Indian Stills di Carlo Bevilacqua alla Galleria delle Battglie Brescia per la III Biennale Fotografia 2008 - Inaugurazione Giovedì 12 giugno 2008

20/mag/2008 21.49.00 xtv productions Contatta l'autore

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IndianStillsdi Carlo Bevilacqua alla Galleria delle Battaglie Brescia per la  IIIBiennale Fotografia  2008 - Inaugurazione Giovedì 12 giugno 2008



In occasione della III edizione della Biennale Internazionale diFotografia di Brescia – 2008, dal titolo programmatico InQualche Partedel Mondo, che ha  tema quest’anno la fotografia di viaggio“autoriale”,  la Galleria delle Battaglie presenta IndianStills diCarlo Bevilacqua, una serie di  trenta foto, prevalentemente deiritratti, realizzate alcuni anni fa in occasione di un viaggio in Indiautilizzando una fotocamera di grande formato .
La mostra sarà inaugurata Giovedì 12 Giugno 2008 in contemporaneaall’apertura della Biennale di Fotografia e si protrarrà fino al 14Settembre 2008
Per approfondimentiwww.carlobevilacqua.com



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Carlo Bevilacqua: Indian Stills -Trenta immagini per l’India
di Mauro Corradini docente di storia dell’arte presso la “Laba”(Accademia di Belle Arti di Brescia) e critico d’arte
 
Nonostantel’indubbia funzione mimetica dell’immagine fotografica, ognifotografia è la rappresentazione di ciò che non è qui e ora; è, perdirla in termini scontati e forse troppe volte utilizzati, la presenzadi un’assenza. Tanto più si fanno cogenti queste riflessioni se leapplichiamo alle immagini che Carlo Bevilacqua ha realizzato in India;sono ritratti, volti, figure; attenuati e condensati in poche immaginigli ambienti, mancano le forme, fastose e magiche, degli antichi luoghidi una civiltà millenaria. I FOTOGRAMMI INDIANI di Bevilacquarichiamano un mondo fatto di silenzi, di imperturbabile solennità;parlano di una forza interiore che travalica i tempi e giunge fino anoi dalle profondità della storia, che pochi segni esteriori (certefogge, per esempio, certi particolari evidenziati) possono tentare disvelare.
Ma sono loro, sono i personaggi di queste fotografie, a voler sfuggiread ogni condizionamento temporale, ad ogni cronologia; ci osservanodalla lontananza di una civiltà che ha dato loro i tratti, i segni, ilportamento di una cultura che ci sfugge, ancorata come è ai ritmiinteriori dell’animo, a negare la nostra superficialità, la nostraavventura economica che ha tutto modificato.
I modelli delle pose che il fotografo utilizza sono riconducibili apoche scelte: figure in piedi, riprese in ambienti quotidiani, spessonei cortili interni, contro muri di mattoni senza intonaco, oppureritratti, volti ravvicinati, che con fierezza e serietà si propongonoper illustrare una storia. Posano per noi, senza quel folclore, chesovente trasforma tanti ritratti in cartoline turistiche.
Bevilacqua vuole fare entrare il lettore in una civiltà, antica almenoquanto la nostra, vuole che attraverso i silenzi di un’immobilità e diuna staticità che le pose propongono emerga il senso antico di unacultura che sfugge ai dogmi della cosiddetta modernità. Entreràcertamente la nostra modernità; è già entrata; ma questi FOTOGRAMMIINDIANI ci introducono in una dimensione che scruta i secoli attraversoi volti, le pose, la pacatezza degli atteggiamenti, cerca di svelare laquieta grandezza di una dimensione di vita. Calmi e sereni erano glidei dell’Olimpo greco; allo stesso modo, questi volti, anche quelli deibambini, pur nella normale irrequietezza dell’età, sembrano rinviare anoi, lettori lontani, un senso di superiore armonia.
 Solo in alcuni casi, di fronte al Deserto di Jaisalmer, per esempio, onel cogliere la Città d’Oro(Jaisalmer,The Golden City ), che appare inlontananza come un miracolo della natura più che una costruzione degliuomini, di fronte alla mucca sacra che si muove liberamente nellaquotidianità della vita o di fornte al Palazzo dei Venti (l’Hawa Mahaldi Jaipur,) il paesaggio indiano entra in noi, viene attraverso ilrigore del bianco e nero. Queste immagini appaiono come il segno di unfuori-di-noi, che tocca il nostro sentimento attraverso l’emozione diun fotografo, che si incanta di fronte alla sua visione.
Più spesso, Bevilacqua controlla ogni emozione; ferma la mano chevorrebbe cercare il colore ai mille incredibili colori che solo ilbianco e nero possiede; articola lo spazio, lo dilata quanto più lorestringe, spinge il nostro sguardo ad indagare il silenzio pensoso diuna Donna di Jaisalmer, ci ammutolisce con la figura venerabile di unMahatma, scandisce per noi la profondità di uno sguardo che sembraportarci in un’India della nostra infanzia, tra il Ritratto di Rajput,la tensione emotiva di un Sâdhu, la fierezza incantata dei Rajput anchese nani. (Dwarf Rajput). Certo, sono le figure quotidiane, le Bambineche si accalcano contro il muro, non sai se per difendersi nell’unioneo per entrare nel rettangolo magico che fisserà i loro visi, è laBambina seduta sul muretto, all’inizio di una scalinata e ti guarda conlo sguardo fermo di una grande attrice, è l’anziano rinvigorito con lasua bicicletta, o la Donna che tiene in ordine un piccolo ma sacrocortile, a trascrivere il senso di una quotidianità che sembra sfuggiread ogni cronaca, per trasportarci di colpo nella storia.
In questo senso, la fotografia tanto rappresenta un qui e ora lontanodal nostro sguardo, quanto sintetizza un’idea, una forma, che è nellamente del fotografo; che riesce attraverso il rigore, il ritmo pacato,la simmetria e la misura di una classicità ritrovata, a farciassaporare un luogo, accostarci ai personaggi di una storia che quantopiù avviciniamo, tanto più sembra allontanarsi nella profondità di undesiderio e nell’incanto di un’emozione.

