biennale dell’Unità d’Italia presso la Reggia di Caserta. L’intesse per le opere di Paschetta affascina  anche l’Asia  e  nel 2003 e nel 2004, le sue opere sono  state scelte dalla multinazionale giapponese  Citizen quale testimonial per la  propria Campagna  Pubblicitaria.Il percorso di Paschetta  prosegue nel 2005  a Lecco con una importante mostra personale presso i Musei Civici cittadini, nella splendida cornice storica della Torre Viscontea per poi approdare in occasione delle olimpiadi invernali di Torino  2006, in una importante rassegna espositiva: “ I grandi Maestri del ‘900 ed i nuovi linguaggi della contemporaneità” svoltasi presso lo  stesso Villaggio Olimpico e che ha visto  la presenza di grandi firme del novecento come De Chirico, Mirò,Rotella,Marini. Significativa sempre nel 2006, la mostra personale “Oltre Tannoiser” tenutasi nella sede estiva di Sirmione del Garda della galleria B&B di Mantova.

Da segnalare tra gli eventi del 2007, la mostra pubblica  “ Nel segno della materia “ tenutasiche  nel Comune di Valdagno presso i Civici Musei (Villa Valle) nel mese di dicembre.

Mario Paschetta vive e lavora ad Inzago, in provincia di Milano.

 

 

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