Cura. Narrazioni di luogo, pratiche di mobilità, residenza e viaggio nell'arte contemporanea, a cura di Michele Dantini e con: Chiara Agnello, Giorgina Bertolino, Marco Campanini, Luigi Fassi, Daria Filardo, Andrea Lissoni, Claudia Losi

Narrazioni di luogo, pratiche di mobilità, residenza e viaggio nell'arte contemporanea, a cura di Michele Dantini e con: Chiara Agnello, Giorgina Bertolino, Marco Campanini, Luigi Fassi, Daria Filardo, Andrea Lissoni, Claudia Losi Università del Piemonte Orientale «Amedeo Avogadro» Facoltà di Lettere e Filosofia | Dipartimento di Studi Umanistici giovedì 8 maggio, 15.00-18.00 | venerdì 9 maggio, ore 10.00 - 13.00 cattedra di Storia dell'arte contemporanea, prof. Michele Dantini Cura.

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05/mag/2008 18.30.00 Marco Campanini Contatta l'autore

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Università del Piemonte Orientale «Amedeo Avogadro»

Facoltà di Lettere e Filosofia | Dipartimento di Studi Umanistici

giovedì 8 maggio, 15.00-18.00 | venerdì 9 maggio, ore 10.00 - 13.00

cattedra di Storia dell’arte contemporanea, prof. Michele Dantini

 

 

 

Cura. Narrazioni di luogo, pratiche di mobilità, residenza e viaggio nell’arte contemporanea, a cura di Michele Dantini e con: Chiara Agnello, Giorgina Bertolino, Marco Campanini, Luigi Fassi, Daria Filardo, Andrea Lissoni, Claudia Losi

 

 

A partire dai secondi anni Sessanta si diffonde, nell’arte contemporanea, la ricerca di spazi espositivi e di intervento diversi dai tradizionali white cubes. Artisti europei ed americani (Earthworks/Land Art, Arte concettuale, Arte povera) scelgono di lavorare direttamente sul paesaggio privilegiando contesti desueti e fuorimano. Installazioni, performance, ricognizioni outdoors conoscono un diffuso successo oggi, in corrispondenza del crescente decentramento culturale: modalità operative e propositi sono tuttavia profondamente mutati. Estremo oriente, America latina, Africa o Indie occidentali emergono come laboratori di modernità specifiche e contribuiscono a rendere più articolata la percezione di processi globali a livello sociale, economico, demografico, ambientale. Mobilità e viaggio hanno peraltro luogo in ogni direzione, e pratiche culturali cosmopolite vanificano, dissolvono o invertono le demarcazioni coloniali o neocoloniali tra Centri e Periferie. Agende internazionaliste, interesse per arte pubblica e surveys territoriali, elementi di critica culturale o dei media concorrono a rendere attraenti progettualità dislocate rispetto a sedi istituzionali - gallerie, musei, centri di arte contemporanea. La molteplicità di narrazioni che è possibile adottare, esplicite o latenti, documentarie o genealogiche, esemplate sull’inchiesta oppure ironiche, frammentarie o spettrali, riconosce comunque ai luoghi caratteri discorsivi e di archivio da indicizzare. Quali narrazioni adottare, quali trasformazioni, con quali strategie? Se etiche e politiche della narrazione beneficiano di un’attenzione crescente nell’attuale riflessione sull’arte, non pochi artisti, nell’articolare la propria attività, si orientano a modelli di fieldwork: propongono lo scambio, l’identificazione paradossale di «casa» e «campo» nel senso del «campo di lavoro» dell’etnografo o del naturalista. Emergono tuttavia riserve, nella teoria culturale e nella critica di orientamento femminista più recenti, per la «sovraeccitata celebrazione del movimento» caratterizzante la scena contemporanea (Doreen Massey). Alla luce dei richiami a «geografie della cura» locali o globali e a nuove dimensioni dell’«abitare», il workshop si propone di indagare le nozioni di «mobilità», «residenza» e «domesticità» nelle loro complesse interazioni reciproche e con riferimento a eventuali mutamenti di paradigma.

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