Nepal, il nuovo viaggiodella fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri
Maggio 2008: la fotografae viaggiatrice in solitariaRaffaella Milandri partirà per il Nepale la zona himalayana dell’Himachal Pradesh, in India, alla ricerca dinuoveimmagini e nuove emozioni. Dopo le recenti elezioni vinte-a sorpresa-dalPartito comunista-maoista in Nepal, il futuro di questostato-cuscinetto traIndia e Cina sembrerebbe rasserenarsi.
Raffaella Milandri , ( chevive a San Benedetto del Tronto, nelle Marche), parla dei preparativi per la nuova partenza: “Lamia valigia? Un occhio di riguardo allaattrezzatura fotografica, molta attenzione a medicine, vaccini eprevenzionesanitaria, un guardaroba scarno, pratico e rispettoso della cultura della gente del luogo. Perché in ogni Paese si deve essere come ospiti graditi in casaaltrui,e ci si deve comportare come tali. Studiare la cultura di un Paeseprima divisitarlo è fondamentale per non essere come “un elefante nel negoziodicristalli” nella morale e nei valori di un popolo. Non è la stessacosa, ma comeguarderebbe un bambino italiano un indigeno amazzonico, seminudo, chemangia letagliatelle con le mani in una trattoria a Milano? Così gli abitantilocali guarderebberonoi se andiamo in giro in India o Nepal con canottiera, minigonna omangiandoil cibo con la mano sinistra.”
Le immagini dei reportagedi Raffaella Milandri rappresentanola riproduzione visuale delle intense emozioni e dei profondisentimenti cheanimano lo spirito di questa artista, che è prima di tutto una"viaggiatrice" nel senso più puro del termine. Dall'Australia alGiappone, dagli Stati Uniti all'India, il suo peregrinare solitario èmossodell'inesauribile desiderio di conoscere i popoli e le culture piùdistantigeograficamente ed intellettualmente dall'Europa. Le sue fotografiesono ilfrutto della sua curiosità e della sua voglia di indagare, confrontareescoprire motivi di affinità ed integrazione tra genti pur diversissime.
Dicel’artistaa proposito della sua ispirazione: "Una passione infinita per lafotografia e una brama sconfinata di viaggiare creano in me unadimensionespirituale ideale per la ricerca dell'essenza dell'uomo e delle sueimpronte suciò che lo circonda, in tutte le sfaccettature. Il mio terzo occhio èlamacchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in unmomentosenza tempo. Nei miei viaggi cerco di fondermi con il paesaggio e conlepersone, perchè tutto abbia la massima naturalezza, compreso l'occhiodichi guarda il mio obiettivo. Inoltre, ho il massimo rispetto per isoggetti ritratti, se non c’è il consenso ad una foto nonci deve mai essere violazione dellalibertà dell’individuo e dei suoi valori.”
L’interesse di RaffaellaMilandri è imperniato in particolaresui volti e sui gesti degli individui, ritratti nella naturalezza dellorovivere quotidiano, con un occhio particolare alle donne e allecondizionitalvolta disagiate in cui vivono in alcuni Paesi. Le sue foto sonoinfarcite diinformazioni, statistiche, dettaglicertosini sulla cultura dei popoli visitati.
Parladei suoi viaggi: “Tutt’oggi,in moltiPaesi, la sensazione di libertà del viaggiare e il contatto con levariepopolazioni devono essere “filtrate” e “polarizzate” dall’esigenza disicurezza, tenendo conto di religioni, costumi, usanze e pericolicomuni. Al tempostesso, come donna, nasce spontanea una attenzione particolare alledonne ealla loro realtà nei variPaesi. Nelleesperienzeindiane, ad esempio il mio contatto con donne e bambini e l’ingressonelle lorovite quotidiane e nelle loro case mi viene facilitato dall’esseredonna; alcontrario, mi accade talvolta che la tradizione culturale indiana,tuttora diaccentuata tendenza maschilista, alcontrario, mi accadetalvolta che la tradizione culturale indiana, tuttora di accentuatatendenza erigauna barriera di fronte alla donna che voglia approfondire certetematiche oaccedere a certi ambienti.
Solodapochi anni, il Governo indiano si è accanito decisamente nel cercare didebellare il feticidio femminile, ampiamente usato in passato laddove,nellefamiglie povere, la nascita di unafemmina significava una bocca da sfamare e una dote da pagare allafamiglia delfuturo marito.Si legge nella foto di un cartello in pieno centro aCalcutta:“Female feticide is a crime”
Nelmondo del lavoro è facile chele donne vengano usate in lavori pesanti,
incantieri edili o stradali , e in alcune mie immagini ritraggo uno stiledi vita decisamente duro .
AdAhmedabad (da dove ha operato a lungo Gandhi, n.d.r.), hovisitato la SEWA , fondata nel 1972 da ElaBhatt: è una Associazione e cooperativa per la tutela di donnelavoratriciautonome e senza regolare salario eassistenza sanitaria. Nel 2005 è arrivata a contare 800.000 iscritte intuttal’India.
Quitroviamo venditrici ambulanti, artigiane che lavorano a casa,lavoratrici edilied agricole, lavandaie, raccoglitrici di carta e così via. QuestaimportanteAssociazione tutela gli interessi diqueste lavoratrici autonome, come portare i minimi salariali a livellodisussistenza , e organizza corsi per combattere l’analfabetismo, per lagestionedella propria attività, per l’utilizzo del computer, corsidi management e leadership orientati aportare le donne alla conquista di posti di dirigenza.”
ConcludeRaffaella Milandri: “ La cartina di un Paese è per me come una mappadeltesoro, che cela nuovi posti e nuove emozioni da scoprire. Non ho pauradiviaggiare da sola: con l’esperienza si affina un sesto senso, unaspecie dicampanello d’allarme che suona solo quando è necessario. L’importante èrispettaresempre le usanze del luogo, soprattutto in un Paese fortementereligioso.Rispettare le persone è il modo migliore per essere rispettati. Inviaggio dasola, faccio vita frugale, evito i posti solo per turisti, mangio ebevo comele persone del posto, vado a dormire presto la sera e mi alzo all’albapercatturare la luce migliore nelle mie foto.”