Carlo Bevilacqua 

Fotografo e regista nato a Palermo nel 1961, da oltre vent’anni alternala fotografia alla regia di documentari e videoclip. Inizia afotografare a Palermo negli anni Ottanta, dedicandosi inizialmente adun reportage di impronta socio-antropologica. Decide di trasferirsiprima a Parigi e in seguito a Milano, dove frequenta i corsi difotografia all’Istituto Europeo di Design (IED).
Inizia quindi a collaborare con agenzie di pubblicità e pubblicherelazioni, realizzando servizi fotografici, campagne pubblicitarie,video e filmati per grandi gruppi e importanti aziende del panoramaeconomico nazionale e internazionale. Risale al 1995 l’inizio della suacollaborazione con l’agenzia Marka, mentre è del 1998 la fondazione,con Enrico Grisanti, della XTV Productions, una casa di produzionespecializzata nella realizzazione di servizi fotografici e video per lapubblicità e la comunicazione istituzionale. L’anno successivo sviluppainvece una delle prime web-tv italiane, la XTV Webchannel.
Tra le tappe del suo percorso espositivo ricordiamo le personaliQuotidiani (Palermo 1983), Giardini Immaginari (Palermo 1984) e IndianStills (Milano 2007), oltre alla sua partecipazione ad alcunecollettive tra cui Nuovi soggetti a rischio (Siracusa 1985), ObiettivoSoggettivo – Fotocontaminazioni sull’arte africana (Milano 1994) e ADifferent Robin Hood (Torino 2000).
Ha diretto vari lavori tra cui, in collaborazione con Francesco DiLoreto,  Little Red Robin Hood _ documentario biografico su RobertWyatt, cantante e batterista dei Soft Machine, con la partecipazione diElvis Costello, Brian Eno, Phil Manzanera e Nick Mason , Moira OrfeiAmore e Fiori, colorato affresco pop sulla regina del circo, e varivideoclip per artisti come Cristina Donà, Marco Parente e AntonellaRuggiero.
Tra gli ultimi lavori segnaliamo ln Italia, volume con la prefazione diMario Botta pubblicato  per Antonveneta Private Banking  dalla FedericoMotta Editore con un percorso in bianco e nero in varie città Italianee il video di presentazione per la candidatura di Milano all'Expo 2015realizzato in collaborazione con l'agenzia di comunicazione Al Village.




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Per maggiori informazioni

Galleria delle Battaglie
via delle Battaglie 69/A - 25122 Brescia
Tel. 0303759033 - Cell. 335/5853121
galleria@galleriabattaglie.itwww.galleriabattaglie.it
Orari:  lun 16 -19.30
mart - sab 10.15-12.45 e 16-19.30

oppure

CarloBevilacqua
www.carlobevilacqua.com
info.carlobevilacqua.com
Xtv Productions
Via G.Watt 14 20143 Milano +39 0289150490
Mobile: +39 33560572


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